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La collaboratrice scolastica
sul bus: 'Sembrava avere una
pistola e convinto di farlo'

“Sembrava davvero convinto di farlo”. A riferirlo è la collaboratrice scolastica Tiziana Magarini, che si trovava sull’autobus durante l’ora e un quarto di terrore vissuto ieri, che poi aggiunge un particolare inquietante: “Mi è sembrato avesse una pistola”. “Ogni tanto – prosegue la testimonianza – si fermava e faceva vedere il coltello: inoltre ha fatto oscurare i vetri con una bomboletta”. Magarini riferisce di non aver sentito nessuna frase contro il governo, ma in quei momenti era impegnata a tenere calmi i bambini e a ritirare loro i cellulari, però “facendo capire ai bambini di tenerlo”. Circostanza poi che si è rivelata fondamentale nell’aver consentito ai ragazzi di allertare le famiglie e far partire i soccorsi.

Questa mattina alla scuola si era recato anche l’assessore all’istruzione  Attilio Galmozzi: “Oggi i ragazzi erano in una fase abbastanza tranquilla. Anche se ci sono tante cose da dire in questo momento, ammetto di aver fatto fatica ad apparire loro davanti. Ci stiamo rivolgendo a un’associazione di Milano che si è occupata di dare supporto psicologico in situazioni di grosse calamità naturali; si sono messi a disposizione gratuitamente, ma l’amministrazione comunale è disponibile  a supportare qualsiasi tipo di azione, gratuita o no, perchè sappiamo che fra qualche giorno arriverà il momento più delicato che è quello della rielaborazione”.

 

A scuola questa mattina c’era anche il sindaco Stefania Bonaldi: “E’ partita l’assistenza psicologica con la collaborazione della Prefettura rivolta  a ragazzi, famiglie e personale scolastico. Sarà un’assistenza di tipo individuale e a livello di gruppo, perchè i ragazzi hanno bisogno anche di raccontarsi le cose tra di loro. I ragazzi sono ancora nella fase dell’eccitazione, mentre i genitori hanno elaborato di più. Anche per gli insegnanti ci sarà questo tipo di supporto. Nessuno sarà lasciato solo, il Comune si ritiene parte lesa insieme a tutti loro, in quanto tutti fruitori del servizio di trasporto pubblico locale. Siamo parte lesa, valuteremo la possibilità di costituirci parte civile; vedremo di far valere i danni, anche in termini di reputazione. In questi momenti di confusione, c’è persino qualcuno che ci viene a chiedere perchè abbiamo assunto questo autista. L’autista non è dipendente del Comune”.

 

Bonaldi torna sul tema dell’accertamento delle responsabilità: “L’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico a Crema è stata individuata a livello provinciale (nel 2013, in associazione temporanea con altre aziende del settore, ndr); si dovrà verificare che tipo di disciplina regola l’azienda e il lavoratore e che tipo di controllo andava fatto. Ma i processi non si fanno in piazza, bensì nelle sedi deputate”. A chi, come l’assessore regionale De Corato, polemizza con il sindaco di Crema per la decisione di non rispettare il ‘decreto sicurezza’ del ministro Salvini, il primo cittadino risponde: “Questo è un cittadino italiano dal 2004. Non è un migrante economico dell’ultim’ora. Ha due figli che abitano poco distanti da Crema; una persona integrata, con lavoro sicuro, che non si è mai rivolto ai servizi sociali, senza problematiche di tipo economico né sociale. Creare un collegamento tra questo fenomeno e la contestazione da parte mia della legge sulla sicurezza è totalmente destituito da ogni tipo di fondamento”.

“Questo non è il momento della polemica politica – conclude Bonaldi -. Le mie prime 24 ore sono state nel segno della vicinanza ai ragazzi, la priorità è la loro serenità. Mi auguro che la politica locale dia dimostrazione di maturità; le polemiche non hanno la priorità in queste ore”. a.b.

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