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Malvezzi incontra
Confcommercio: 'Più
parcheggi e meno cari'

«Quello con il presidente Vittorio Principe e la giunta di Confcommercio è stato un incontro costruttivo fondamentale. I corpi intermedi e le associazioni di categoria sono un ingrediente essenziale per il buon funzionamento della democrazia a livello nazionale e sul piano locale. E chi si fa portavoce delle imprese che vivono, animano e arricchiscono la città con negozi e attività commerciali è un’antenna preziosissima per migliorare, intercettare proposte, indicazioni e sottolineature sullo stato di Cremona, iniziando dalle criticità rilevate dal centro storico alle periferie. Il documento programmatico che mi ha consegnato il direttivo elabora proposte puntuali e offre una visione di città con cui concordiamo. Ci troviamo in sintonia con una visione che chiede di ‘ripensare Cremona’ e condividiamo i punti fondamentali segnalati da Confcommercio come interventi prioritari, contenuti che sono già nel programma del centrodestra».

Lo dichiara il candidato sindaco del centrodestra Carlo Malvezzi a seguito dell’incontro, che si è tenuto presso la sede dell’associazione, con il presidente Vittorio Principe e con la giunta di Confcommercio Cremona.
ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E CONDIVISIONE
 – «E’ un passo importante sulla strada di quella condivisione – prosegue Malvezzi – che vogliamo diventi un vero e proprio metodo di lavoro costante, nel quale coinvolgere tutte le associazioni di categoria e tutti coloro che vorranno condurre un dialogo franco, positivo e costruttivo. Con un obiettivo: rendere più bella e attraente la città, per chi la vive abitualmente e per i turisti, renderla animata e vitale non solo in occasione degli eventi ma anche nel quotidiano. Il centro storico è un ‘centro commerciale naturale’ all’aperto e deve tornare ad essere il cuore pulsante di Cremona. Condividiamo l’obiettivo di Confcommercio di restituire un’identità forte alla città, rilanciandola come luogo di incontro e aggregazione, bello e attraente, sicuro, ospitale per chi fa impresa, per il commercio e per il turismo. Certamente sviluppando azioni efficaci a beneficio del centro storico e migliorare la vivibilità dei quartieri periferici, dove i negozi di vicinato svolgono un ruolo chiave».
TAGLI FISCALI E NUOVE ATTIVITA’
 – «Come centrodestra – rilancia Malvezzi – abbiamo ripetuto tante volte la necessità di ripartire dalle imprese sollecitata dall’associazione di categoria. Vogliamo valorizzare il ruolo del Distretto urbano del commercio come luogo di confronto e individuazione delle priorità. Nel nostro programma c’è grande attenzione a start-up, tagli alle imposte locali, in particolare per nuove attività, forme di incentivo, come la riduzione Imu, per i proprietari disposti a calmierare gli affitti».
VIABILITA’, ZTL E PARCHEGGI 
- «La viabilità è un capitolo fondamentale del percorso di rinascita che abbiamo in mente – continua il candidato del centrodestra – Per questo condividiamo la proposta di Confcommercio di riaprire il corridoio centrale della Ztl. In particolare vogliamo rivedere gli attuali orari della Zona a traffico limitato che in questi cinque anni hanno fortemente penalizzato l’accesso al centro storico, disorientando e allontanando cittadini e potenziali visitatori della città: intendiamo iniziare il cambiamento proprio attraverso l’apertura del “corridoio” che da piazza Roma consente di arrivare in corso Vittorio Emanuele II in ambedue i sensi di marcia».
«Fondamentale – spiega Malvezzi – sarà poi aumentare il numero totale di parcheggi, anche tramite accordi con i privati disposti a concedere spazi per la sosta in un sistema integrato, tagliare i costi della sosta per gli utenti, prevedere incentivi alla sosta rivolta al commercio e contemporaneamente aumentare il numero di parcheggi gratuiti a ridosso del centro; snellire il sistema del trasporto pubblico locale semplificando e rendendolo più appetibile».
INFRASTRUTTURE – 
«Occorre mettere mano ad un riordino vero della viabilità cittadina dove è carente e presenta criticità sotto il profilo del traffico, da via Dante e via del Giordano alla tangenziale cittadina. Prioritario è il tema dei collegamenti infrastrutturali alla città, treni, strade e autostrade: il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Cremona-Mantova, la realizzazione dell’autostrada Cremona-Mantova chiesta dal territorio, il raddoppio della Paullese tra Cremona e Crema».
GIARDINI, GALLERIE E AREE PER FAMIGLIE
  – «Intendiamo imprimere un giro di vite nella lotta all’abusivismo commerciale, abbellire la città riqualificando gallerie e arredo urbano in sinergia con i privati, rinnovare piazza Roma e i giardini pubblici con plateatici all’interno dei giardini, zone attrezzate per l’installazione temporanea di chioschi stagionali nei parchi e nelle aree verdi per garantirne maggiore fruibilità delle famiglie».
AMBIENTE E IMPRESA –
«Per noi è fondamentale una visione bilanciata, una città sicuramente sostenibile dal punto di vista ambientale, ma che deve nel contempo essere ospitale per chi fa impresa e vuole creare valore, posti di lavoro e sviluppo».

