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Pd, da Martina
nessun segnale
di rinnovamento

Lettera scritta da Paolo Carletti

Alle prossime primarie aperte del PD sosterremo Nicola Zingaretti, abbiamo in prima battuta sostenuto Francesco Boccia, autentico portatore di idee innovative a beneficio del PD ma, ahi noi, Matteo Renzi ha inteso avvelenare il pozzo del congresso sostenendo la candidatura del frontman Giachetti e così, messi in campo gli ultimi apparati renziani,  per Francesco Boccia che invece ha affrontato il congresso a mani nude, non c’è stato nulla da fare.

Resta però estremamente attuale il progetto di rigenerazione del PD presentato da Boccia, che ci pare possa essere condiviso solo ed esclusivamente da Nicola Zingaretti. Nulla contro Martina, però ripercorrendo gli ultimi mesi del PD, quelli a sua guida per intendersi, non possiamo non notare un’ulteriore involuzione della proposta e dell’atteggiamento tenuto dal partito.

Dopo la rovinosa sconfitta del 4 marzo, il PD  si è fatto tracciare la linea delle alleanze da un’intervista a Fazio di Matteo Renzi che in 10 minuti ha chiarito che mai il Pd avrebbe pensato a governare, né coi 5 stelle né con altri, era il 29 aprile, il PD da un mese e mezzo lavorava per imbastire un qualcosa di sensato ma tutto veniva spazzato via.

A questa sciagurata e scorrettissima iniziativa, il vicesegretario del PD Martina non ha risposto se non con un “obbedisco”.
Questa mirabile linea politica ha obbligato i 5stelle a creare un Governo con la Lega ed ha prodotto un risultato unico:
Matteo Salvini è il solo leader politico al governo in occidente che ha triplicato i propri consensi.

In verità tale scelta ha prodotto anche un altro paio di risultati, cioè quello di confinare l’Italia ad un periodo di recessione, avere un Governo con scatti fascisti e incrinare i rapporti internazionali del nostro Paese che, a scanso di equivoci, non interessano tanto le sfere diplomatiche quanto quelle industriali e di esportazione.

Spieghiamoci quel che è successo: a colpi di maggioranza abbiamo imposto una legge elettorale proporzionale che in quanto tale obbliga ad alleanze di governo e poi abbiamo detto che noi avremmo rifiutato qualsiasi ipotesi di alleanza o di appoggio esterno ad un Governo obbligando i 5stelle alla sciagura del governo Lega/5stelle.
Geniale.

Dopo questa iniziativa il PD, affidato a Martina, è scomparso dalla scena politica…. nessuna analisi della sconfitta, nessun moto di rinnovamento, nessuna battaglia parlamentare, nessuna manifestazione di piazza per 10 mesi durante i quali crescevano i consensi dei lega e 5 stelle.

Abbiamo interpretato come peggio non potevamo il ruolo di partito di opposizione e questo non lo diciamo noi ma ce lo hanno detto Salvini e Di Maio: li avete mai sentiti rispondere a Martina o al PD? avete mai sentito Salvini difendere il Governo dalle critiche del PD?
Macché, e visto che ogni Governo per stare in piedi ha naturale bisogno di una opposizione, piuttosto di niente si sono inventati loro una opposizione, quella dell’Europa delle banche, degli eurocrati, e amenità simili…
Insomma, al di là del profilo signorile, sincero e onesto di Martina, il PD ha bisogno di ben altro se intende recuperare i consensi perduti.

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