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Commercio di farmaci
dopanti, perquisizioni e
arresti anche a Cremona

I Carabinieri del NAS di Trento, supportati da militari della Specialità e dell’Arma Territoriale, hanno dato esecuzione, nelle province di Trento, Bolzano, Brescia, Bergamo, Cremona, Modena e Viterbo, a 9 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti ad un sodalizio criminoso dedito al commercio di farmaci dopanti e ad effetto stupefacente, all’impiego di sostanze dopanti e di procedure vietate come auto-emotrasfusione, destinate anche a favore di atleti di varie discipline sportive (body-building, ciclismo, arm-wrestling e pallavolo), nonché all’esercizio abusivo della professione sanitaria di fisioterapista e dietista.
I provvedimenti cautelari, unitamente a 42 decreti di perquisizione emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia della Repubblica di Trento, sono il risultato investigativo determinato dall’indagine denominata “Big-Boy”, condotta dai carabinieri del NAS e coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Trento, dott. Sandro Raimondi e dal Sost. Procuratore dott. Davide Ognibene-, avviata nella scorsa estate da precedenti operazioni svolte nello stesso settore, per le quali il medesimo NAS, negli ultimi anni, ha arrestato complessivamente oltre 50 persone per associazione a delinquere, anche con risvolti criminali di carattere transnazionale.
Gli accertamenti hanno avuto come principali figure di interesse investigativo un medico geriatra, direttore sanitario di due case di riposo della provincia di Trento, due personal trainer, noti nell’ambito sportivo per gli importanti risultati ottenuti in competizioni di “body building” nonchè ulteriori sei soggetti, tutti partecipanti, a vario titolo, al sodalizio criminoso, attivo nella provincia di Trento, con ramificazioni in Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio.
Nel corso delle attività è stato accertato che numerosi sportivi e frequentatori di palestre, già individuati quali assuntori di farmaci dopanti, si recavano presso gli ambulatori attivati all’interno delle citate case di riposo, per essere sottoposti a pratiche ematiche dopanti vietate, tra cui l’auto-emotrasfusione, con prelievo e successiva re-infusione di sangue, spesso eseguite dal solo medico geriatra, in totale assenza di condizioni igieniche e di sicurezza. Nel corso di tali incontri, gli atleti ricevevano indicazioni da parte dei diversi componenti dell’associazione criminale sulle modalità di acquisto di farmaci proibiti e sui metodi farmacologici più idonei per eludere eventuali controlli antidoping.
All’esito di un pedinamento, gli investigatori del NAS di Trento avevano già tratto in arresto un noto personal trainer modenese, responsabile di aver allestito all’interno della propria abitazione un deposito abusivo di farmaci, approvvigionati con importazioni clandestine, il cui assortimento, stimato in un milione di euro circa, era paragonabile ad un magazzino di una farmacia.
La pericolosità dei farmaci, assunti senza alcun controllo medico e con finalità diverse da quelle previste dal normale uso terapeutico, rimane uno degli elementi di maggiore preoccupazione sociale, confermato anche da alcuni episodi rilevati durante la conduzione dell’indagine. Infatti, nel mese di gennaio, un venticinquenne trentino è stato ricoverato presso il reparto di rianimazione dell’Ospedale di Trento a causa delle gravi patologie insorte a seguito dell’abuso di farmaci anabolizzanti.
Oltre all’esecuzione dei 9 arresti domiciliari, le contestuali operazioni di perquisizione hanno consentito di individuare e sequestrare oltre un migliaio di confezioni di prodotti farmaceutici, unitamente a dispositivi medicali ed apparati informatici utilizzati per l’attività illecita. Tra gli altri, sono stati individuati farmaci dopanti contenenti pericolosi principi attivi anabolizzanti (alcune ad uso veterinario) a base di ormone della crescita, testosterone, clembuterolo, stanozololo, come pure ormoni diuretici e anoressizzanti, nonché il nandrolone, uno steroide anabolizzante vietato anche dalla normativa antidroga. Il valore complessivo delle sostanze sequestrate sul mercato illegale ammonta a oltre 30.000 euro.

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