LE PROPOSTE IN SINTESI

– aumentare il numero complessivo di parcheggi in città (anche con accordi pubblico-privato);
– ridurne conseguentemente il costo orario dei parcheggi;
– creare nuove zone di sosta gratuita a ridosso del centro storico;

– revisione orari della Ztl e apertura diurna corridoio piazza Roma- c.so Vittorio Emanuele II;

PER LE IMPRESE E IL COMMERCIO:

– esenzione quota Imu comunale fino a 3 anni;
– incentivi e riduzione Imu per la riduzione degli affitti commerciali;
– riduzione tributi per l’apertura di nuove attività commerciali nel centro storico;
– città “centro commerciale naturale”: piattaforma e-commerce per attività del centro;
– dimezzamento tempi burocratici;
– valorizzare il Distretto Urbano del Commercio per piano di rilancio del centro storico;
– riattivare dialogo costruttivo con rappresentanze di categoria;
– regia condivisa eventi da realizzare in città puntando sulla qualità.

RIQUALIFICAZIONE URBANA
– rilancio della Galleria XXV Aprile (Galleria Tognazzi) e altre gallerie cittadine;
– riqualificazione arredo urbano;
– riqualificazione spazio giochi Piazza Roma;
– plateatici ai giardini di Piazza Roma;
– chioschi stagionali in parchi e aree verdi (più fruibilità per famiglie);
(priorità operatori della zona);
– spazio giochi al chiuso per bambini;
– lotta abusivismo commerciale;
– incentivi sosta per il commercio;

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Commenti
  • Giamburrasca19

    Ricordo a tutti che l’aumento dei parcheggi fu deciso quando Malvezzi era vicesindaco.La giunta di cui ha fatto parte aumento’ i costi dei parcheggi ai livelli in cui li troviamo oggi (aumenti fino al 25%) ed è stata la sua stessa Giunta a togliere un sacco di stalli gratis per metterli a pagamento.
    31 Dicembre, 2009
    La Giunta Perri aumenta le tariffe dei parcheggi gestisti dall’AEM
    La Giunta ha ritenuto necessario adeguare, a decorrere dal 1° gennaio 2010, le tariffe relative alle aree destinate alla sosta a pagamento gestite da AEM Cremona S.p.A., ferme dal 1999

    La Giunta Perri aumenta le tariffe dei parcheggi gestisti dall’AEM.
    La Giunta ha ritenuto necessario adeguare, a decorrere dal 1° gennaio 2010, le tariffe relative alle aree destinate alla sosta a pagamento gestite da AEM Cremona S.p.A., ferme dal 1999
    Approvazione delle nuove proposte tariffarie inerenti le aree destinate alla sosta a pagamento dei veicoli gestite da A.E.M. Cremona S.p.A.
    La Giunta ha ritenuto necessario adeguare, a decorrere dal 1° gennaio 2010, le tariffe relative alle aree destinate alla sosta a pagamento gestite da AEM Cremona S.p.A., ferme dal 1999, come da elenco di seguito riportato:

    ZONA 1
    Costo orario Euro 1,30 con tariffa minima Euro 0,60

    ZONA 2
    Costo orario Euro 1,30 con tariffa minima Euro 0,60

    ZONA 2/A
    Costo orario Euro 1,30 con tariffa minima Euro 0,60

    ZONA 3
    Costo orario Euro 1,00 con tariffa minima Euro 0,50

    La stessa Giunta Perri aumentò ulteriormente le tariffe fino a 1.70 euro/h;
    Ergo prima di fa’ il danno e adesso si corre ai ripari.

