Un commento

Cremona fra le capitali
del food 'made in Italy':
il 28 marzo un seminario

l trend dell’esportazione alimentare prodotto in provincia di Cremona è cresciuto del 66% nel giro di sette anni, posizionando il territorio cremonese all’undicesimo posto nella classifica delle province dell’export (con valore export di 554.371.324 euro) e al quinto nella classifica delle province per propensione all’export alimentare (in questo caso il valore aggiunto fa salire la cifra a 9.435.962.355,8 euro).

Da questi dati, presentati nel rapporto realizzato dal Cersi – Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, prenderà il via il seminario Performance, competenze e attori di un territorio d’eccellenza sull’agroalimentare, organizzato dal Comune di Cremona e previsto giovedì 28 marzo alle ore 15.00 a CremonaFiere, il quartiere fieristico punto di riferimento italiano per il settore agroalimentare e agrozootecnico e fra i più riconosciuti a livello internazionale.

La forte propensione all’esportazione alimentare è direttamente collegata alla vocazione agricola del territorio cremonese, dove sono attive ben 3.946 aziende agricole, pari cioè all’8,5% delle 46.243 presenti in Lombardia. Sono 7.931 gli addetti impegnati su una superficie agricola di 135.651 ettari, e particolarmente significativa è la presenza di allevamenti bovini: 1.216, con un valore di poco inferiore al 10% rispetto al totale regionale.

Dalla sola provincia di Cremona vengono prodotte 1.264.667 tonnellate di latte in un anno. La filiera continua a mostrare numeri importanti anche quando si passa alla fase della trasformazione dei prodotti, in particolare parliamo di 328 aziende alimentari (il 5,6% delle 5.892 lombarde) con 4.955 addetti e alle quali va il merito di costituire oltre l’11% del valore dell’export regionale. Cremona a livello nazionale è la terza per valore dell’export lattiero-caseario sul valore aggiunto, con 9.435.962.355 euro. Nel rapporto emergono dati significativi anche per quanto riguarda i comparti delle carni, dei prodotti da forno e dolciari.

Al seminario del 28 marzo è prevista anche una tavola rotonda con alcune delle principali aziende del settore agroalimentare: con l’occasione verrà presentato il rapporto sulle performance del sistema agroalimentare cremonese elaborato dal Cersi, che ha visto impegnati i rappresentanti delle Università e dei centri di ricerca interessati del territorio. Alla realizzazione dell’evento collaborano Camera di Commercio di Cremona, A2A Smart-City, Crit Polo per l’innovazione digitale, Politecnico di Milano, Osservatori.Net Digital Innovation.

L’appuntamento a CremonaFiere, organizzato dal Comune di Cremona, nasce dai lavori del Tavolo delle competenze territoriali di cui CremonaFiere fa parte. CremonaFiere è stata individuata come importante attore a sostegno dell’industria: con le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona (dal 23 al 16 ottobre), da oltre 70 anni CremonaFiere rappresenta il punto di riferimento per l’agrozootecnia a livello internazionale. Con le altre due fiere dedicate all’alimentare di qualità – il BonTà (a Cremona dal 9 al 12 novembre) e Be Italian (tenutosi poche settimane fa a New York) – abbraccia l’arco completo della filiera agroalimentare, offrendo al mercato una serie di competenze, contatti e occasioni di business unica nel panorama fieristico italiano. Anche per questo le attività a supporto delle imprese, a CremonaFiere, durano tutto l’anno e trovano negli eventi fieristici il momento clou di un ventaglio ben più ampio di azioni. Il “sistema Cremona” è quindi rappresentato da un lato da un calendario di eventi specialistici per gli operatori del settore e dedicati all’aggiornamento e all’alta formazione (a CremonaFiere se ne tengono non meno di 30 all’anno); dall’altro, a completare il quadro, una serie di appuntamenti dedicati al consumatore e incentrati sulla cultura e sull’educazione alimentare, fra cui Cheese&Friends – Formaggi e Sorrisi (dal 12 al 14 aprile) e la Giornata Mondiale del Latte.

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Elio

    Sarebbe interessante capire se nel corso degli ultimi 7 anni sono aumentati anche del 66 per cento i posti di lavoro legati all alimentare e visto che e’ una tendenza in crescita vedere,se sono aumentati,quanti a tempo determinato. Se non ci fossero stati aumenti occupazionali significativi significherebbe che i guadagni di questo aumento di esportazione non ha portato benefici ai cremonesi ma solo ai pochi proprietari che sono spesso non italiani o a multinazionali