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Confesercenti, le richieste ai
candidati: 'Più zone pedonali?
Potenziando la sosta sul ring'

Il gruppo centro storico di Confesercenti con il presidente Boschiroli e il direttore Bonoli

Confesercenti ha diffuso ai sette candidati sindaci alle prossime amministrative un documento che indica su quali fronti agire per far risollevare le sorti di Cremona nei cinque anni che verranno. Un lungo documento che, pur riconoscendo all’amministrazione gli sforzi compiuti, si conclude con una constatazione amara: “Fino ad ora questi problemi, che si sono via via ingigantiti, non sono stati presi sul serio e soprattutto sono stati affrontati in modo disorganico, una decisione disgiunta dall’altra, ed i risultati non sono venuti, anzi.
Il tema è certamente complesso e deve essere affrontato con la dovuta forza, con una visione d’insieme e, possibilmente, nel modo più lungimirante possibile. Quale città vogliamo costruire, quale Cremona vogliamo dipende da noi. Alla politica chiediamo di assumersi la responsabilità che gli elettori, con il loro voto le conferiranno: rendete di nuovo vivibile, appetibile, facilmente fruibile da tutti la città di Cremona”.

IL DOCUMENTO DI CONFESERCENTI AI SINDACI

Le PMI costituiscono la spina dorsale dell’economia e della società europea: il 99,8% di tutte le imprese europee, la cui grande maggioranza (93%) ha meno di 10 dipendenti. All’interno di questo universo, le imprese dei servizi, del commercio e del turismo in particolare, svolgono un ruolo fondamentale nel rispondere ai bisogni dei cittadini europei, nel fornire prodotti e servizi. Negli ultimi anni, i politici a tutti i livelli hanno riconosciuto sempre di più l’importante ruolo delle PMI nella società europea e hanno compreso che le imprese di minori dimensioni hanno esigenze diverse rispetto alle grandi imprese. Tuttavia, nuovi approcci per riflettere su queste differenze, come il principio “Pensa innanzitutto al piccolo’’ e gli impegni assunti nello Small Business Act, non sono diventati ancora realtà per le PMI.
Le imminenti elezioni amministrative rappresentano per la nostra città una rilevante occasione per condividere, nel corso della campagna elettorale, le soluzioni più adeguate per rafforzare la presenza del commercio cittadino che in questi anni ha dovuto sopportare il peso di una crisi economica e dei consumi senza precedenti.
Criticità che hanno causato un aumento delle vetrine vuote nonostante le professionalità messe in atto dagli operatori. A riprova di ciò, registriamo un consistente aumento dei negozi vuoti sia nel centro storico che nelle aree periferiche, nonostante i significativi sforzi profusi per rivitalizzare i luoghi urbani. Una vetrina abbandonata non costituisce solamente un’attività economica persa, ma rappresenta anche il sintomo del degrado che avanza e che colpisce l’intera comunità economica e sociale. Non tutto è riconducibile alla crisi generale dei consumi.
Coloro che si candidano ad amministrare la Città non possono esimersi dal proporre soluzioni in grado di invertire la pericolosa tendenza in atto
La profonda crisi che la città di Cremona ed in particolare il lento e sembrerebbe inesorabile declino che il centro storico sta attraversando, merita un ulteriore approfondimento.
Primo punto fermo: il centro cittadino ha subito maggiormente le conseguenze sia della crisi sia del cambio di abitudini delle persone sia di scelte politiche ventennali poco lungimiranti; non è più il fulcro della vita cittadina, i cremonesi nel frattempo hanno eletto punto di incontro e di scambio altre parti o zone della città. La funzione di rete e di tessuto connettivo di una comunità qual è quella rappresentata dal commercio viene così meno.
