Un commento

Anno oratoriano 2019-2020,
il vescovo Napolioni:
'Frequentate l'oratorio'

“Se saremo fratelli. Un cortile aperto sui sogni di Dio”: è questo il titolo dell’anno oratoriano 2019-2020 per la diocesi di Cremona. In linea con il tema scelto per l’anno pastorale, spiega il sito della Diocesi, la riflessione anche per gli oratori muove dal quarto discorso del Vangelo di Matteo, il “discorso comunitario”.

“Immaginiamo che questo quarto discorso sia rivolto anche ai nostri Oratori e ai percorsi di pastorale giovanile che riusciamo a condividere e proporre” commenta il presidente della Focr don Paolo Arienti. “Ci ricordiamo la grande metafora da cui don Bosco è partito: un cortile in cui stava nascendo un sogno. Crediamo ancora in questo sogno e crediamo non sia una semplice utopia né un miraggio d’altri tempi. Qui, in questo cortile, si può imparare ad essere fratelli e a dare peso a quella libertà che fa la differenza: perché vede persone e cose sotto un angolo di visuale diversa, la stessa che ha animato Gesù”.

Ecco dunque l’invito del Vescovo nel suo Messaggio “Entrate ed uscite dall’Oratorio, frequentatelo e cercate cercate dentro e attorno alle sue mura, al suo cortile le tracce del Vangelo che vi serve per vivere da fratelli. Misurate come le cose cambiano, se e quando diamo il nostro contributo alla comunità, dall’Oratorio alla Parrocchia, dalla classe alla squadra… fin dentro al cuore delle nostre famiglie! Misurate come le cose cambiano, se e quando scegliamo di vedere nell’altro non il nemico, ma il fratello di cui prenderci cura, perché possiamo anche noi tirare un bel calcio all’indifferenza e alla cattiveria, oggi frutto di tante paure che fanno chiudere il cuore! Misurate infine come le cose cambiano, se e quando facciamo del nostro tempo un’occasione di servizio; se e quando le nostre teste si aprono al mondo; se e quando usciamo dal nostro comodo e ci liberiamo da tanti blocchi”.

In questa prospettiva di uno sguardo nuovo e pieno di fiducia sul futuro degli oratori  si colloca il percorso di quest’anno: “Sono passati decenni dal primo sogno di don Bosco. Secoli dalle idee santamente bizzarre di Filippo Neri” continua don Paolo. “Un intero mondo è tramontato e nuove sfide vengono consegnate non a questo o a quell’educatore, ma alla chiesa stessa, al senso del suo esserci e alla sua profezia. Non esiste più il “mio solo oratorio”, onnipotente e monopolistico; abbiamo il compito di riscoprire le alleanze possibili e sostanziarle di respiri ecclesiali, per servire di più e meglio un mondo giovanile che nel frattempo qui ci sta sfuggendo, là diventa rarefatto, un poco ovunque è in bilico, tra fragilità, attese e indifferenze”.

Come ogni anno la Focr proporrà dei materiali per accompagnare la pastorale giovanile negli oratori. Nelle prossime settimane saranno disponibili tutti i materiali per la programmazione, in particolare il Mosaico estivo e il libretto di sintesi: strumenti molto utili per programmare l’anno. Saranno tre i sussidi preparate nello specifico per fasce d’età: APPerò sussidio dedicato alla programmazione della mistagogia che accompagna i ragazzi dell’iniziazione cristiana verso l’adolescenza; davvero fratelli sussidio adolescenti, che sostiene le scelte dei catechisti di un gruppo adolescenti, mentre programma il proprio percorso; voce del Verbo sussidio giovani, con cui si propone alcuni moduli formativi per i giovani 20-30enni.

IL MESSAGGIO INTEGRALE DEL VESCOVO

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Giamburrasca19

    Le vocazioni sono una rarità, i preti sempre piu’ anziani e oberati di compiti, le unioni pastorali sono la difesa disperata di una Chiesa che chiede rinnovamento ma che affonda sotto gli scandali .
    Le famiglie potrebbero tornare negli oratori ma questi devono essere luoghi controllati e sicuri non approdo di personaggi estranei al mondo cattolico del quale non vogliono fare parte e che ne fanno il proprio territorio contando sul buonismo e fregandosene di regole e richiami con il risultato allontanare i frequentatori.
    Giusto accogliere chi vuole essere veramente accolto.