    • dido09cr61

      a onor del vero i parcheggi a pagamento erano molti, ma molti di meno. E’ stata la giunta attuale a rivoluzionare viabilità e parcheggi nel centro città:Molti parcheggi pro-residenti sono diventati Solo a pagamento ( corso Garibaldi circa 20, via Trecchi lato sinistro altri 15 , via damiano chiesa altri 6, via chiara novella > erano gratis > ora a pagamento circa 20,viale Trento e Trieste erano quasi tutti con disco orario, ora più della metà a Pagamento, Ora anche il Parcheggio di santa Tecla ( gratis ) diventerà a pagamento ?….
      Perciò chi ha fatto il danno vero ? quelli che hanno aumentato il prezzo su pochi parcheggi a pagamento o quelli che hanno approfittato del fatto estendendo la zona a pagamento a quasi tutta la città aumentando gli introiti per le casse comunali ????.
      Il sidaco Galimberti avrebbe potuto diminuire il costo riportandolo ai valori del 2009, in 5 anni non l’ha mai fatto …..
      mah,

      • Giamburrasca19

        Le delibere parlano da sole

        • Ottavo Nano

          Non ti smentisci mai sei sempre il solito Oglione.fascista

    • Mario Rossi SV

      Idem come sopra.Tra un mese non ti leggeremo più, così come sei arrivato per la campagna elettorale dei sinistri sparirai…e meno male perché hai già frantumato i maroni a tutti con le tue cagat6 fotoniche.

  • Roberto

    Ma il vicesindaco Malvezzi non era colui che favarì l’espansione dell ipercoop autorizzando l area facendola diventare commerciale? O ricordo male?

  • Giulio

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    Venerdì 10 Maggio 2019
    Cremonaoggi

    7 febbraio 201321 COMMENTI
    “Questa giunta ha ucciso il commercio” L’affondo Ascom contro Perri e Malvezzi L’ultima goccia: altra area commerciale in via Mantova

    Bordate del presidente dell’Ascom Claudio Pugnoli a nome dei commercianti cremonesi contro il sindaco Oreste Perri e l’assessore all’urbanistica Carlo Malvezzi. Un attacco così duro non si registrava dai tempi della contestazione dell’associazione alla Giunta Garini. La questione al centro dell’intervento di Pugnoli è la revisione del Pgt voluta dall’Amministrazione Perri che si trasformerà nell’ennesimo colpo ai negozi e alle attività della città. Una vasta area produttiva è infatti prevista in via Mantova, dall’altezza di San Felice, ed occuperà oltre 300mila metri quadrati. Con un nuovo spazio di 15mila metri per insediamenti commerciali. “Un modo semplicissimo per fare cassa introitando oneri di urbanizzazione, anziché attuare quel risparmio di spese di cui si parla spesso, senza mai tradurlo in azioni concrete, o quella dismissione di patrimonio, immobiliare e non, che potrebbe evitare gli aumenti delle tariffe pubbliche”. Queste le parole usate da Pugnoli nel numero in distribuzione di Ascom Notizie. Ecco l’intervento completo del presidente dell’associazione.