Dobbiamo riconoscere che questo è un problema rilevante e che ha importanti ricadute: se i negozi chiudono, la città non è più attrattiva e quindi è meno frequentata, aumenta la percezione di insicurezza e il commercio è allo stremo. E chi amministrerà cosa si troverà di fronte?
Se riconosciamo e accettiamo il problema, dobbiamo capire quali sono le cause e quali sono le possibili soluzioni.
Cosa possiamo fare, quali correttivi apportare, quali azioni mettere in campo per provare a cambiare il corso agli eventi?
L’amministrazione comunale è l’organismo elettivo che cogliere le problematiche e deve fare sintesi tra le possibili soluzioni condividendole con i cittadini. Per questo Confesercenti propone a chi amministrerà Cremona le seguenti azioni:
1 – CREMONA TURISTICA
Il Museo del Violino rappresenta una grande opportunità per la nostra città ed è il culmine delle precedenti azioni volte a creare una nuova identità attraverso i violini, famosi in tutto il modo, i grandi eventi e il recupero di importanti monumenti. Tuttavia, dovendo passare ad un fase di promozione e valorizzazione di Cremona come città d’arte e meta turistica, si pone l’esigenza di intervenire su vari fronti affinché il riconoscimento si traduca in apprezzamento dei visitatori e quindi in valori economici.
L’importante è adottare tutte le misure necessarie al raggiungimento del prestigioso obbiettivo, partendo dall’efficace promozione sul mercato interno e, soprattutto, proseguire su quello internazionale come intrapreso negli ultimi anni.
Particolare importanza deve essere dedicata alla ristorazione della città che, nel solco della valorizzazione turistica deve divenire un asset strategico.
Importante il rilancio di Santa Monica, con l’insediamento dell’università Cattolica in pieno centro cittadino, che favorirà un rilevante flusso di studenti e ricercatori, Presenze che porteranno ricadute economiche sul territorio.
2 – ACCESSIBILITA’ E MOBILITA’
Le aspettative turistiche, la funzione di polo commerciale per l’hinterland e per l’intera provincia, richiedono un’attenzione particolare ai temi dell’accessibilità e della mobilità. Certamente si tratta di ricondurre al servizio pubblico una parte consistente degli spostamenti, con parcheggi corona ben serviti ed a sostegno del centro storico stesso.
In questo senso riteniamo necessario agevolare, anche attraverso gli abbonamenti, l’utilizzo dei mezzi pubblici da parte di dipendenti, studenti e turisti. Perciò si propone di indirizzare la sosta prolungata, in particolare quella dei veicoli dei dipendenti che lavorano in centro che prevedibilmente supera le tre ore continuative, verso l’esterno del centro storico con abbonamenti a basso costo e facilitazione nei trasporti.
A tale scopo potrebbe essere utilizzato il parcheggio Autosilo Massarotti, con l’obbiettivo di aumentare i livelli di occupazione degli stalli. Shuttle rapidi e frequenti, almeno nelle ore di punta, potrebbero favorire l’accesso ai luoghi di lavoro posizionati in centro.
Come per il parcheggio Villa Glori, dovrebbe essere dedicata una mezz’ora gratuita per la sosta breve a rotazione a tutti i parcheggi a raso.
Importante è affrontare la promiscuità della gestione della sosta, ora affidata a più soggetti, trovando la soluzione migliore nell’interesse collettivo e non negli interessi economici di parte. Altro problema indifferibile riguarda le modalità con cui viene gestita la pedonalizzazione, che non può avvenire senza la predisposizione di adeguate soluzioni finalizzate a consentire la sosta dei veicoli dei residenti e dei frequentatori del centro.
Abbiamo la netta sensazione che spesso il tema sia affrontato senza la dovuta consapevolezza.
L’eventuale estensione delle pedonalizzazioni dovrà essere preventivamente accompagnata dal potenziamento degli spazi di sosta lungo il ring interno e dalla puntuale verifica circa la necessità di mantenere l’attuale regime di ZTL.
