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Botte e sputi in famiglia dopo
il rientro dal Marocco. Marito
a processo per maltrattamenti

Botte, sputi, insulti all’ex moglie e ai tre figli. Del reato di maltrattamenti in famiglia è accusato Hassan, un marocchino finito a processo davanti al giudice Francesco Beraglia. Drammatica la testimonianza resa oggi in aula dall’ex moglie, una connazionale, e dalle loro due figlie di 20 e 18 anni, entrambe nate a Cremona. “Ho ancora paura di lui”, ha detto la donna, sicura, almeno in un’occasione, di essere stata seguita nonostante l’ex marito avesse la misura del divieto di avvicinamento. “E’ successo lunedì scorso”, ha raccontato. “Stavo andando al lavoro in via Bergamo quando l’ho visto in via Fabio Filzi”.

Secondo il racconto della presunta vittima, i problemi sono cominciati nell’ottobre del 2017, quando lui era rientrato a Cremona da un soggiorno di due mesi in Marocco. “Forse aveva altre donne”, ha detto lei, “lo sentivo mentre telefonava. Lui voleva il divorzio, ma non voleva darmi il denaro per i nostri figli”. “Si comportava male anche con loro”, ha aggiunto la donna. “Li insultava e diceva loro delle parolacce. Ha minacciato anche la figlia maggiore, dicendole che l’avrebbe spezzata in due, e guai se avessimo sporto denuncia. Lui era tanto arrabbiato. Con il figlio più piccolo era anche peggio. Gli dava i pugni. Era anche sua abitudine sputarci addosso”. La donna ha riferito di non essere andata al pronto soccorso perché aveva paura. “Mi diceva che se avessi fatto denuncia mi avrebbe tolto i figli”.

L’atteggiamento violento dell’imputato è stato confermato anche dalla testimonianze delle due figlie di 20 e 18 anni, sentite oggi in aula. “Quando è tornato dal Marocco è diventato aggressivo”, ha detto la figlia maggiore. “Voleva che mia madre firmasse un documento che gli evitasse di pagare le nostre spese di mantenimento”. La ragazza ha riferito di aver visto il padre prendere per il collo la madre, insultandola e dandole della puttana. “Ha insultato anche me e mia sorella, mentre mio fratello di 15 anni è stato picchiato più volte. Spesso ci sputava addosso. A me ha minacciato dicendo che mi avrebbe spaccata in due e che avremmo trovato i nostri nomi sul giornale. Eravamo tutti spaventati”.

In aula è stata chiamata a testimoniare anche Mariarosa Bricchi, attuale vice comandante della polizia municipale: “il 13 aprile del 2018”, ha spiegato, “siamo stati chiamati per delle urla in appartamento. Quando siamo arrivati ci ha aperto il marito dicendo che era il loro modo di parlare a voce alta”. In quell’occasione il vice comandante aveva parlato anche con la moglie e le due figlie. “La signora era molto scossa. In quella casa un paio di mesi prima c’era già stato un nostro intervento”.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 20 febbraio.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Mirko

    Doveva stare in Marocco

  • Elio

    Animali che sfruttano credenze arcaiche cercando di sottomettere le donne. Chiunque abbia questi atteggiamenti sfruttando religioni o tradizioni a casa subito. Che vadano dagli amici musulmani e non in Europa da noi infedeli