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Consiglio Comunale, rimandata
a lunedì la scelta del presidente
Roberto Poli capogruppo Pd

Tutto rimandato a lunedì prossimo nel gruppo consigliare Pd, per la scelta di chi dovrà ricoprire il ruolo di presidente del nuovo consiglio comunale, dopo la riunione di venerdì pomeriggio. E’ infatti il partito di maggioranza all’interno della coalizione che ha sostenuto Galimberti ad avere onore ed onere di sottoporre al voto del consiglio la scelta del presidente incarico apparentemente burocratico e che invece richiede doti di diplomazia, equidistanza, capacità argomentative e spesso anche di improvvisazione. Quella di ieri pomeriggio è stata la prima occasione di incontro (con diverse assenze), per vecchi e nuovi consiglieri, alla presenza del segretario provinciale Vittore Soldo e dei due candidati all’incarico, Paolo Carletti e Santo Canale. In prima battuta c’è stata la designazione del capogruppo con voto segreto: sarà, come previsto, Roberto Poli, medico psichiatra, una lunga presenza in consiglio e in passato sindaco di Gadesco. A lui il compito che è stato per cinque anni di Rodolfo Bona, scelto stavolta dal sindaco Galimberti come assessore ai Quartieri, Manutenzioni e Verde. Poli dovrà rapportarsi con un drappello di consiglieri perlopiù  alla prima esperienza: Livia Bencivenga; Stella Bellini; Elisa Chittò; Daniele Villani; Francesco Ghelfi; Paola Ruggeri; Fabiola Barcellari; Nicola Pini; Francesca Fulco. Accanto a loro, i veterani Giovanni Gagliardi e gli stessi Carletti e Canale.

La scelta fra i due è stata rimandata a lunedì prossimo e sarà sempre a scrutinio segreto. Una situazione che il partito avrebbe voluto evitare e che presenta varie incognite, considerata la variabile dell’inesperienza di diversi consiglieri e la possibilità di essere variamente influenzati. La maggioranza del partito propende per Carletti, ma Canale può vantare una più lunga militanza sia all’interno del Pd che in consiglio comunale, con esperienze tanto in minoranza (i primi 5 anni, nella lista di Corada) che in maggioranza (gli ultimi 5 anni). All’orizzonte, anche se per ora molto ipotetico, c’è lo scenario estremo di una rottura di quest’ultimo con il partito al quale ha portato in dote 371 voti. g.biagi

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