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Tempi d'attesa visite
specialistiche: tra le criticità
oculistica ed ecografie

Nelle strutture sanitarie cremonesi (e in genere dell’Ats Valpadana che comprende anche Mantova) vengono rispettati i tempi massima di attesa per una visita specialistica (prima visita) o per un esame, in almeno il 95% dei casi, che rappresenta l’obiettivo minimo della sanità lombarda. E’ l’esito del monitoraggio effettuato nel 2018 dall’Ats Valpadana e riportato nel ‘Piano attuativo per il controllo delle liste d’attesa dell’Ats 2019’, da poco pubblicato. Restano alcune criticità, in cui i tempi non vengono rispettati: prima visita oculistica, eco color dopplergrafia cardiaca, ecografia bilaterale mammella, mammografia bilaterale, ecografia dell’addome superiore, colonscopia con endoscopio flessibile. Su queste prestazioni verranno attuati progetti specifici da parte della Regione.

Il corposo rapporto esamina le anche le cause che spesso influenzano i ritardi nelle prestazioni, tra queste, le richieste inappropriate. Vengono inoltre individuate 15 principali criticità, quasi tutte prime visite specialistiche: oltre ad oculistica, troviamo neurologia, cardiologia, dermatologia, urologia, pneumologia, ortopedia, gastroenterologia. “Nell’ambito delle prestazioni diagnostiche – si legge –  i superamenti hanno riguardato principalmente le prestazioni strumentali in ambito cardiologico, elettrocardiogramma dinamico, ecolordopplergrafia cardiaca a riposo, ecografia ginecologica e esame del fundus oculi. Critico anche il tempo di attesa per l’intervento di cataratta.
L’obiettivo atteso del rispetto dei tempi massimi di attesa in almeno il 95% delle prestazioni è stato pienamente raggiunto.
Buona parte della motivazione di tempi d’attesa eccedenti i limiti consiste nella scelta della sede e del professionista desiderati da parte dei pazienti. Il tempo aziendale è infatti solitamente rispettato da parte delle strutture, pur in presenza costante di alcune liste con tempi eccedenti i massimi previsti.
Elemento di ulteriore significativo peso nell’aggravamento delle criticità relative alla gestione delle liste d’attesa è costituito dal fenomeno frequente del rifiuto della prima data prospettata in sede di prenotazione. È evidente il peso elevato del ruolo attivo del cittadino-utente, nella gestione delle liste da parte degli erogatori, nonché la necessità di responsabilizzazione e incremento della consapevolezza dell’accesso ai servizi presso la cittadinanza, anche attraverso iniziative di comunicazione ed informazione”.

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