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Alla Cattolica nuova
lezione di Economia
di Cottarelli

L’Italia è la quarta economia d’Europa e una delle più grandi del Mondo; ma non cresce. È notizia di queste settimane: la nostra economia non cresce. Anzi, l’Italia è tecnicamente in recessione, perché al calo di Pil dello 0,1% nel trimestre luglio-settembre scorsi si è aggiunta la contrazione dello 0,2% dell’ultimo trimestre 2018. E due cali di Prodotto interno lordo di due trimestri consecutivi, fanno recessione.

Tanti i freni allo sviluppo economico del nostro Paese, ma certamente tra questi spicca il problema dei conti pubblici italiani: dal debito pubblico, al tasso di deficit sino alla “qualità” della spesa, cioè come vengono spesi i soldi pubblici. Proprio i temi di cui si occupa l’Osservatorio sui conti pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli, che nei giorni scorsi  ha tenuto un seminario alla Smea – Alta scuola di management ed economia agro-alimentare dell’Università Cattolica focalizzando l’attenzione su queste questioni.
Se il problema primario – come ha spiegato Cottarelli – riguarda il debito pubblico, ciò non è tanto in termini di livello, ma piuttosto di dinamica. La preoccupazione scatta quando il debito cresce più dell’economia, ecco perché – in un momento di recessione o comunque di crescita molto anemica – controllare il debito pubblico diventa vitale.

Il debito è costituito da denaro che famiglie, imprese, banche, fondi di investimento italiani e stranieri hanno ceduto allo Stato, in cambio di “titoli”, ad esempio Bot e Btp. Questi titoli hanno diverse durate, e quando il titolo giunge a scadenza, lo Stato deve restituire i soldi a chi glieli ha prestati, a meno che gli investitori siano disposti a rinnovare il prestito comprando titoli di nuova emissione. Rinnovare i titoli di debito è dunque essenziale per pagare la sanità le pensioni la scuola ecc. ed è un esercizio non sempre facile per il nostro Ministero dell’Economia e finanze. Più è alto il debito pubblico – ha evidenziato Cottarelli – più cresce il rischio che lo Stato non sia in grado di ripagare chi gli ha prestato soldi. Questo rischio fa aumentare il tasso di interesse che gli investitori richiedono per acquistare i titoli del debito pubblico. Ma siccome quello dei tassi di interesse è un sistema di vasi comunicanti, quando i tassi aumentano l’economia ne soffre, perché anche i finanziamenti alle imprese e i mutui ai cittadini, alla fine, costano di più. Peraltro, quello debito non è l’unico fardello che frena la crescita del nostro paese, per tornare al tema del seminario alla Smea. La forte evasione che caratterizza il nostro sistema fiscale grava sul lato del gettito disponibile, e dunque in generale sulla crescita economica. E poi c’è il capitolo “burocrazia”: secondo Carlo Cottarelli, sono eccessive le risorse che le imprese devono quotidianamente impiegare per affrontare un carico burocratico spesso eccessivo.

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Commenti
  • Elio

    Comincio a preoccuparmi se nelle nostre università si inizia ad idolatrare un economista come Cottarelli. Forse e’ meglio non mandare i figli a studiare

  • Blizzard

    Se ha letto l’articolo, non mi sembra che abbia espresso dei concetti astrusi. Se poi si vuole contestare a prescindere, allora va bene. Per quanto riguarda il mandare i figli a studiare ci sono sempre le Università che in questo periodo vanno per la maggiore. L’Università della Strada e l’Università della Vita che rilasciano lauree sventolate da persone che non hanno arte ne parte.

    • Elio

      E perche’ a prescindere invitare Cottarelli? E’ il migliore sulla piazza secondo lei? Se gli studenti devono imparare qualcosa invitare sempre Cottarelli a prescindere,con idee critiche verso il governo che criticate,col senno di poi,anche da Junker,credo e penso che sia una scelta piu politica che didattica anche perche’ se cosi non fisse ci sarebbe da pensare. Fare ascoltare a studenti solo una economista cosi di parte può essere utile se bilsnciato con economisti con idee diverse se no trovo sia una scdlta a dir poco ottusa. Poi se come lei dice non devono iscrivere i miei figli alla Cattiluca per questo può essere giusto ma che io non possa criticare scelte che ritengo ottuse non credo sia giusto. Chi ha mandato i propri figli alla Cattolica poi non sapeva che Cottarelli tenesse lezione quindi non e’ detto che i genitori siano tutti daccordo con la presenza del”professore” e poi i concetti espressi da Cottarelli sono molto politici e poco tecnici,le posso far la lista di economisti ben piu quotati di Cottarelli che le potrebbero smentire non i dati ma tutte le considerazioni politico-economiche da lui espresse.

  • Mario Rossi SV

    Come mai non è diventato presidente del consiglio questo signore? Ah già… non avrebbe avuto neanche un voto di fiducia…