Un commento

Precisazioni sulla protesta che
si è tenuta in concomitanza
del comizio di Matteo Salvini

Lettera scritta da Il comitato organizzatore di “Io Accuso”

Buongiorno,
A nome del gruppo organizzatore di “Io accuso”, la protesta pacifica e apolitica che si è svolta in concomitanza del comizio del Ministro dell’Interno il 3 giugno scorso, vorrei avere la possibilità di precisare alcune cose, in particolare verso le persone che hanno commentato sui social nei riguardi della nostra manifestazione. Come ho precisato precedentemente, la manifestazione era rivolta alla cittadinanza, ed in particolare ai giovani, di qualsiasi orientamento politico e condizione sociale: non vi erano dunque solo studenti, ma anche lavoratori e persone che attivamente impegnano il loro tempo per migliorare la città e la società in cui viviamo, con l’educazione o con il volontariato. A buona pace di chi, con i soliti stereotipi contro la gioventù italiana, pretende di scaricare su di noi le proprie inadempienze. Noi manifestiamo per esprimere dissenso riguardo a politiche che non fanno bene al Paese, rivolgendoci alla cittadinanza e non a chi governa perché l’educazione, come già insegnò Mazzini ne “I Doveri dell’Uomo”, parte dal basso e non dall’alto. Vorremmo inoltre chiarire che noi come giovani italiani non abbiamo intenzione di ripetere le esperienze infami delle generazioni che ci hanno preceduto: le generazioni del terrorismo politico, dell’assistenzialismo parassitario, dei pensionati dopo 20/30 anni con il retributivo, delle grida “Di Pietro non tornare indietro” salvo poi pulirsi la coscienza dalla complicità con un sistema di corruzione che in Italia, proprio grazie a queste persone, non se ne è mai andato. Gli amici di una certa età che invocano il servizio militare su di noi quando l’hanno fatto sono forse diventate persone migliori? Non ci sembra proprio, guardando alla situazione del Paese e alla violenza verbale di queste persone che, dall’alto dei loro 50 anni, si permettono di scrive frasi inqualificabili contro ragazze liceali e studentesse universitarie, frasi che non ripeto per senso della decenza. Quindi, invece di reintrodurre qualcosa di assolutamente inutile rispetto alle necessità moderne di difesa, un inutile dispendio di risorse per lo Stato in termini di logistica, armamenti e burocrazia, non sarebbe meglio introdurre una forma di servizio civile obbligatorio? Lo dico perché magari, su imitazione di chi come noi spende il suo tempo in attività di volontariato, queste persone potrebbero imparare un po’ di senso del rispetto e di responsabilità nei confronti della comunità. Vorrei poi rivolgermi a chi ha scritto frasi come “Arbeit macht frei” o “ci sarebbe bisogno di un mitra”, le vostre parole danno bene un’idea del tipo di umanità che siete, ammesso che questa parola possa essere usata nel vostro caso. Infine, vorrei rivolgermi ai candidati ed esponenti politici che sui social hanno espresso pensieri come “siete dei dementi” o ancora “figli di papà”: Ci rincresce molto sentire queste parole da chi, più di chiunque altro, dovrebbe rappresentare uno spirito democratico che è anche, indipendentemente dalla fede politica, lo spirito patriottico dell’Italia repubblicana rinata dalla distruzione della guerra. Ad ogni modo non siamo stupiti, ben conoscendo il modo di esprimersi sui social di alcuni di questi candidati delle liste del centrodestra che, in più di un’occasione, hanno pubblicato commenti e contenuti contro donne, immigrati e anche contro gli ebrei. In quest’ultimo caso i colpevoli non si preoccupino, già provvedemmo a suo tempo a segnalarli alle organizzazioni ebraiche che si occupano di contrasto dell’antisemitismo. Confidiamo in coloro che invece, all’interno del centrodestra, come candidati o cittadini, hanno senso del rispetto e vogliono con noi crescere, dialogare e opporsi ad un linguaggio che fa male alla democrazia. Vorremmo infine cogliere quest’occasione per ringraziare le donne e gli uomini della Polizia di Stato e i militari dell’Arma per il prezioso servizio in tutela della nostra sicurezza e dell’ordine pubblico. Anche per voi, cittadini in divisa i cui diritti vengono spesso calpestati, abbiamo manifestato.

Il comitato organizzatore di “Io Accuso”

 

 

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • antonio1956

    Bravi ! Sono condivisibili i diversi riferimenti a Mazzini, all’assistenzialismo, alla generazione dei baby, al servizio militare, al servizio civile obbligatorio, al senso di rispetto e di responsabilità nei confronti della comunità.
    Il mondo è bello anche perché è vario e comprende, in grande minoranza, chi utilizza frasi irriguardose senza forse aver ben meditato le implicazioni del loro significato.
    Ricordiamoci infine di utilizzare, a ragione, il “J’accuse” in tutte le occasioni, non solo quando arriva il Ministro Salvini in città.