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Incidente di Pioltello, perizia:
'Da cinque mesi si sapeva
che il binario era rotto'

Rfi sapeva già da cinque mesi che quel tratto di binario della linea Cremona-Milano, all’altezza di Pioltello, era rotto e che quel giunto avrebbe potuto saltare da un momento all’altro: questo, come riporta il Corriere della Sera Milano, il severo risultato della perizia depositata nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta avviata dai pubblici ministeri Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano sul tragico incidente del 25 gennaio 2018, dove tre persone persero la vita e una cinquantina rimasero ferite.

Un risultato pesante, che, sempre come scrive il Corriere, per i pm è prova di una ‘falla nel sistema di gestione della sicurezza’, in quanto non si è provveduto a sostituire il pezzo rovinato, prevenendo così l’incidente.

Sempre secondo la perizia, il 29 agosto 2017, una squadra di tecnici aveva ispezionato le rotaie in quel punto fatidico, al km 13+366, e aveva lanciato l’allarme, chiedendo “la rapida sostituzione del giunto”. Cosa era accaduto dopo di allora? Sempre secondo la perizia, il giunto non era stato sostituito, ne controllato con gli ultrasuoni, come invece sarebbe stato previsto in questo caso. Invece, continuano i periti, l’unico intervento fatto è il rincalzo della massicciata, più volte, e la posa della tavoletta di legno a sostegno del giunto nel mese di novembre. Poi a dicembre era arrivato il nuovo giunto, che era stato posato a lato dei binari. Peccato che nessuno si sia preso poi la briga di sostituirlo. Sempre secondo la perizia, la sostituzione, “non si comprende per quale motivazione interna in Rfi”, era stata programmata solo per aprile 2018, nonostante nel frattempo fosse arrivata un’altra segnalazione di pericolo.

Questo ritardo ha “consentito all’irreversibile ammaloramento del giunto di procedere fino al cedimento finale”, scrivono i periti (gli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico), che hanno scagionato invece il treno gestito da TreNord. Sempre secondo i tecnici, la manutenzione della linea è risultata non idonea “ai fini della prevenzione di eventi come quello occorso”.

“Quanto appurato dai tecnici nominati dal Tribunale di Milano è da considerarsi una tragedia annunciata”. commenta il Codacons. “Da anni denunciamo disservizi e carenze del trasporto ferroviario locale a danno dei pendolari della Lombardia, e più volte abbiamo lanciato allarmi sul fronte della sicurezza di treni e infrastrutture. Ad oggi le nostre denunce sono rimaste del tutto inascoltate da parte delle istituzioni”.

lb

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Commenti
  • Elio

    Qui bisogna mandare gente in galera come minimomper 30 anni,sono delinquenti snza scrupoli

  • Andrea Ferrari

    Criminali legalizzati , cioè da legare

  • mirko ansaldi

    Si pensa a fare la TAV quando non si hanno nemmeno i minimi servizi al meglio,prima sistemiamo le cose di tutti i giorni:strade,ponti,ferrovie,periferie ecc e DOPO si fanno le cosiddette grandi Opere.