Confesercenti esprime la disponibilità a valutare il percorso della pedonalizzazione, purché non generi isolamento e soprattutto sia concordata con gli imprenditori che operano nel centro.
Per favorire l’accesso al centro è necessario ridurre l’attuale costo orario: è troppo alto e stronca la voglia dei cremonesi di recarsi in centro.
Nell’ottica di una migliore organizzazione dei flussi dei veicoli – soprattutto di quelli più impattanti per dimensioni ed inquinamento – e dell’utilizzo ottimale degli spazi per la sosta, abbiamo condiviso l’organizzazione della distribuzione delle merci attraverso il sistema city logistics, confidando nelle concrete possibilità di successo che tale sistema ha già ottenuto in altre città.
E’ doveroso ricordare il cantiere ‘Via Dante’, che da molto tempo attende una positiva conclusione, certamente con una viabilità ed un’area di parcheggio che non ricalcano l’attuale
3 – ARREDO URBANO
Il comune lavoro fatto da Confesercenti e dal Distretto Urbano di Cremona (DUC) per segnalare all’Amministrazione Comunale le realtà più problematiche ha prodotto positivi risultati in Corso Garibaldi ed in alcune aree del centro storico della città.
Rimane irrisolto il nodo di altre vie cittadine che si presentano ancora con un arredo urbano disomogeneo e di scarso livello rispetto ad una visione accettabile delle vie commerciali del centro storico cittadino. Rileviamo inoltre che molte vie hanno assoluta necessità di interventi di qualificazione, che, pur non richiedendo ingenti risorse, potrebbero contribuire a migliorare la qualità urbana.
Spesso si tratta di semplici lavori di sistemazione del porfido o di buche sia nella sede stradale che sui marciapiedi, oppure la collocazione di fioriere, nonché la sostituzione e la pulitura di cestini rifiuti ed altro. È un prezioso lavoro di dettaglio in cui gli stessi operatori commerciali potrebbero
collaborare attivamente. Un altro aspetto negativo riguarda i negozi sfitti, che in troppi casi diventano discariche abusive e luoghi di vero degrado, per cui si sollecita la necessità di motivare i proprietari al decoro cittadino. Siamo consapevoli che non è facile agire a fronte della latitanza o indisponibilità dei proprietari e tuttavia deve essere profuso ogni sforzo affinché sia quantomeno assicurato il necessario decoro.
4 – ILLUMINAZIONE
La rivisitazione dell’illuminazione pubblica, peraltro già iniziata, va continuata in tutta la città, compresa la Galleria XXV Aprile. Siamo tutt’ora convinti che la scelta di assegnare uniformità ed efficienza al sistema illuminante sia assolutamente da perseguire. In una città moderna e turisticamente da valorizzare, un adeguato sistema di illuminazione può costituire il punto di forza sia per il risparmio energetico, che per la giusta convivenza fra i fattori di abbellimento urbano e di sicurezza.
5 – PULIZIA
Altro intervento da pianificare è il miglioramento degli standard di pulizia, almeno del nucleo cittadino centrale. In effetti sono molteplici gli angoli e gli spazi dove si accumulano rifiuti e sono, purtroppo, diffusi gli imbrattamenti dei muri. Pur rendendoci conto della complessità del problema e delle difficoltà, non solo economiche, degli interventi di rimozione delle scritte, rimaniamo convinti che la qualità urbana si misuri anche con la pulizia di strade, marciapiedi e muri.
6 – SICUREZZA
La presenza fisica delle forze dell’ordine è sicuramente il modo migliore per trasmettere una solida percezione di sicurezza. Persiste il fenomeno dei venditori abusivi. Tuttavia registriamo ancora troppe lamentale sul fatto che non si avverte un presidio adeguato dell’insieme degli organi dedicati alla sicurezza dei cittadini e delle proprietà. Le stesse vicende legate alla frequentazione serale degli esercizi pubblici, che hanno favorito la rivitalizzazione di parti storiche della Città, sono spesso solamente considerate come episodi di disturbo della quiete pubblica, da risolvere con provvedimenti limitativi degli orari d’apertura. Così si sottovaluta il contributo alla sicurezza prodotto dal flusso di persone che si recano presso tali attività.
