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Elezioni, Ceraso bacchetta
il centrodestra: 'Si faccia
un programma unitario'

Dopo i primi movimenti nel centrodestra, con il nome di Alessandro Zagni uscito come possibile candidato per la Lega, ci si interroga sulla strategia del centrodestra. In particolare è il consigliere comunale Maria Vittoria Ceraso (Obiettivo Cremona), già assessore con il sindaco Oreste Perri, a porsi qualche domanda, tirando le orecchie alla possibile coalizione he si sta prospettando. Di fronte, infatti, a un sindaco Galimberti, che ha dichiarato di volersi ricandidare, “sostenuto da un centro sinistra compatto, almeno in apparenza”, a destra manca “una vera unitarietà e un programma condiviso”.

“E’ noto infatti che, soprattutto nel PD, non siano tutti così estimatori di Galimberti, ma giustamente, in un periodo di crisi come quello che sta attraversando il partito democratico, meglio puntare ancora su un candidato espressione di una lista civica, Fare Nuova la Citta’, che di fatto è stata tutt’altro che protagonista della vita politica di questi 5 anni di mandato e pertanto facilmente manovrabile dal primo partito della coalizione” evidenzia il consigliere. “Non c’è dubbio che Galimberti con un colpo al cerchio e un colpo alla botte sia riuscito a tenere insieme anime molto diverse della stessa, dall’estrema sinistra ai moderati cattolici, che saranno certamente disposte, come hanno fatto in questi anni, ad accettare ancora qualche compromesso pur di raggiungere l’obiettivo comune di battere alle prossime elezioni gli avversari politici”.

A fronte di uno scenario simile a centrosinistra, “mi piacerebbe che i partiti e le liste civiche che si riconoscono in un’area di centro destra fossero invece capaci di proporre, prima ancora di un candidato sindaco, un programma capace di convincere, se mai ce ne fosse bisogno, i cremonesi che il cambio di amministrazione è quanto mai necessario e indispensabile per la nostra città.

Vorrei che come coalizione individuassimo, pur nella diversità delle appartenenze, quelle questioni prioritarie che corrispondono ai principali bisogni della nostra città, sulle quali costruire un accordo politico che ci veda uniti nel fare fronte comune per dare una vera alternativa democratica alla guida del Comune.

I primi segnali però che colgo non mi sembra vadano in questa direzione. La Lega appare decisa a proporre un suo candidato senza condividere prima alcun programma con gli altri partiti e le civiche del centro destra. La mia critica è sul metodo e non sulla persona, Alessandro Zagni, il cui nome è trapelato in questi giorni, con il quale ho collaborato in maniera costruttiva, pur a volte nella diversità di vedute, durante il mandato Perri, prima che si dimettesse da assessore alla Sicurezza come richiesto dal suo partito.

Una Lega che alle elezioni del 2014 ha già provato a presentarsi da sola in città con lo stesso candidato Sindaco Zagni che, dopo aver fatto un’agguerrita campagna elettorale più contro il candidato di centro destra Perri che contro quello di centro sinistra Galimberti, ha ottenuto con la lista civica che lo sosteneva 828 voti, pari al 2,23% non sufficiente a farlo eleggere almeno consigliere comunale. Chiaramente a nulla è valsa la tardiva scelta della Lega di apparentamento con Perri al ballottaggio che ha purtroppo perso le elezioni proprio perchè non sostenuto da una forte coalizione di centro destra unito.

Ora se non c’è dubbio che la Lega ha dimostrato alle elezioni politiche del 2018 di aver triplicato i suo consenso rispetto al 2014 ottenendo il 24% dei voti in città, non bisogna dimenticare che così come a livello nazionale non è stata in grado di governare da sola ma ha dovuto cercare un accordo di programma con i 5 stelle, così anche a livello locale difficilmente la partita potrà giocarsela in solitaria.
Il mio auspicio è che tutte le forze politiche e civiche che appartengono all’area di centro destra, mettendo da parte personalismi, antipatie, ambizioni e contrapposizioni, incomincino a lavorare subito insieme prima di tutto su un programma, nella consapevolezza che pur nel favore del momento, che tra l’altro in un battito d’ali potrebbe cambiare come ci insegna la storia politica recente, ogni singolo voto è necessario ed indispensabile e nulla va dato per scontato perché, soprattutto a livello locale, ciò che conta più dell’ideologia è la credibilità delle persone e le soluzioni proposte rispetto alle problematiche concrete di Cremona”.

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