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L'idroambulanza per
il Congo ferma da tre anni
può finalmente partire

Una storia a lieto fine quella dell’idroambulanza realizzata a Cremona destinata alle popolazioni africane. Dopo 3 anni e mezzo di attesa il battello attrezzato per curare neonati, adulti e bambini nei villaggi lungo il corso del fiume Congo lunedì prossimo lascerà il cantiere cremonese della Teknokat Marine. Lo scafo sarà caricato su un camion, destinazione il porto di Vado Ligure, da dove partirà poi una nave il 2 marzo per Matadi, Repubblica Democratica del Congo. Il viaggio durerà un mese circa. Una volta arrivata in Africa l’idroambulanza dovrà superare un ultimo scoglio. Quello dello sdoganamento, per cui si sta impegnando anche l’ambasciatore italiano in Congo.

Una storia a lieto fine perché dopo il varo avvenuto a settembre 2015 il progetto di solidarietà realizzato dall’associazione ForAfricanChildren grazie al contributo di centinaia di sponsor da tutta Italia, uno tra tutti la Teknokat Marine di Cremona che ne ha donato lo scafo, si era arenato. Le persone che avevano promesso l’aiuto per il trasporto dell’idroambulanza in Congo non avevano mantenuto la parola data, con il rischio e la paura che il battello dovesse quindi essere smantellato come ci aveva raccontato Fulvio Rostagno, anima del progetto e fondatore dell’associazione Forafricanchildren.

3 anni alla ricerca di fondi, aiuto, sponsor. Poi la svolta. Il trasporto è stato possibile grazie all’importante contributo dei Lions, il Club Savona Torretta, il Comitè Euro Africa e il Past Discrit Governor Franco Marchesani di Pavia, qui in un sopralluogo a Cremona nei giorni scorsi. L’idroambulanza una volta operativa potrà coprire in poco tempo lunghe distanze e garantire il primo soccorso ed il soccorso avanzato direttamente a bordo del natante, con possibilità di gestire campagne di vaccinazione, informazione sanitaria e ambulatori di varie specialità.
Il progetto prevede la formazione di personale sanitario locale e di volontari con cui coprire 365 giorni 24 ore su 24 il servizio di idroambulanza, secondo i protocolli internazionali.

Nicoletta Tosato

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