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Cremona sulla pagine d'antan
del NYT: tante curiosità tra cui
Capra 'inventore' dei taxi

di Marco Bragazzi

Questi cremonesi “americani”. Durante la seconda parte del 1800 il nome Cremona, associato quasi sempre ai violini, sembrava molto ricorrente sulla stampa per eccellenza “a stelle e strisce”. Dagli archivi del prestigioso New York Times, spesso abbreviato con NYT, non compaiono solo i nomi dei grandi liutai cremonesi o dei compositori che nei secoli hanno cambiato la storia della musica, ma tra le colonne del più famoso quotidiano al mondo compaiono interi racconti dedicati alla città di Cremona e a suoi illustri cittadini “meno conosciuti” di Stradivari, Monteverdi o Guarneri del Gesù.

Di certo l’imponente presenza nel panorama musicale di Amilcare Ponchielli, molto attivo in quel periodo, portava i lettori statunitensi a cercare maggiori notizie su quella Cremona che non fosse strettamente legata solo al mondo dei violini. Tra il 1851, anno di fondazione del NYT, e il 1890 compaiono intere pagine o articoli con citazioni dedicate a persone che, paradossalmente, in città sono quasi dimenticate come quella dell’inventore Alessandro Capra, nato in città nel 1620, per il quale, con tanto di immagini e uno speciale del corrispondente parigino, viene accreditato come l’inventore del taxi ma, stante alle cronache newyorkesi, parrebbe che lo stesso Capra si fosse ispirato per il suo progetto all’architetto augusteo Marco Vitruvio Pollione.

Il NYT pubblicherà anche, nel settembre del 1865 pochi giorni dopo la sua scomparsa, il necrologio per la scomparsa del chimico cremonese Gaspare Cerioli che, tra le altre cose, fu lo scopritore della nicotina, oltre a diventare famoso in tutto il mondo. L’interesse per la città adagiata sul Po passa anche dai santi, con uno speciale dedicato non ai santi “locali” come Omobono e Imerio, ma addirittura a Sant’Agata, con una versione biografica in cui i redattori cercano di far capire ai fedeli della chiesa protestante la originale distribuzione dei santi nella penisola italiana partendo da Cremona per la santa di origini siciliane.

Sulle pagine del quotidiano tra i più premiati al mondo, la città di Cremona viene vista anche dal punto di vista storico, con originalissimi pezzi descrittivi della storia della città dove ricorrono nomi come quelli della famiglia milanese degli Sforza, tutti rigorosamente inseriti tra le righe dello speciale “Chronicles of Cremona”, dedicato in maniera quasi incredibile alla città del Torrazzo e alla sua millenaria storia. I riferimenti alla città sembrano presi da enciclopedie ma non solo, ai lettori newyorkesi più dotati veniva offerta la possibilità, una volta tornati da un viaggio in Europa che comprendesse anche una visita a Cremona, di scrivere una sorta di “diario” su ciò che avevano visto o studiato in città. Si veniva a sviluppare, in questo modo, un sottile filo di continuità tra i redattori del prestigioso giornale e i suoi lettori i quali, nelle loro narrazioni cremonesi, raccontavano parti di storia conosciuta ma anche di usanze e personaggi legati a Cremona. Ne usciva spesso un resoconto storico e culturale di certo affascinante, basato anche sui “mirabolanti” racconti che i cittadini cremonesi facevano ai turisti statunitensi per convincerli della bontà di un ristorante o di un albergo cittadino, del resto circa 150 anni fa soddisfare i turisti era, come dovrebbe essere adesso, una parte fondamentale della vita commerciale cittadina.

Non mancavano però gli errori da parte del prestigioso giornale, come quello del famoso compositore e direttore d’orchestra Franz von Suppè il quale, arrivato a New York per presentare le sue opere Boccaccio e Donna Juanita dichiarò (o fece dichiarare) di essere nato a Cremona mentre, invece, la sua biografia lo fa nascere a Spalato per poi trasferirsi fin da bambino a Cremona dove intraprenderà la parte iniziale degli studi che lo porteranno in tutto il mondo. Di certo Von Suppè, o il suo agente, avevano capito che il termine Cremona in materia musicale era una garanzia di certo maggiore rispetto a Spalato, ma per anni, sulle pagine del NYT Cremona e i suoi cittadini venivano studiati con grande attenzione e non solo per i violini.

I RITAGLI DI GIORNALE:

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