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Botte e sputi in famiglia dopo
il rientro dal Marocco. Marito
violento condannato

Botte, sputi, insulti all’ex moglie e ai tre figli. Accusato di maltrattamenti in famiglia, Hassan Naciri, marocchino, è stato condannato dal giudice Francesco Beraglia a due anni e sei mesi senza la condizionale. Per lui, il pm aveva chiesto una pena di due anni e due mesi. Per quanto riguarda il risarcimento, l’imputato è stato condannato a versare una somma di 10.000 euro a moglie e figli, che a processo erano parte civile attraverso l’avvocato Giuseppe Borelli. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 60 giorni.

Drammatica la testimonianza resa la scorsa udienza dall’ex moglie, una connazionale, e dalle loro due figlie di 20 e 18 anni, entrambe nate a Cremona. “Ho ancora paura di lui”, ha detto la donna, sicura, almeno in un’occasione, di essere stata seguita nonostante l’ex marito avesse la misura del divieto di avvicinamento. Secondo il racconto della vittima, i problemi erano cominciati nell’ottobre del 2017, quando lui era rientrato a Cremona da un soggiorno di due mesi in Marocco. “Forse aveva altre donne”, aveva detto lei, “lo sentivo mentre telefonava. Lui voleva il divorzio, ma non voleva darmi il denaro per i nostri figli”. “Si comportava male anche con loro”, aveva aggiunto la donna. “Li insultava e diceva loro delle parolacce. Ha minacciato anche la figlia maggiore, dicendole che l’avrebbe spezzata in due, e guai se avessimo sporto denuncia. Lui era tanto arrabbiato. Con il figlio più piccolo era anche peggio. Gli dava i pugni. Era anche sua abitudine sputarci addosso”. La donna aveva riferito di non essere andata al pronto soccorso perché aveva paura. “Mi diceva che se avessi fatto denuncia mi avrebbe tolto i figli”.

L’atteggiamento violento dell’imputato era stato confermato anche dalla testimonianze delle due figlie di 20 e 18 anni, sentite in aula. “Quando è tornato dal Marocco è diventato aggressivo”, aveva detto la figlia maggiore. “Voleva che mia madre firmasse un documento che gli evitasse di pagare le nostre spese di mantenimento”. La ragazza aveva riferito di aver visto il padre prendere per il collo la madre, insultandola e dandole della puttana. “Ha insultato anche me e mia sorella, mentre mio fratello di 15 anni è stato picchiato più volte. Spesso ci sputava addosso. A me ha minacciato dicendo che mi avrebbe spaccata in due e che avremmo trovato i nostri nomi sul giornale. Eravamo tutti spaventati”.

In aula era stata chiamata a testimoniare anche Mariarosa Bricchi, attuale vice comandante della polizia municipale: “il 13 aprile del 2018”, aveva spiegato, “siamo stati chiamati per delle urla in appartamento. Quando siamo arrivati ci ha aperto il marito dicendo che era il loro modo di parlare a voce alta”. In quell’occasione il vice comandante aveva parlato anche con la moglie e le due figlie. “La signora era molto scossa. In quella casa un paio di mesi prima c’era già stato un nostro intervento”.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Elio

    Spero dopo la pena venga spedito in marocco un animale del genere

    • Mario Rossi SV

      No, gli spetta una tessera per la biblioteca…

    • lucanab83

      Meglio spedirlo subito invece di mantenerlo per qualche tempo a nostre spese

      • Carlob

        Ed in mezzo al mar fargli imparar a nuotar

  • Carlob

    ALCESTE comincia a raccogliere i soldi.chi li vuole li dovrebbero adottare in modo tale da diventare loro responsabili