Un commento

Arriva in udienza preliminare
l'indagine sul doping: coinvolti
anche un medico e un agente

Nella foto, Vincenzo Catapano

Da sinistra, l’avvocato Luca Curatti e il collega di Napoli Gustavo Pansini

Udienza preliminare, questa mattina, per i quattro imputati coinvolti nell’operazione sul doping ‘Good Drugs’ portata a termine lo scorso dicembre dagli uomini della squadra mobile di Cremona. Si tratta del poliziotto Vincenzo Catapano, 47 anni, che prestava servizio presso la sala operativa della Questura, dei due trentenni Biagio Varriale, di Cremona, e Loris Losi, di Codogno, e del medico di Busto Arsizio Gabriele Alessandro Mara.

Oggi davanti al giudice, la difesa di Losi ha fatto richiesta di patteggiamento, mentre i legali di Varriale sarebbero intenzionati a chiedere il processo con il rito abbreviato. Catapano, invece, intende, sempre se sarà rinviato a giudizio, affrontare il processo. Sulla posizione del medico, invece, il giudice, a causa di un vizio, ha accolto la richiesta di dichiarare la nullità del decreto di chiusura indagini in quanto l’avviso era stato notificato al suo difensore di ufficio quando invece l’imputato aveva già nominato il suo legale di fiducia. La notifica dovrà essere quindi riformulata.

Nella difesa di Catapano, rappresentata sin dall’inizio dall’avvocato Luca Curatti, si è associato anche il collega di Napoli Gustavo Pansini, professore di Procedura Penale presso l’università Suor Orsola Benincasa. L’udienza entrerà nel vivo il prossimo 18 novembre.

Attualmente Catapano, Losi e Varriale, finiti prima ai domiciliari e poi con l’obbligo di firma, sono liberi.

A Catapano, per ora sospeso dal servizio, sono contestate le accuse di commercializzazione di sostanze dopanti, ricettazione di anabolizzanti, il cui acquisto è vietato dalla legge, e detenzione finalizzata allo spaccio di farmaci a base di nandrolone, considerato uno steroide anabolizzante ed inserito dal 2010 nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle intercettazioni telefoniche, Catapano, Varriale e Losi, frequentatori di una palestra di Cremona, avrebbero ceduto ad altri atleti amatoriali le sostanze proibite.

In particolare, Catapano e Losi, sia in concorso tra loro che con condotte indipendenti, avrebbero commercializzato, “procurandoli a numerosi appassionati di body building, farmaci e sostanze farmacologicamente o biologicamente attive, idonei a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti”. Lo avrebbero fatto, sempre per l’accusa, “al di fuori dei canali costituiti da farmacie aperte al pubblico, farmacie ospedaliere, dispensari e altre strutture”, “prendendo direttamente contatti con fornitori terzi e acquirenti e provvedendo direttamente all’approvvigionamento”. Sempre secondo la procura, i farmaci sarebbero stati forniti a Catapano da Varriale, “con sistematicità, attraverso diversi canali di approvvigionamento”.

Da parte sua, tra il 2015 e il febbraio del 2018, Catapano avrebbe a sua volta ceduto a tre atleti un farmaco a base di nandrolone che deteneva presso la propria abitazione. Farmaco, questo, contenente una sostanza indicata nella tabella dei medicinali a base di stupefacenti e psicotropi. Losi, invece, tra il 2014 e il febbraio 2018 avrebbe ceduto lo stesso farmaco ad altri due appassionati di body building.

Al poliziotto è contestata anche la ricettazione, in quanto “al fine di rivenderli, e quindi di trarne profitto”, avrebbe ricevuto i farmaci da Biagio Varriale.

Il medico, invece, il 14 gennaio del 2018 avrebbe prescritto “falsamente a nome di una paziente il farmaco antitumorale denominato Anastrozolo, consegnandolo invece a Catapano”.

Sara Pizzorni

Da sinistra, Varriale e Losi

 

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Commenti
  • Graziano Ansaldi

    È solo la punta di un immenso iceberg. Non vedete quanti dopati ci sono in giro?