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Orsi, medico specializzando
cremonese, passerà 6 mesi
in un ospedale in Africa

Farà sei mesi a Freetown (capitale della Sierra Leone, ndr), Michele Orsi, 29enne di Pizzighettone e specializzando al quarto anno di ginecologia ed ostetricia presso l’Università degli Studi di Milano. Orsi, che lavora presso la clinica ‘Mangiagalli’ di Milano e che partirà lunedì 18 marzo per l’Africa, farà infatti parte del progetto JPO (Junior Project Manager, ndr) della Ong (Organizzazione Non Governativa, ndr) ‘Medici con l’Africa CUAMM’. “Mi ha stimolato – dice il pizzighettonese – la voglia di mettermi in gioco in un contesto difficile, oltre alla curiosità, professionale e culturale. Credo che possa essere una grossa occasione di crescita per me”. Orsi opererà presso il Princess Christian Maternity Hospital (PCMH), che, come spiegano dalla ONg, la più grande maternità del paese, serve circa 1 milione di persone, conta 129 posti letto, oltre 9.000 ricoveri l’anno e nel 2017 ha effettuato 6.891 parti. Lo specializzando, poi, spiega: “Parto consapevole che per il primo periodo dovrò aprire molto gli occhi e le orecchie e chiudere la bocca, perché siamo ospiti a casa di altri e non abbiamo il diritto di imporre il nostro metodo. Sono curioso di capire come funziona un grande ospedale in Sierra Leone e di sperimentarmi con le ecografie, che sono la mia passione. In valigia metto tanta umiltà e pazienza. Credo che saranno di più le cose che mi porterò a casa da questa esperienza che quelle che porterò io, lì”.

Lo staff della Ong era presente sul territorio nazionale della Sierra Leone a Pujehun già dal 2012, prima dell’epidemia di Ebola che dal 2014 ha causato migliaia di morti. La sfida, cui nel suo piccolo contribuirà anche lo specializzando cremonese, è quella di vincere la lotta alla maternità materno-infantile, dato che in Sierra Leone si registra il tasso più alto al mondo di mortalità di mamme e bambini. Da febbraio 2018, poi, il ‘CUAMM’ ha avviato un grande progetto che mira ad attivare un servizio per le emergenze, ostetriche e chirurgiche, una sorta di 118, su tutto il territorio nazionale. ‘CUAMM’ è una Ong nata a Padova nel 1950 opera prevalentemente nell’Africa subsahariana, ma anche in Asia, America Latina e Medio Oriente. Oggi la Ong è impegnata in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 2.200 operatori sia europei che africani; appoggia 24 ospedali, 64 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 1 università (in Mozambico). L’approccio di ‘CUAMM’ si fonda principalmente sul fatto di affiancarsi ai medici del posto, senza sostituirsi a loro, in un’ottica di sviluppo del sistema sanitario del luogo.

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Commenti
  • Carlob

    Con tutti i medici che mancano in Italia questo va in Africa. Complimenti

    • Andrea

      Un medico che va a fare 6 mesi in Africa per arricchire il suo bagaglio personale è solo da lodare. In Sierra Leone c’è una mortalità infantile altissima, lei sta facendo commenti acidi verso una persona che vuole salvare la vita a dei bambini. Che ha fatto per meritarselo? E lei che ha fatto di buono nella vita per sentirsi in diritto di sputare su una persona del genere? tra l’altro se avesse letto l’articolo avrebbe scoperto che lavora in Italia, e che questa è solo un’esperienza. Rimango basito dalla vostra cattiveria inutile, ma chi vi sentite per un paio di commenti su un giornale che leggiamo in 15? Assurdo

      • Bissolotti Giancarlo

        Andrea, concordo pienamente con lei ma aggiungo di più: conoscendo personalmente il medico in questione so perfettamente con quale spirito abbia deciso di intraprendere questa esperienza e ciò gli fa assolutamente onore. In merito al signor Carlob mi permetto di definirlo “un fenomeno della tastiera” che molto probabilmente non ha il minimo coraggio di ripetere a “quattrocchi” le stesse cose che ha scritto!

        • Andrea

          Coraggio a parte, è il senso del tutto che mi lascia allibito. Gente che protesta perchè un ragazzo decide di andare a salvare bambini che hanno la pelle di un colore diverso dal nostro. Rimango basito nel vedere tanta ignoranza e cattiveria. In Sierra Leone c’è una situazione di una gravità che nemmeno siamo in grado di immaginarci da qua, e vedere le cattiverie di Carlob mi fa davvero ribrezzo.

          • Carlob

            Spero che tutti voi andiate al pronto soccorso e non troviate un medico che vi da ascolto .poi ne riparliamo

          • Carlob

            Spero che tutti voi andiate al pronto soccorso e non troviate nessun medico che vi dia retta.poi ne riparliamo

          • Diretur

            ciao Carlob… ti blocco.. igiene mentale necessaria.. rendi illeggibile questo giornale.. è stato bello..

          • Andrea

            E quindi, secondo te, se al pronto soccorso non mi danno retta è colpa del ragazzo che è andato in Africa…..mmm interessante….no perchè RIPETO: il ragazzo lavora in ITALIA, sta andando a fare 6 MESI in Africa per poi tornare qua. In Italia fino a pochissimo tempo fa c’era sovrabbondanza di medici, infatti chi si iscrive a medicina deve tener conto del numero chiuso. E poi all’ospedale se serve organico lo trovano subito, il problema è che non ci sono soldi da nessuna parte. Poi a mio avviso c’è un altro grosso problema, ovvero la gente che come buona azione quotidiana critica chi va a salvare la vita a dei bambini.

          • Carlob

            Ma dove vivi?

    • L’Alter Ego – My 2¢ Edition

      Ah, quindi “aiutiamoli a casa loro” non vale più?