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Gori e Del Bono con Galimberti:
'Un comune non lo si prende,
ci si mette a suo servizio'

foto Sessa

Molta gente in piazza Cittanova questo pomeriggio per l’incontro tra il sindaco Gianluca Galimberti e i colleghi Del Bono di Brescia e Gori di Bergamo, per l’ultimo appuntamento politico del centrosinistra prima del ballottaggio di domenica. Incalzati da Gilberto Bazoli, ha iniziato il sindaco di Brescia, subito rifacendosi alla recente visita del ministro dell’Interno: “E’ tempo di governare e non di fare selfie. Credo che il comizio di Salvini non danneggerà Galimberti. Nel 2018 Salvini chiuse la sua campagna elettorale a Brescia, eppure io vinsi al primo turno”.
E Gori: “Quando si tratta di scegliere il sindaco, quello che si guarda è quanto lo si incontra per strada, quanto si interessa della città e quanto riesce a trasmettere fiducia. E qui a Cremona ho sempre percepito l’affetto che i cittadini esprimono nei confronti di Galimberti. E questo conta più dei comizi di Salvini”.
“Galimberti è una persona su cui si può fare affidamento – ha aggiunto Del Bono – come per tutti i sindaci del centrosinistra. Perché vengono percepiti come più vicini ai cittadini, senza scudi demagogici e propagandistici”.
Una campagna elettorale dura, quella che si sta concludendo e Galimberti non lo nasconde, con accenti insolitamente accesi: “C’è un episodio che vorrei sottolineare e che evidenzia l’atteggiamento sbagliato del centro-destra. I risultati delle europee erano davvero eclatanti con quasi 20 punti di distanza e il lunedì alcuni esponenti della coalizione di centro-destra avevano pubblicato selfie dicendo che ‘si sarebbero ripresi il Comune. Ma un Comune non si prende, ci si mette a servizio di esso. Pensavo, dai risultati delle europee, di non aver capito la città, invece sono loro che non l’hanno capita. La gente ci ha riconosciuto il merito di avere fatto una buona amministrazione”.
“Vedo l’esperienza di questa campagna elettorale come un interessante laboratorio politico in cui Pd e liste civiche hanno costruito una nuova modalità di partecipazione alla vita della città”, ha aggiunto il sindaco uscente. “E quello che dobbiamo fare insieme da qui in poi non è solo portare avanti una attività amministrativa, ma sapere che essa parallelamente avrà una nuova esperienza di partecipazione. Le città sono un laboratorio, anche per il Pd”.

Laura Bosio

foto Sessa

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