25 Commenti

Contromano in bicicletta,
travolto da un furgone:
ferite lievi per un 11enne

Ciclista contromano travolto in vicolo Fodri. Il giovane, di 11 anni, intorno alle 7.45 percorreva la via in senso contrario a quello consentito, quando ha incrociato un furgone Berlingo Citroen che viaggiava nella giusta direzione. L’urto, fortunatamente lieve, è stato inevitabile. Il ragazzino è rimasto lievemente ferito ed è stato soccorso dal 118, mentre è stata la Polizia Locale a occuparsi dei rilievi del caso.

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Commenti
  • Mirko

    Questo è il risultato di una legge sbagliata. ..ciclisti in contromano. Hanno stravolto il codice della strada e del buon senso

    • Illuminatus

      Spero davvero non si debba arrivare al morto (o il ciclista reso paraplegico) a causa di una legge così evidentemente assurda. Sono allibito.

  • Illuminatus

    Altro esempio dell’assurdo nonché illegale laissez-faire nei confronti dei clclisti invicili. Lasciamoli andare ovunque come gli pare, se poi si fanno male… spallucce…la colpa è dei cattivi che si ostinano ad andare in auto.

  • Gianluca

    Prima o poi doveva succedere. Se poi verrà consentita, ai ciclisti, anche la circolazione contro mano allora sarà sempre peggio. Domanda: visto che nella via (anzi vicolo) dove è avvenuto l’incidente, lo spazio è risicatissimo (spesso trovi anche auto parcheggiate), come la mettiamo con le responsabilità?

  • brontolo

    Stiamo parlando di un ragazzino di 11 anni…avrà pure sbagliato…Ma é pur sempre un ragazzino di 11 anni..lo volete mettere in galera?l avrà già capita da solo

    • Illuminatus

      A me i genitori hanno insegnato le regole stradali insieme all’andare in bici, e da allora non solo le seguo ma mi’incxxxo quando vedo altri che se ne fregano. Si chiama “civiltà” la mia, caro Brontolo.

      • brontolo

        E non le ha mai infrante?…che vita triste

        • Illuminatus

          Che risposta idiota.

          • Carlob

            É amico del diretur

  • Elio

    Colpa dei vigili che non educano dando multe ai ciclisti indisciplinati che di conseguenza non educano i propri figli

    • Carlob

      I vigili sono diretti dalla Manfredini

  • Simone

    Il fatto di permettere di andare contromano i ciclisti (ove consentito) provoca pericolo in quanto l’automobilista che percorre la strada nel senso corretto si trova appunto il pedalante davanti con rischio di investirlo in quanto il ciclobipede non usa il cervello tenendo quanto meno un comportamento appropriato restando quanto più possibile vicino il muro e queste sono le conseguenze…

  • Diretur

    L’odio verso i ciclisti e chi si muove ecologicamente in città, liberando spazio anche per voi schiavi del motore, non si ferma nemmeno davanti a un bambino di 11 anni.

    Vi qualificate da soli.

    • Orto

      L’odio non è verso la bicicletta o la mobilità sostenibile. Men che meno verso un ragazzo di 11 anni a cui auguriamo di riprendersi presto. Facciamo solo presente che ci sono sistemi di regole, formazione, sanzioni, assicurazioni diversi e inconciliabili tra ciclisti e automobilisti e che la Politica e la società civile se ne dovrebbero preoccupare.

      • Illuminatus

        Parole SANTE.

    • Gianluca

      Qui non c’è odio di nessuno verso nessun altro. È solo questione di buon senso. Se ci sono delle regole vanno rispettate sia dagli adulti che specialmente dai ragazzini, i quali a maggior ragione dovrebbero ricevere ed apprendere queste regole dai genitori. Lei forse, scegliendo di utilizzare la bici per i suoi spostamenti, percorre deliberatamente le vie contromano oppure in mancanza di ciclabili sul marciapiede? Oppure si comporta come le hanno insegnato a suo tempo i suoi genitori? Mi stupisco che solo oggi sia purtroppo successo un fatto del genere, in particolare modo ad un ragazzino, ma se osserva i ciclisti in varie zone della città, vedrà che questa è diventata un abitudine che può mettere a repentaglio la salute del ciclista e la patente dell’automobilista, che seppur brutto e cattivo a volte non ha né colpa ne peccato. Provi solo a guardare in via Gramsci, quanti ciclisti che per arrivare in piazza Stradivari, invece di fare il giro lungo (saranno forse 200 metri in più) la percorrono contro mano. Mi sorprende il fatto che non sia successo nulla di grave, ma a rischiare giornalmente sono decine e decine di persone.

