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Il sacerdote cremonese
don Davide Ferretti sarà
'fidei donum' in Brasile

da sinistra don Ghilardi, il vescovo Napolioni, don Bellani e don Ferretti a Salvador de Bahia nell’estate 2017 (foto diocesidicremona.it)

Durante la Messa del Crisma di oggi, giovedì 18 aprile, il vescovo Antonio Napolioni ha ufficialmente annunciato l’accordo stipulato con l’arcidiocesi di Salvador de Bahia, in Brasile. Un progetto che porterà la Diocesi di Cremona ad assumersi più stabilmente la responsabilità della parrocchia di Cristo Resuscitado, dove già opera il sacerdote ‘fidei donum’ cremonese don Emilio Bellani, cui si affiancherà presto un altro cremonese: don Davide Ferretti.

Una scelta, quella di don Ferretti, maturata a lungo, dopo più di dieci anni avanti e indietro dal Brasile, dove ha speso le proprie estati insieme ad alcuni giovani volontari cremonesi. Prima a Goiania, in collaborazione con l’associazione ‘Amici dell’Ecovam’, legata all’Istituto Rifugio Cuor di Gesù di Cremona, poi proprio nella favela di Salvador, collaborando con l’attività pastorale di don Emilio Bellani. “Questi più di dieci anni di avanti indietro – confessa lo stesso sacerdote – mi hanno fatto conoscere da vicino questo mondo ed è nata in me un po’ di curiosità e nostalgia, quella che i brasiliani chiamano ‘saudade’”.

Classe 1967, don Ferretti, è stato ordinato sacerdote nel 1991 mentre risiedeva nella parrocchia di Pizzighettone. Ha iniziato il ministero come vicario a Robecco, poi il trasferimento, sempre come vicario, a Cremona, presso le parrocchie di S. Imerio e della Cattedrale. Dal 2007 è parroco di Motta Baluffi e Solarolo Monasterolo, dal 2014 anche di Scandolara Ravara e Castelponzone. Dal 2017 è pure amministratore parrocchiale di S. Martino del Lago e Ca’ de Sorsini, oltre che vicario zonale della zona pastorale 4. Riguardo al suo nuovo impegno non ha molte certezze se non l’atteggiamento con il quale iniziare la nuova esperienza in Brasile: “Per prima cosa dovrò imparare. Imparare ad ascoltare, imparare i loro ritmi e il loro modo di fare e di vivere”.

Il progetto della Diocesi è il frutto di un percorso che ha preso avvio nel 2017 in occasione della visita del Vescovo ai missionari cremonesi presenti in Brasile. In questa occasione si è riallacciato il rapporto con l’Arcivescovo di Salvador de Bahia ed è nata l’idea proseguire il servizio della Chiesa cremonese in terra brasiliana con la parrocchia di Cristo Risorto. Proprio la presenza di don Bellani, insieme all’anno pastorale dedicato interamente alla missionarietà della Chiesa cremonese e al fatto che diversi giovani abbiano fatto esperienza di volontariato lì durante l’estate, ha aiutato a riflettere sul nostro missionario e capire meglio come un sacerdote fidei donum avrebbe potuto inserirsi in questa realtà, portando a progettare una nuova partenza.

“Non è soltanto la partenza di uno di noi, che tra qualche anno rivedremo in diocesi – spiega don Maurizio Ghilardi, incaricato diocesano per la Pastorale missionaria –. Si tratta di un progetto ben costruito, attraverso il quale si vogliono creare le condizioni perché partano anche dei laici, eventualmente anche delle famiglie, e i nostri seminaristi. In modo tale che l’esperienza missionaria diventi sempre più esperienza quotidiana per la nostra Chiesa. Diciamo che si aggiuge una parrocchia alla nostra diocesi: quella di Cristo Risorto sarà la 223esima parrocchia della diocesi di Cremona”.

“Vogliamo fare in modo – afferma ancora don Ghilardi – che si creino le condizioni magari per nuove partenze, ma soprattutto per un’apertura mentale verso culture diverse. Una scelta in controtendenza. Noi viviamo una situazione sociale dove la diversità culturale diventa quasi un limite, un difetto. Noi, invece, vogliamo creare le condizioni perché almeno la Chiesa sappia andare oltre questo che pare essere un problema, quando in realtà è una grande ricchezza”.

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