Nuova condanna per furto per i ladri dell'ex Monopolio Incastrati da un'impronta
Per un furto aggravato commesso al Famila di Pizzighettone il 30 novembre del 2015, due nomadi residenti ad Asti, Bebi e Diego Halilovic, sono stati condannati questa mattina ad una pena di un anno, otto mesi e mille euro ciascuno, la stessa pena chiesta al giudice dal pm onorario Silvia Manfredi. La difesa, invece, aveva chiesto l’assoluzione puntando su indizi non sufficienti. La motivazione della sentenza di condanna sarà depositata entro 60 giorni. Nel dicembre del 2015 i due imputati erano finiti in manette dopo uno spettacolare inseguimento sulla Paullese per un tentato furto ai danni di furgoni carichi di sigarette diretti al magazzino dell’ex Monopolio di Stato di Costa Sant’Abramo. A permettere ai carabinieri di arrivare a loro erano state le analisi dei tabulati telefonici e l’impronta parziale di una mano rilevata dagli investigatori sulla porta di ingresso del supermercato. Troppo poco, per l’avvocato della difesa, secondo cui era impossibile collocare quell’impronta nel tempo. Nel dicembre del 2015 i due nomadi avevano patteggiato tre anni di reclusione ciascuno per il tentato furto all’ex Monopolio. Ora si è aggiunta la condanna per il furto commesso al Famila di Pizzighettone. Quel 30 novembre del 2015, all’orario di chiusura, tra mezzogiorno e le due del pomeriggio, gli imputati si erano introdotti all’interno del market scardinando la porta di ingresso. E’ proprio qui che uno dei due, appoggiandosi, aveva lasciato la sua impronta. Una volta dentro, la loro attenzione si era concentrata sulle due cassaforti. Entrambe erano state scardinate e i ladri avevano portato via un bottino di mille euro.
Secondo i carabinieri, i due nomadi facevano parte di una banda dedita a furti e rapine di tabacchi. Un mese prima di derubare il Famila, i due imputati, insieme ad un minorenne e ad un altro componente della banda identificato in seguito, erano a bordo del furgone che era stato protagonista del rocambolesco inseguimento sulla Paullese. Il loro mezzo era già sorvegliato dalle forze dell’ordine. Una decina di giorni prima, infatti, era stato segnalato nei pressi di una tabaccheria. Quando però gli occupanti avevano notato la pattuglia di carabinieri in borghese, si erano allontanati, e, complice la nebbia, erano riusciti a far perdere le tracce. Quello stesso furgone bianco era poi stato notato nei pressi dell’ex Monopolio di Stato di Costa San’Abramo. I carabinieri avevano imposto l’alt al conducente, che però non si era fermato. Immediato l’inseguimento, mentre un’altra pattuglia, sopraggiunta poco dopo, aveva cercato di bloccarli nell’area della concessionaria Bossoni mettendosi di traverso con l’auto. Il conducente aveva speronato il mezzo dei carabinieri, facendo testacoda e cercando di darsi alla fuga nell’altra direzione di marcia. Intanto era sopraggiunta una pattuglia in borghese che gli aveva chiuso la strada. Il furgone aveva quindi centrato l’auto dei carabinieri, provocando gravi danni anche ad altre vetture parcheggiate. Gli occupanti non si erano arresi, tentando nuovamente la fuga, stavolta a piedi, uscendo dal portellone posteriore del furgone. Dei quattro a bordo, i due Halilovic erano stati fermati subito, il minorenne era stato bloccato dopo circa un chilometro. e il quarto, riuscito a scappare, era stato in seguito identificato e denunciato.
Si tratta di italiani sinti residenti nell’astigiano con un lunghissimo elenco di alias (circa una trentina di identità diverse a testa) e di precedenti penali di vario tipo, soprattutto per furti e rapine. Sul furgone erano presenti attrezzature da scasso. Il loro modus operandi era sempre lo stesso: esclusi i furti al Monopolio, solitamente sorvegliavano le mosse dei tabaccai, per cercare di derubarli durante il trasporto dei carichi.
Sara Pizzorni