Un commento

Notre Dame, il giorno dopo
10 anni fa il via al cantiere per
i tetti della nostra Cattedrale

Esattamente 10 anni fa, il 4 maggio del 2009, prendevano il via i lavori per il consolidamento dei tetti della cattedrale cremonese di Santa Maria Assunta, un anniversario che oggi rimanda ad un’altra cattedrale, quella dolorosamente colpita al cuore di Notre Dame di Parigi. Tra le riflessioni fatte dai commentatori in seguito al disastroso incendio di lunedì sera, ci sono anche quelli relative alle norme di sicurezza che avrebbero dovuto garantire l’integrità dei lavoratori e dell’edificio, che da lunghi anni aspettava il consolidamento del tetto. Una lunga attesa era stata anche quella dei tetti del duomo di Cremona, dove il cantiere venne inaugurato appunto 10 anni fa.  Lavori poi durati oltre 700 giorni, il più grande intervento mai realizzato sulla struttura, a distanza di 9 secoli dall’edificazione datata 1107. Tre milioni e 600mila euro il costo del rifacimento delle coperture e del consolidamento del Duomo, resosi necessario al culmine di cinque anni di monitoraggi scientifici: i pilastri che reggevano la navata centrale si erano ormai svasati, uno spostamento misurato nell’ordine di circa 20 centimetri.

Il problema venne risolto con il progetto dell’ingegnere Lorenzo Jurina che elaborò un sistema in grado di consentire il libero accesso nelle navate e le celebrazioni, durante tutto il periodo di esecuzione. Vennero utilizzati i matronei, dove una grande fune di acciaio venne appoggiata sul piano di calpestìo, risalendo poi lungo la parete e quindi sull’estradosso dell’arco della volta, fino a discendere lungo la parere contrapposta. Una sorta di “arco teso con la freccia incoccata”, aveva sintetizzato Jurina. In questo modo la Cattedrale rimase “ingabbiata” in una struttura metallica flessibile e invisibile dall’interno della navata, una tessitura che correva lungo l’intera superficie dei matronei dalla controfacciata fino al presbiterio.

Da anni la cattedrale di Notre-Dame, rovinata dalla pioggia e dall’inquinamento, aveva bisogno di un pesante intervento di manutenzione. Per lungo tempo la fondazione «Friends of Notre-Dame» si era battuta perché il governo francese finanziasse un grande restauro, di cui aveva parlato anche il Time nel 2017, citando una funzionaria del governo secondo la quale “Notre-Dame è un monumento come tanti, non cadrà”. I lavori per cui guglia e tetti erano ingabbiati, erano partiti la scorsa estate, per circa 6 milioni di euro.

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Commenti
  • Romualdo Balocci

    Mi sembra giusto ,a tal fine, ricordare l’ impresa edile di napoli che esegui’ i lavori ; i titolari padre e figlio questultimo ingegnere ,erano due veri signori evidentemente anche molto esperti e precisi nel loro lavoro.