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Il Comune aderisce
all'iniziativa Plastic
Free Challenge

Il Comune di Cremona dice stop alla plastica e conferma il proprio impegno a favore di politiche per il rispetto ambientale. La Giunta, nella seduta di oggi, mercoledì 24 aprile, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Alessia Manfredini, ha infatti approvato l’adesione all’iniziativa Plastic Free Challenge lanciata dal Ministero dell’Ambiente. Plastic Free Challenge parte dal principio che le amministrazioni pubbliche predispongano azioni per prevenire e ridurre le quantità di rifiuti e valorizzino sistemi integrati per favorire il recupero di energia e di risorse.

Si tratta di un invito a tutti i Comuni ad impegnarsi per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero delle frazioni e dei materiali che possono essere recuperati, così da ridurre in modo sensibile la quantità di rifiuti indifferenziati. L’iniziativa parte dalla constatazione che le materie plastiche sono le principali componenti (fino all’85%) dei rifiuti che si trovano lungo le coste, nei mari e in fondo agli oceani. Si tratta di una minaccia per le specie marine e gli ecosistemi, ma anche un rischio per la salute umana, con implicazioni significative su importanti settori economici. Da qui la sollecitazione a tutte le amministrazioni pubbliche perché offrano un esempio ai cittadini bandendo la plastica monouso.

Aderendo all’iniziativa, il Comune di Cremona si attiverà in modo da eliminare, per quanto possibile, i prodotti in plastica vergine dalle proprie sedi, dando mandato ai responsabili dei vari Settori di interrompere gli acquisti in materiale plastico vergine, privilegiando materiali diversi o riciclati. Sarà inoltre attivata una strategia pluriennale volta a ridurre, fino ad eliminarla, la plastica monouso nelle aree pubbliche e negli spazi privati mediante varie iniziative.

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Commenti
  • Elio

    Ottimo. Bisogna prestare attenzione ad una cosa però: vedo che nell ultimo anno in Nigeria,e cosi in molte parti dell africa,si è inuziata ad usare la plastica usa e getta e non solo al posto di metallo,legno o fibre naturali e wuesti stati non hanno smaltimento du rifiuti ma la pladtica si brucia all aperto,la si lascia in discariche imptivvisate o la si butta in acqua. Il mondo è uno e se inquinano in africa l inquinamento viene anche a noi,si immagini che le acque del polo nord sono inquinatissime. La mia paura è che le fabbriche italiane ed europee non si convertano ma vadano soload inquinare in africa ed avere un ipotetico inquinamento zero qui ed aumentarlo esponenzialmente in paesi africani non è un bel guadagni,anzi,la si inquina di piu sia per qualità di gestione rifiuti che per numero di abitanti

    • Diretur

      Sarebbe fondamentale guidare i pvs verso una transizione che superi gli errori europei dell ottocento e novecento

      • Elio

        Si cominci a non fare produrre in europa le plastiche usa e fetta e si boicottino le ditte che le producano all estero,non è una soluzione ma piuttosto di niente… Poi stendiamo un velo pietoso su eni e amiche che in Nigeria fanno danno ambientali e sulle persone che ho visto 2 giorni fa con i miei occhi,ho trattenuto a stento le lacrime. Il governo è sicuramente pagato da loro e la eni in primis ruba pertolio,(rubato è,l in pratica), senza seguire nessuna norma ambientale internazionale,e qui fermiamoci che si va fuori tema