È a questo flusso che si deve riconoscere la capacità d’aver superato la precedente percezione di insicurezza dovuta alla diffusa sensazione di solitudine. Gli operatori commerciali sono disponibili a collaborare, ma vorrebbero anche vedere risultati in tempi più ristretti e maggiormente concreti. In estrema sintesi proponiamo quindi: meno divieti e più vigili a percorrere le strade!
7 – CONTRIBUTI PER LE ATTIVITA’ COMMERCIALI
La persistente crisi dei consumi che si sta portando verso livelli di proporzioni rilevanti, impone agli amministratori una riflessione seria sulle conseguenze a carico della rete distributiva e sulle politiche attive da adottare. Per queste ragioni riteniamo assolutamente fondamentale prevedere interventi di sostegno concreto alle imprese sotto forma di incentivi o in forma indiretta con la riduzione dei tributi comunali soprattutto nelle zone a rischio desertificazione commerciale, un sostegno che vuole premiare quelle aziende che, nonostante la crisi, decidono di resistere contribuendo a mantenere un presidio sociale di notevole importanza. Quanto sopra per tentare di ricostruire un sistema distributivo che tenda ad ampliare la gamma dell’offerta commerciale favorendo un mix merceologico di richiamo per tutti i consumatori.
Anche per i pubblici esercizi vale la proposta di sostenerli riducendo, fra l’altro, i costi connessi ai tributi per l’occupazione del suolo pubblico.
E’ importante predisporre contributi per l’avvio di imprese, che sostengono gli investimenti o la liquidità di chi si affaccia al mondo imprenditoriale.
In particolare, l’iniziativa potrebbe essere orientata verso quelle zone della città in maggiore sofferenza ed esposte al pericolo di desertificazione.
A tale scopo si dovrebbero utilizzare parte dei proventi dell’IMU.
8 – TRIBUTI COMUNALI – TARI
Confesercenti è consapevole delle difficoltà degli enti locali a reperire risorse adeguate allo svolgimento delle proprie funzioni. In questi ultimi anni tale ricerca ha interessato fortemente i tributi locali, sia in generale che, più specificatamente, l’imposizione sui rifiuti. Chiediamo che venga considerata la rimodulazione delle tariffe sui rifiuti: non solo non introduca aumenti, ma riduca i costi per le attività commerciali e turistiche. Riteniamo si debba offrire un ulteriore abbassamento delle tariffe che porti a cifre più ragionevoli e non sconti nell’ordine del 3% come avvenuto negli ultimi tre anni, che seppur apprezzabili non danno ossigeno alle attività.
9 – MARKETING URBANO
La notevole concorrenza dei centri commerciali esterni, unita ai problemi di accessibilità al centro storico da parte dei cittadini pongono seriamente la necessità di adottare iniziative finalizzate a valorizzare il tessuto commerciale complessivo, attraverso l’adozione di precise strategie di marketing.
Finora il Distretto Urbano del Commercio (DUC) ha prodotto effetti positivi. Proseguendo l’esperienza del DUC, si dovrebbe organizzare un percorso di comunicazione mirato ed efficace in cui eventi, iniziative a vario titolo, siano anche occasioni di shopping e opportunità per vivere pienamente la città. Un percorso formativo potrebbe favorire l’interazione fra politiche di vivacizzazione della città e offerta commerciale creando un legame d’intenti finalizzato a captare l’interesse del consumatore che diviene fruitore della città.
In altri termini siamo fermamente convinti che alle intenzioni dei consumatori di frequentare i centri commerciali, si possano offrire nuove e più accattivanti proposte affinché dedichino il loro tempo libero a vivere la città sotto molteplici punti d’interesse. Da quello museale, agli incontri nei bar e ristoranti del centro, allo shopping tutto l’anno per arrivare agli eventi che agiscono da richiamo verso il centro cittadino ( es. Festa del Torrone, Mercato Europeo, etc.)
