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A Cremona il 35% degli
spostamenti a zero emissioni
Oltre la metà in auto

Il 35% degli spostamenti a Cremona sono “a zero emissioni” (ossia con mezzi elettrici, in bici o a piedi), mentre oltre la metà (il 54%) ancora vengono effettuati in auto. Questo il dato che emerge dal rapporto ‘Le città elettriche’, stilato da Legambiente in collaborazione con MotusE per analizzare la mobilità elettrica in Italia. Il report analizza la situazione dei capoluoghi di provincia italiani, andando ad analizzare i dati relativi ad alcuni indicatori strategici: il tasso di inquinamento e quello di motorizzazione, la disponibilità di mezzi elettrici, la presenza di piste ciclabili, il modal share.

L’accessibilità (trasporto pubblico, sharing e bici), al 20%, non risulta particolarmente alta per Cremona, tanto che nel report viene segnato come un indicatore particolarmente preoccupante. Così come la maggior parte degli indicatori. Molto basso il dato di utilizzo del trasporto pubblico locale, indicato al 6%, mentre solo il 16% dei cittadini si muove in bici, il 19% a piedi e il 5% in moto.

La presenza di isole pedonali è pari a 1,16 metro quadro per abitante, il verde conta a 31,3 metri quadri per abitante, i percorsi ciclabili 31,75 mq per abitante. Preoccupante anche il livello delle Pm10, che ha una media di 41,5 microgrammi per metro cubo. Le auto private del resto sono ben 61 ogni 100 abitanti, per un totale complessivo di 43.670 su un totale di residenti pari a 72.077. Bassissimi anche i dati relativi allo sharing mobility: sono solo tre le auto in città adibite a questo scopo, e 40 le biciclette.

Ancora più drammatici i dati relativi alla mobilità elettrica, che nel sistema del trasporto pubblico è completamente inesistente, mentre solo 15 sono le auto elettriche private e 8 moto e scooter. Secondo il rapporto i punti di ricarica per le vetture, in città, sono solo 14, ma ne sono stati installati di nuovi proprio in questi ultimi mesi.

LA SITUAZIONE NAZIONALE – A livello nazionale, la situazione in realtà si sta un po’ muovendo: in certi capoluoghi, infatti, ” ci si muove sempre di più”, ma “più ci si muove, meno si usa l’auto di proprietà”. Dunque “ci si muove sempre più in modo smart, connesso e intermodale”. Questo riferisce il rapporto di Legambiente, secondo cui “L’Osservatorio Mobilità degli italiani a Milano la maggioranza, residenti e city user (55- 60%, contro il 28% nazionale), si sposta più di 4 volte al giorno ed usa nell’arco della settimana più di 6 modalità di viaggio differenti (metro, bus, treno urbano, bici, tram, scooter o monopattino, di proprietà o in condivisione, noleggio e anche l’auto privata). E’ la mobilità come servizio (MaaS). Milano in vent’anni ha perso 100 mila auto e guadagnato 100 mila abitanti. Il tasso di motorizzazione in quasi tutte le città d’Italia cala o cresce meno della media, della provincia”.

Insomma, è ancora inquinata, ma “tira la volata di una vera e propria rivoluzione silenziosa della mobilità, insieme a Bologna, Torino, Napoli, Genova, Firenze per le grandi città, Trento, Bolzano, Ravenna, Pesaro, Ferrara, Parma tra i capoluoghi di provincia che riescono a combinare ciclabilità con una buona offerta di trasporto pubblico” conclude il report.

LaBos

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Commenti
  • Mario Rossi SV

    Tante piste ciclabili che in pochi usano…ci sono più colonnine che auto elettriche, nessuno usa gli autobus( tranne forse i portoghesi extracee). Un bel quadretto…una disfatta per Manfredini & C.
    Dai Burrasca, mettici una pezza con le tue ossessioni.

  • CommanderKeen

    Ancora più drammatici i dati relativi alla mobilità elettrica, che nel sistema del trasporto pubblico è completamente inesistente.
    Forse in 5 anni di amministrazione qualcosa su questo si poteva fare no?

    • Illuminatus

      Ricordiamoci che è stata proprio l’amministrazione di centro-sinistra e smantellare la rete del trasporto pubblico elettrico. Ed a costruire l’inceneritore. E mi fermo qui…

  • ciclo-pe

    I dati dimostrano, e non avevo dubbi, che a Cremona ci si sposta in auto anche per modestissimi percorsi quando sarebbe molto più proficuo andare in bici, però con una rete ciclabile in area urbana ancora molto casual, o ancor meglio a piedi. Il mezzo pubblico purtroppo è quasi inesistente e del tutto inefficace con mezzi vecchi e impattanti. Questa pesante eredità, è utile precisare, viene da lontano. C’è da lavorare ancora molto, per gradi, coinvolgendo associazioni e residenti, senza farsi prendere dall’affanno solo per poter dire “abbiamo fatto”. Si rischiano opere malfatte e poco utilizzate. Ridisegnare una città decisamente più vivibile ambientalmente, paesaggisticamente, socialmente e quindi economicamente, dovrebbe essere un obiettivo comune perchè a guadagnarci sono tutti i cittadini.