    La revisione del Pgt fortemente voluta dalla Amministrazione Perri e assegnata, per competenza, al vicesindaco e assessore all’urbanistica Carlo Malvezzi avrebbe dovuto accompagnare la “città che cambia”, con il metodo della “partecipazione e trasparenza”. Era scritto sui manifesti, affissi nell’estate del 2011, ma ormai dimenticati. E, con loro, gli impegni che propagandavano. A meno che il cambiamento fosse da intendersi come un impoverimento, uno spostamento del baricentro commerciale e sociale dal centro in periferia. Perché, diversamente, non è comprensibile la decisione di convertire da logistica a produttiva l’area di 300mila metri quadri lungo la via Mantova, di fronte a San Felice prevedendo, senza la partecipazione alla discussione del progetto delle Associazioni di categoria, anche un nuovo spazio di 15mila metri quadrati destinati a insediamenti commerciali (un modo semplicissimo per fare cassa introitando oneri di urbanizzazione, anziché attuare quel risparmio di spese di cui si parla spesso, senza mai tradurlo in azioni concrete, o quella dismissione di patrimonio, immobiliare e non, che potrebbe evitare gli aumenti delle tariffe pubbliche).
    Si tratta di uno spazio importante. Il nuovo polo sarà destinato a medie distribuzioni e potrà avere, complessivamente, una superficie di poco inferiore a quella del Cremona Po, che è di 18mila metri quadrati. Troppi per non avere pesantissime ricadute sul commercio di vicinato. Si tratta, tralasciando stratagemmi utili solo per giungere ad una rapida approvazione ed evitare la valutazione della Regione, non di medie superfici di vendita ma di una “grande distribuzione organizzata”, camuffata dalla possibile unione di più medie strutture, che andrebbe a saldarsi con l’area commerciale di Gadesco (in procinto di espandersi verso Cremona) creando un “unicum” senza soluzione di continuità. E contro la quale esprimiamo la nostra ferma contrarietà. Come Confcommercio avevamo chiesto una moratoria contro grandi e medie strutture di vendita. È naturale, dunque, che, ci opponiamo a questa e alle altre autorizzazioni concesse, nel corso del mandato, dal Comune. Se trovassero applicazione concreta tutte le realtà approvate dalla giunta Perri il sistema di distribuzione tradizione arriverebbe al collasso. Perché l’area di San Felice va ad assommarsi a quelle previste con la “cittadella dello sport” e alla ex Scac. Senza considerare i rinnovi della Centrale del Latte o la proroga, attualmente in fase di valutazione, di Cardaminopsis. Anche i numeri riassumono bene la situazione. Oggi, a Cremona (città), media e grande distribuzione, insieme arrivano circa a 100mila metri quadrati. Se si realizzassero San Felice (15mila mq), Cardaminopsis (10mila mq) e la ex-Scac (più di 10mila mq) avremmo un incremento del 40% delle superfici. Una percentuale in grado di distruggere ogni centro commerciale naturale. Siamo al secondo posto per mq di Gdo (grande distribuzione organizzata) e MSV (medie superfici di vendita) per abitante in Lombardia, preceduti solo da Mantova e prima di Brescia. In questo modo arriveremmo in vetta alla classifica. Un primato lontano dalle nostre ambizioni e, soprattutto, dalla identità della città.
    Occorre essere consapevoli che questi progetti, ai primi segnali di ripresa dell’economia, potrebbero tradursi in cantieri. Queste autorizzazioni sono una minaccia concreta, di cui gli amministratori sono i primi responsabili.
    Non basta, a lavarsi la coscienza, che il bilancio delle aree commerciali (nel Pgt) sia negativo. Riunire in un’unica azione tante medie distribuzioni ha un effetto ben diverso che lasciarle distribuite sul territorio. Insieme costituiscono un nuovo “polo” attrattivo. In questo caso, sull’asta della via Mantova, si creerebbero due centri commerciali con una capacità di spostare una quota rilevantissima del bacino di utenza della città.
    Come Confcommercio vogliamo evidenziare che il nuovo Pgt nega, nei fatti, i principi che dovevano guidarne la stesura. Si legge nel documento (pg 12 della relazione di sintesi) della volontà di “incentivare le vocazioni turistica – culturale e naturale commerciale, ponendo a sistema le peculiarità storico culturali e la filiera dei violini e degli strumenti ad arco con l’arte musicale”. Come si può affermare di “predilige il recupero del patrimonio edilizio esistente alle nuove urbanizzazioni” e poi creare nuove aree commerciali? O, infine, “Limitare l’impiego di nuovo suolo, traguardando al medio-breve periodo i fabbisogni della città e del territorio”. La popolazione di Cremona, da tempo, non cresce. Aumentano, invece, senza sosta, le aree per media e grande distribuzione.
    Nel frattempo mancano politiche urbanistico – commerciali – turistiche adeguate che potrebbero contribuire a rilanciare il centro.
    Altro che imperativo della bellezza, come ha più volte dichiarato il vicesindaco. Qui si rischia di impoverire Cremona, per di più in maniera difficilmente reversibile. In questo modo si legittima il cannibalismo sui negozi di vicinato, si rafforza uno squilibrio già oggi evidentissimo, dimenticando che se la funzione commercio è portata fuori dal centro città inevitabilmente la struttura urbana decade e lentamente muore. Cito un dato, emerso lunedì scorso agli “stati generali” del commercio organizzati dalla Regione. In Lombardia ogni giorno, negli ultimi sette anni, sono stati inaugurati 554 metri quadrati di nuovi supermercati e centri commerciali, con conseguenze negative anche per il territorio. Anche a Cremona la situazione non va meglio e il rapporto tra le diverse forme di distribuzione è sempre più a vantaggio della grande distribuzione organizzata. Senza considerare che il nostro bacino di utenza è attratto anche dai poli di Castelvetro e Gadesco.
    Continuando in questo modo, per la città non ci può essere alcun rilancio. Per interrogarsi sul futuro di Cremona, allora basta guardare al Corso Garibaldi, dove i negozi lasciano spazio ai box dopo essere rimasti chiusi e sfitti. E’ questo il futuro che vogliono i nostri amministratori? E, data la realtà dei fatti, quali garanzie di attenzione alle nostre imprese potrebbe dare l’elezione di Malvezzi in Consiglio Regionale? Si impegni, da subito, per rivedere la Variante al Pgt. La credibilità di un amministratore non può essere disgiunta dalla coerenza del suo operato.