    • Illuminatus

      Lei che si qualifica da solo. A me i genitori hanno insegnato le regole stradali insieme all’andare in bici, e da allora non solo le seguo ma mi’incxxxo quando vedo altri che se ne fregano. Si chiama “civiltà” la mia. E’ al corrente dei significato?

    • Carlob

      Cominciano a conoscerti quale genio sei

  • antonio1956

    Tanti anni fa, più di trenta, percorrevo con l’auto via Platina diretto verso via Melone. Arrivato all’incrocio con via Patecchio improvvisamente mi capitò davanti un ragazzino in bici che aveva tirato dritto dalla via Patecchio in discesa. Riuscii a inchiodare l’auto e mi fermai a non più di venti centimetri da lui.. Era estate, avevo il finestrino aperto, ( era cosa rara disporre del climatizzatore) e da una finestra udii una signora che diceva in dialetto: “ma du ei i so genitur ? ” Non si capisce, leggendo i commenti, l’odio verso i ciclisti al quale accenna il Diretur….

  • Roberto

    Il mio parere é che il problema sia alla radice, in Italia non vi é un educazione sociale, tutti si può convivere senza doverci mettere uno contro l’altro, già 20anni fa a scuola dovevano insegnare ai bambini come ci si muove a piedi, poi in bici, poi con motorini fino alla.scuola guida dove si consegue la patente. Anche a me scassano la minxxia quelli con le bici o gli scooter ma non é nemmeno colpa loro, nessuno gli ha mai insegnato a circolare, hanno comprato bici o scooter e via nel traffico, come se per guidare l’auto bastasse comprarla e imboccare la via, fin quando non vi é una istruzione alla base, questi avranno le piste ciclabili ma finiranno sempre sotto le macchine.

  • Illuminatus

    L’estate scorsa percorrevo la statale nella valle nel Cantone del Valais, in Svizzera, dopo Sion, direzione Montreux. Mi avvicino ad un piccolo centro abitato con un solo semaforo, verde. Non c’erano altre auto. Vuoi vedere che passa al rosso proprio ora? ho pensato.

    Sulla destra scorreva in bici un ragazzino di 12-15 anni (o ragazzina, non so, aveva il casco, sai la Svizzera) e vedo che si ferma proprio al semaforo, che diventa giallo. Io rallento, il giovane attraversa sulle strisce, e lui/lei prende la prima sinistra. Il semaforo passa al verde.

    Cosa è successo? Il giovane ciclista, ligio alle regole, si è fermato, ha attivato il semaforo per passare legalmente sulle strisce anche se io ero ancora lontano, e poi ha proseguito.

    Ecco cosa avviene in un Paese civile. Prendete appunti.

    • Diretur

      Se ci fosse il modello di mobilità che c’è in Svizzera, stareste freschi.

      • Illuminatus

        Cioè?? Lì ci sono gli autobus con i porta-bici davanti! Li ho usati anch’io per la mia mountain-bike! Cosa sta cercando di dire?

  • ciclo-pe

    Dovremo cambiare il termine “ciclista” in “operatore del pedale” come si fece a suo tempo per tanti termini non più giudicati politicamente corretti? Battute a parte, proprio stamattina alle 8,30 transitando da viale Po una signora stesa a terra, la bicicletta sotto le ruote di un’auto, non mi ha messo di particolare buon umore a prescindere da chi avesse ragione o torto. La convivenza tra auto e bici non è facile, ma non lo è neppure tra bici e bici e bici pedoni se prevale l’indisciplina e, dico per fotuna, l’unico impatto rilevante in bici l’ho avuto proprio con una ciclista priva di freni che, senza rispettare la mia precedenza, mi ha sfondato una ruota e poi è fuggita: fosse stata un’auto non sarei qui a raccontarla. Anche rispettanto perfettamente il codice della strada, il conflitto con le auto e soprattutto indemoniati furgoncini è sempre in agguato ed è quello più pericoloso. Il repertorio è vastissimo, dalla classica portiera aperta, alle manovre più strambe, il parcheggio selvaggio, all’occupazione della pista ciclabile, al transito con il rosso, alla mancata precedenza, alla guida digitando sul cellurale. Forse è per questo che in molte città europee, peraltro già molto più ciclabili delle nostre, si stà andando verso forme di massima limitazione dei mezzi motorizzati dalle aree urbane sia per ragioni di sicurezza che per ragioni ambientali.

    • Illuminatus

      Io partirei dalla civilizzazione del popolo in generale.