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La vita di Sy nel quartiere
'Gentilissimo, casa e lavoro'
'Lo vedevo sempre da solo'

Kumar, il titolare del negozio di alimentari, e il bar frequentato da Sy

Il giorno dopo la strage sfiorata sulla Paullese, il sollievo è palpabile nei commenti di chi ha vissuto in prima persona l’attentato perché sul pullman o perché sul pullman aveva qualcuno di caro, un figlio, un nipote. Sollievo, ma anche una presa di consapevolezza di quanto è accaduto e di quanto avrebbe potuto succedere. E naturalmente a Crema, nel quartiere dove abitava Ousseynou Sy in particolare, non si parla d’altro. A partire dal bar Ponte Serio che il 47enne di origine senegalese frequentava abitualmente. “Era una persona – dice uno dei baristi – normalissima e gentilissima, molto più educato di tanti clienti italiani: tutto casa, lavoro e bar. Veniva qui a prendere il caffè tutti i giorni, giocava all’Enalotto, ma non aveva alcun debito né ha mai avuto problemi con i pagamenti o altro”. Al bar lo vedeva anche Kumar, conosicuto nel quartiere e titolare di un negozio di alimentari vicino al locale frequentato da Sy, che però ammette di non sapere molto sul suo conto: “Ho sentito che era sposato con una donna italiana e che aveva figli e che è separato o divorziato, ma non so niente della sua vita: era tutto casa e lavoro, lo vedevo solo alla guida del bus e a prendere il caffè al bar qui vicino”.

E’ il caso anche di Paolo Ceravolo, figlio dell’ex sindaco di Crema Claudio, che su quell’autobus aveva la nipote e che ha affidato a Facebook il suo stato d’animo e le sue riflessioni:  “Zoe era sull’autobus a San Donato 
Questa notte è ricoverata ma la TAC ha dato esito negativo, domani dovrebbe essere dimessa.  La cosa che mi ha impressionato di più oggi è stato parlare con i ragazzi ed intuire il trauma che hanno vissuto, il peso di realizzare che la violenza possa arrivare fino a loro. Fa paura pensare in che mondo stanno crescendo i nostri figli. L’odio genera solo odio, le parole di odio generano pensieri di odio. Loro adesso hanno bisogno di amore. Un po’ di più di ieri. Per fortuna sono stati bravi, si sono aiutati tra di loro, hanno trovato persone che li hanno aiutati, forze di sicurezza e di soccorso preparate, insegnati e istituzioni attente”.

ab – mt

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Commenti
  • Elio

    Non sto’ scherzando,le persone che conoscevano personalmente Hitler dicevano che a parlarli a tu per tu era una persona cordiale che sapeva mettere a proprio agio ed anche un po’ timido

  • Jo Pesce

    Le cellule dormienti non sono quelle che dormono ma aspettano il momento per colpire.chissà quante ne sono arrivate con i barconi .GRAZIE BOLDRINI

    • Carlob

      GRAZIE BOLDRINI,GRAZIE A TUTTE QUELLE ASSOCIAZIONI UMANITARIE DI M…A,GRAZIE A TUTTI I BUONISTI,GRAZIE A TUTTI I SINISTRONZI CHE CI HANNO MESSO IN QUESTA SITUAZIONE

  • maria

    sono andati a intervistare gente nel quartiere ghetto dove vive ..per loro brava persona .peccato che le brave persone siano diverse