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Si è spenta
la storica dell'arte
Lidia Azzolini

E’ morta all’età di 94 anni Lidia Azzolini, storica dell’arte cremonese, autrice di numerosi libri sull’arte del nostro territorio in particolare  sui palazzi nobiliari. Spirito vivace e arguto, Lidia Azzolini è stata anche una importante benefattrice di Cremona Solidale a cui ha donato, ancora in vita, i fondi per realizzare la terza palazzina, quella che appunto porta il suo nome e in cui è stata ricoverata nell’ultimo anno.

Quattro anni fa era anche stata brillante protagonista di una commissione vigilanza proprio su Cremona Solidale, quando, in piena bagarre politica, aveva difeso a spada tratta l’operato dell’ex direttore, Angelo Gipponi, che stava per essere sostituito, con il cambio di amministrazione, da Emilio Tanzi. La Vigilanza si era svolta in una giornata di settembre 2015, un anno dopo il cambio di amministrazione comunale e del Cda di Cremona Solidale. Azzolini, che dopo aver donato la palazzina esistente aveva preannunciato l’intenzione di fare altre cospicue donazioni in testamento, era intervenuta a sostegno di Gipponi, che aveva conosciuto personalmente in diverse occasioni. In quel contesto molto politicizzato, con la minoranza di centrodestra che puntava a delegittimare l’estromissione del direttore generale a favore del nuovo arrivato Tanzi, Azzolini si era trovata persa per sua stessa ammissione. “Non mi interessano tutti questi cavilli, non li capisco. So solo che quando vado lì (a Cremona Solidale) o in via XI febbraio, mi si stringe il cuore… per me è importante che gli ospiti che sono alla fine della loro vita, e la vita in un modo o nell’altro è sempre pesante da vivere, perché hai dei momenti in cui ti casca addosso tutto, per me è importante che abbiano degli attimi dolci. E’ un loro diritto. Perché bisogna provare a vivere nel mondo loro, si sentono messi da parte, la loro disperazione è quella, perché anche i figli nel mondo di oggi non hanno il tempo di seguirli e quindi almeno pensiamoci noi, con il nostro Comune”.
Lidia Azzolini aveva assistito in silenzio al battibecco politico durato un paio d’ore, prendendo la parola con una vivacità difficile da trovare in una novantenne, soltanto alla fine e soltanto per dire ad alta voce che la politica non la interessava per niente, ma la vita degli anziani sì.

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