In questa ottica una cura particolare dovrà essere riservata allo sviluppo di strategie di marketing on-line.
È comunque importante che sia assicurata la regia complessiva e totale da parte del Comitato costituito dall’Amministrazione Comunale e dalle associazioni del commercio e dell’artigianato.
10 – SVILUPPO DEL TERRITORIO E DEL COMMERCIO
Tutto ciò che abbiamo esposto per il rilancio del commercio cittadino, rischia di essere vanificato dalla moltiplicazioni delle superfici commerciali.
In effetti abbiamo assistito ad una programmazione del territorio che ha prodotto la realizzazione di poli commerciali nei quartieri e nell’area esterna al nucleo centrale. Ci desta grande preoccupazione il proliferare di edifici vuoti che rappresentano un patrimonio storico ed immobiliare di grande valore, che non possiamo assolutamente permetterci di lasciare abbandonato.
Contenitori il cui recupero ed utilizzo gioverebbero all’obbiettivo di attrarre frequentatori in centro.  Senza se e senza ma, si deve dare uno stop definitivo a questa strategia e nessuna altra grande struttura di vendita deve essere prevista. Per essere estremamente chiari, niente altre grandi strutture – neppure se mascherate da medie superfici di vendita – anche se finalizzate al sostegno di altri investimenti.
Inoltre, non è più rinviabile la ricerca di una impostazione condivisa con gli altri comuni dell’hinterland per decretare la fine delle politiche territoriali di questi ultimi anni, che hanno visto fiorire un numero spropositato di strutture commerciali che si pongono in alternativa alla rete distributiva cittadina.
Pertanto non solo dobbiamo convincere gli altri comuni che la strada finora perseguita dovrà essere abbandonata per il futuro, ma è Cremona che per prima è chiamata a dare il buon esempio dando dimostrazione di crederci, in ogni momento e fino in fondo!
Il lungo elenco, raggruppato nei punti riassuntivi che abbiamo illustrato in questo documento richiede un’attenzione particolarmente approfondita ed attenta. Confesercenti ritiene sia arrivato il momento per la nuova amministrazione, che uscirà vincente dalle elezioni del 26 Maggio, di mettere a punto una sorta di gabinetto di crisi costituito da Ass.to al Commercio, Ass.to alla Viabilità ed urbanistica, Ass.to al Turismo, Ass.to alla Cultura, Ass. to al Bilancio che elabori possibili strategie da sottoporre al vaglio delle Associazioni di categoria e a quegli stakeholders che riterrà importanti per la condivisioni dei progetti.
Un tavolo che riteniamo debba avvalersi di figure tecniche da ricercare sul mercato per rilanciare il sistema Cremona, la sua immagine, la sua capacità di attrarre turismo e recuperare appeal”.

 

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Commenti
  • Diretur

    Equilibrato. E condivisibile.

    Contesto solo un punto. I cremonesi vanno ancora, eccome, in centro, ma non per i negozi.

  • Elio

    Sul punto sette non sono assolutanente daccordo. Se vogliono essere proprietari di un attivita e non possono mica bisogna aiutarli con soldi comunali,si trovino in lavoro in fabbrica o in una copperativa con retribuzioni simili a quelle che i negozi danno ai loro commessi. mentre il punto 8 dovrebbe valere per tutti o nessuno

  • Giamburrasca19

    Oramai si va’ in centro per il mercato, per qualche negozio specializzato oppure per andare al bar
    La domenica poi i negozi sono rigorosamente chiusi ergo si va’ dove sono aperti.
    E provare a cambiare aperture no ?

    • Illuminatus

      Anche Dio si riposò il settimo giorno.

      • Giamburrasca19

        Non scomodi Dio, e’ fuori luogo.
        Se un commerciante non guadagna può sempre cercare un lavoro anche i fabbrica…..