    • Elio

      Sono daccordo

  • Elio

    Sull autostrada e sull imu sono decisamente contrario.

  • Giamburrasca19

    Arriva supet Malvezzi che fa’ tutto e subito…..ma daiiii

    • Mario Rossi SV

      Quasi come te quando scrivi…hahaha.
      Tra un mese non ti leggeremo più,come sei arrivato per la campagna elettorale sparirai…e meno male perché hai già frantumato i maroni a tutti con le tue cagat6 fotoniche.

  • Giulio

    “Questa giunta ha ucciso il commercio” L’affondo Ascom contro Perri e Malvezzi L’ultima goccia: altra area commerciale in via Mantova

    Bordate del presidente dell’Ascom Claudio Pugnoli a nome dei commercianti cremonesi contro il sindaco Oreste Perri e l’assessore all’urbanistica Carlo Malvezzi. Un attacco così duro non si registrava dai tempi della contestazione dell’associazione alla Giunta Garini. La questione al centro dell’intervento di Pugnoli è la revisione del Pgt voluta dall’Amministrazione Perri che si trasformerà nell’ennesimo colpo ai negozi e alle attività della città. Una vasta area produttiva è infatti prevista in via Mantova, dall’altezza di San Felice, ed occuperà oltre 300mila metri quadrati. Con un nuovo spazio di 15mila metri per insediamenti commerciali. “Un modo semplicissimo per fare cassa introitando oneri di urbanizzazione, anziché attuare quel risparmio di spese di cui si parla spesso, senza mai tradurlo in azioni concrete, o quella dismissione di patrimonio, immobiliare e non, che potrebbe evitare gli aumenti delle tariffe pubbliche”. Queste le parole usate da Pugnoli nel numero in distribuzione di Ascom Notizie. Ecco l’intervento completo del presidente dell’associazione.

