Settimana corta all’Artistico Stradivari, ma un gruppo di genitori non ci sta
La decisione è stata presa dal Consiglio d'Istituto alla fine di giugno, tra i motivi anche la carenza di personale Ata. I genitori contrari: "una modifica così significativa dell'organizzazione avrebbe richiesto tempi più lunghi di informazione e confronto"
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Nel prossimo anno scolastico il Liceo Artistico Stradivari avvierà la settimana corta, dal lunedì al venerdì, con due rientri pomeridiani. Una decisione che fa da apripista per possibili altri istituti, presa in sede di Consiglio d’Istituto nella riunione di fine di Giugno, che però non trova d’accordo una parte delle famiglie, che temono effetti negativi sui carichi di lavoro dei ragazzi, soprattutto quelli che provengono da fuori città.
Il dirigente, Daniele Pitturelli, aveva incontrato i genitori spiegando le motivazioni della decisione presa dall’organo collegiale, ma arrivata – affermano i contrari – senza che le loro perplessità siano state sufficientemente prese in considerazione.
In un quadro più generale, sulla questione pesa non poco il problema dei trasporti, uno dei punti dolenti della programmazione che coinvolge ogni anno l’azienda del trasporto pubblico locale, i dirigenti scolastici e l’amministrazione provinciale. Tanto che aveva indotto nei mesi scorsi il presidente della Provincia Roberto Mariani a proporre l’adozione uniforme della settimana corta da parte di tutti gli istituti scolastici superiori, una proposta che non aveva ricevuto molti consensi.
Di seguito la lettera diffusa da un gruppo di genitori del liceo artistico Stradivari.
“Nonostante il recente via libera del Consiglio d’Istituto all’adozione del nuovo modello organizzativo basato su cinque giorni di frequenza settimanale, molte famiglie continuano a manifestare perplessità e chiedono che la riforma venga rinviata per consentire ulteriori approfondimenti.
La posizione è stata espressa da alcuni rappresentanti dei genitori che, già nelle scorse settimane, avevano portato le proprie osservazioni all’attenzione della dirigenza scolastica. Al centro delle contestazioni vi è soprattutto il metodo con cui si è arrivati alla decisione. Secondo le famiglie, infatti, una modifica così significativa dell’organizzazione scolastica avrebbe richiesto tempi più lunghi di informazione e confronto.
Tra gli aspetti maggiormente evidenziati vi è il fatto che la settimana corta non fosse prevista nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa 2025-2028, documento sulla base del quale molte famiglie hanno effettuato la scelta dell’istituto. Alcuni genitori ritengono inoltre che il confronto sia avvenuto in una fase ormai conclusiva dell’anno scolastico, limitando le possibilità di approfondimento.
Le perplessità riguardano anche le possibili ricadute sugli studenti pendolari, per i quali ancora non vi è certezza sull’adeguamento dei trasporti e degli orari dei mezzi in tal senso, sulle attività extrascolastiche e sui progetti che caratterizzano il percorso del liceo artistico.
Nel dibattito è emerso anche il tema della carenza di personale ATA, indicato tra le motivazioni che hanno portato alla proposta della settimana corta. I genitori contrari ritengono tuttavia che la questione possa essere affrontata attraverso soluzioni organizzative differenti, senza modificare l’attuale articolazione delle lezioni.
Particolare attenzione viene inoltre posta alle peculiarità dell’indirizzo artistico, caratterizzato da una forte componente laboratoriale e progettuale. Secondo le famiglie che contestano la riforma, tali specificità meriterebbero una valutazione autonoma rispetto agli altri indirizzi presenti nell’istituto.
Pur prendendo atto della decisione assunta dagli organi collegiali, i rappresentanti chiedono che il confronto resti aperto, nell’ottica della collaborazione e dell’impostazione di costante e proficuo dialogo che ha sempre caratterizzato l’istituto, e che la comunità scolastica possa continuare a discutere gli effetti della nuova organizzazione, anche in vista dell’avvicendamento alla guida dell’istituto previsto nei prossimi mesi”.