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Il parco Oglio Sud campione
nella tutela della natura:
premio internazionale

75 ettari di boschi del Parco Oglio Sud, in provincia di Cremona, sono i primi al mondo a vedere certificati tutti i “servizi ambientali” offerti all’uomo dalle foreste secondo la certificazione internazionale del ForestStewardship Council, che misura attraverso un metodo scientifico il benessere prodotto dagli alberi, in termini di salute per le persone e di sviluppo socio-economico del territorio. L’analisi, realizzata con il supporto tecnico di Etifor, spin-off dell’Università di Padova, prende in considerazione gli impatti positivi offerti dal territorio: biodiversità, mitigazione degli inquinanti presenti nell’aria, pulizia dell’acqua, conservazione del suolo e promozione di attività ricreative.
Le foreste lombarde nel cremonese e nel mantovano condividono il primato globale con altre aree boschive italiane appartenenti al più ampio gruppo di certificazione WaldPlus, che conta più di 1.000 ettari e coinvolge 33 proprietà forestali tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, dieci delle quali sono pubbliche e confluiscono nell’Associazione Forestale di Pianura (AFP). Dopo una lunga fase di test condotta negli anni scorsi su dieci siti in otto Paesi, l’Italia è il primo ad aver ottenuto la certificazione a livello mondiale per tutti i cinque servizi ambientali presenti nel territorio, tecnicamente noti come “Servizi Ecosistemici”: conservazione delle specie animali e vegetali, miglioramento della qualità e quantità dell’acqua, aumento della stabilità e dei nutrienti contenuti nel suolo, aumento dello stoccaggio e sequestro del carbonio, miglioramento dei servizi turistico-ricreativi.
L’Oglio Sud, primo parco regionale italiano ad avere ottenuto l’importante riconoscimento, ha visto dal 2003 ad oggi 39,5 ettari, pari a 65,5 campi da calcio, di habitat ripristinato attraverso l’impianto di nuovi alberi con forti impatti positivi sulla biodiversità. 13,8 ettari di suolo hanno avuto un sostanziale incremento qualitativo con effetti sulla diminuzione dell’erosione, almeno 3,6 tonnellate di suolo, sulla fertilità e sul miglioramento dell’attività microbica. 75 ettari, incluse le torbiere, sono accessibili e gestiti per attività turistico-ricreative. Gli alberi presi in considerazione conservano con successo 2.512 tonnellate di CO2, pari alle emissioni annue di 1256 auto.
“Gli ettari che soddisfano i criteri di certificazione FSC per i servizi offerti all’uomo, 75 su un totale di 12.722 di parco, rappresentano un piccolo ma incoraggiante traguardo – spiega Lucio Brotto, Business Development Director di Etifor, la realtà impegnata nell’analisi tecnico-scientifica – ovvero un modello di valorizzazione del ruolo multifunzionale delle foreste replicabile su tutto il territorio nazionale. La particolarità di questo nuovo approccio consiste nel coinvolgere non solo i gestori forestali, ma anche sponsor privati, acquirenti di servizi ambientali, retailer e aziende che posso utilizzare la procedura per promuovere gli impatti positivi derivanti dalla gestione responsabile delle foreste.”

Tutti gli alberi hanno impatti positivi sull’uomo, ma ogni specie ha le sue particolarità e offre un “servizio” specifico. Per dare un valore medio, lo studio condotto da Etifor garantisce che un albero, quando ha raggiunto l’età adulta, riesce a catturare 0,65 tonnellate di CO2. Ciò significa che per catturare le emissioni medie annue di una automobile servono 3 alberi. Un albero facilita poi l’infiltrazione di 546 metri cubi di acqua all’anno, pari al consumo idrico di 6,2 cittadini, dato che in Italia una persona consuma annualmente 90 m3 di acqua.

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