    La revisione del Pgt fortemente voluta dalla Amministrazione Perri e assegnata, per competenza, al vicesindaco e assessore all’urbanistica Carlo Malvezzi avrebbe dovuto accompagnare la “città che cambia”, con il metodo della “partecipazione e trasparenza”. Era scritto sui manifesti, affissi nell’estate del 2011, ma ormai dimenticati. E, con loro, gli impegni che propagandavano. A meno che il cambiamento fosse da intendersi come un impoverimento, uno spostamento del baricentro commerciale e sociale dal centro in periferia. Perché, diversamente, non è comprensibile la decisione di convertire da logistica a produttiva l’area di 300mila metri quadri lungo la via Mantova, di fronte a San Felice prevedendo, senza la partecipazione alla discussione del progetto delle Associazioni di categoria, anche un nuovo spazio di 15mila metri quadrati destinati a insediamenti commerciali (un modo semplicissimo per fare cassa introitando oneri di urbanizzazione, anziché attuare quel risparmio di spese di cui si parla spesso, senza mai tradurlo in azioni concrete, o quella dismissione di patrimonio, immobiliare e non, che potrebbe evitare gli aumenti delle tariffe pubbliche).
    Si tratta di uno spazio importante. Il nuovo polo sarà destinato a medie distribuzioni e potrà avere, complessivamente, una superficie di poco inferiore a quella del Cremona Po, che è di 18mila metri quadrati. Troppi per non avere pesantissime ricadute sul commercio di vicinato. Si tratta, tralasciando stratagemmi utili solo per giungere ad una rapida approvazione ed evitare la valutazione della Regione, non di medie superfici di vendita ma di una “grande distribuzione organizzata”, camuffata dalla possibile unione di più medie strutture, che andrebbe a saldarsi con l’area commerciale di Gadesco (in procinto di espandersi verso Cremona) creando un “unicum” senza soluzione di continuità. E contro la quale esprimiamo la nostra ferma contrarietà. Come Confcommercio avevamo chiesto una moratoria contro grandi e medie strutture di vendita. È naturale, dunque, che, ci opponiamo a questa e alle altre autorizzazioni concesse, nel corso del mandato, dal Comune. Se trovassero applicazione concreta tutte le realtà approvate dalla giunta Perri il sistema di distribuzione tradizione arriverebbe al collasso. Perché l’area di San Felice va ad assommarsi a quelle previste con la “cittadella dello sport” e alla ex Scac. Senza considerare i rinnovi della Centrale del Latte o la proroga, attualmente in fase di valutazione, di Cardaminopsis. Anche i numeri riassumono bene la situazione. Oggi, a Cremona (città), media e grande distribuzione, insieme arrivano circa a 100mila metri quadrati. Se si realizzassero San Felice (15mila mq), Cardaminopsis (10mila mq) e la ex-Scac (più di 10mila mq) avremmo un incremento del 40% delle superfici. Una percentuale in grado di distruggere ogni centro commerciale naturale. Siamo al secondo posto per mq di Gdo (grande distribuzione organizzata) e MSV (medie superfici di vendita) per abitante in Lombardia, preceduti solo da Mantova e prima di Brescia. In questo modo arriveremmo in vetta alla classifica. Un primato lontano dalle nostre ambizioni e, soprattutto, dalla identità della città.
    Occorre essere consapevoli che questi progetti, ai primi segnali di ripresa dell’economia, potrebbero tradursi in cantieri. Queste autorizzazioni sono una minaccia concreta, di cui gli amministratori sono i primi responsabili.
    Non basta, a lavarsi la coscienza, che il bilancio delle aree commerciali (nel Pgt) sia negativo. Riunire in un’unica azione tante medie distribuzioni ha un effetto ben diverso che lasciarle distribuite sul territorio. Insieme costituiscono un nuovo “polo” attrattivo. In questo caso, sull’asta della via Mantova, si creerebbero due centri commerciali con una capacità di spostare una quota rilevantissima del bacino di utenza della città.
    Come Confcommercio vogliamo evidenziare che il nuovo Pgt nega, nei fatti, i principi che dovevano guidarne la stesura. Si legge nel documento (pg 12 della relazione di sintesi) della volontà di “incentivare le vocazioni turistica – culturale e naturale commerciale, ponendo a sistema le peculiarità storico culturali e la filiera dei violini e degli strumenti ad arco con l’arte musicale”. Come si può affermare di “predilige il recupero del patrimonio edilizio esistente alle nuove urbanizzazioni” e poi creare nuove aree commerciali? O, infine, “Limitare l’impiego di nuovo suolo, traguardando al medio-breve periodo i fabbisogni della città e del territorio”. La popolazione di Cremona, da tempo, non cresce. Aumentano, invece, senza sosta, le aree per media e grande distribuzione.
    Nel frattempo mancano politiche urbanistico – commerciali – turistiche adeguate che potrebbero contribuire a rilanciare il centro.
    Altro che imperativo della bellezza, come ha più volte dichiarato il vicesindaco. Qui si rischia di impoverire Cremona, per di più in maniera difficilmente reversibile. In questo modo si legittima il cannibalismo sui negozi di vicinato, si rafforza uno squilibrio già oggi evidentissimo, dimenticando che se la funzione commercio è portata fuori dal centro città inevitabilmente la struttura urbana decade e lentamente muore. Cito un dato, emerso lunedì scorso agli “stati generali” del commercio organizzati dalla Regione. In Lombardia ogni giorno, negli ultimi sette anni, sono stati inaugurati 554 metri quadrati di nuovi supermercati e centri commerciali, con conseguenze negative anche per il territorio. Anche a Cremona la situazione non va meglio e il rapporto tra le diverse forme di distribuzione è sempre più a vantaggio della grande distribuzione organizzata. Senza considerare che il nostro bacino di utenza è attratto anche dai poli di Castelvetro e Gadesco.
    Continuando in questo modo, per la città non ci può essere alcun rilancio. Per interrogarsi sul futuro di Cremona, allora basta guardare al Corso Garibaldi, dove i negozi lasciano spazio ai box dopo essere rimasti chiusi e sfitti. E’ questo il futuro che vogliono i nostri amministratori? E, data la realtà dei fatti, quali garanzie di attenzione alle nostre imprese potrebbe dare l’elezione di Malvezzi in Consiglio Regionale? Si impegni, da subito, per rivedere la Variante al Pgt. La credibilità di un amministratore non può essere disgiunta dalla coerenza del suo operato.