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Prefetto, l'intervista. Chiusi 3
centri accoglienza, attenzione
su criminalità organizzata

Foto Sessa

Atenzione puntata sulle infiltrazioni della criminalità organizzata, ma anche sul tema dell’immigrazione e della presenza di stranieri sul territorio: a poco più di due mesi dal suo insediamento, il prefetto di Cremona Vito Gagliardi ha già delineato con chiarezza quali siano le emergenze e le esigenze del territorio cremonese, che ha già visitato in lungo e in largo in compagnia di sindaci e forze dell’ordine. “Nei miei viaggi per conoscere il territorio, ho incontrato una realtà estremamente serena, laboriosa e accogliente. Lo dico con cognizione di causa, perchè sono stato accolto in modo soddisfacente e ho percepito la condivisione del mio pensiero e delle iniziative che ho messo in campo. Credo che la cosa più importante sia capire quali siano le esigenze del territorio”.

E quali sono quelle del Cremonese?
“L’esigenza di una maggiore serenità, con un miglior funzionamento di tutti gli apparati: dalla scuola, alla sanità, alla sicurezza. In quest’ultimo campo, c’è una grande attenzione di istituzioni e delle famiglie”.

Quali sono i progetti in questo senso?
“Ho in programma di promuovere un incontro, a settembre, con tutti gli amministratori locali suddivisi per area (Cremonese, Cremasco e Casalasco), alla presenza di tutte le autorità di pubblica sicurezza, compresa la Dia. In questa sede vorrei capire come fronteggiare, a livello culturale, quello che è il mio più grande timore: le infiltrazioni delle organizzazioni criminali in territori che, sebbene finora non abbiano presentato particolari segnali di allarme, sono comunque a rischio. Come quello Cremonese, appunto. Per questo chiederemo ai sindaci di aguzzare la vista e le orecchie, di verificare se sui territori di competenza vi siano aziende che possono destare preoccupazione o sospetto. E, in caso affermativo, di informare le autorità affinché possano svolgere i debiti controlli”.

Il ministro dell’interno Salvini ha esortato i prefetti a censire i campi rom e sinti…
A Cremona in tema di immigrazione viviamo una situazione di calma. Abbiamo dato indicazione alle forze dell’ordine e ai sindaci dei Comuni di fare uno screening sulla presenza di comunità straniere, rom, sinti e via di seguito. Da tutti ho ricevuto un report positivo: i campi nomadi del territorio sono tutti regolari, ben attrezzati e soprattutto alla loro presenza non corrisponde un incremento dei furti, il che significa che vivono di lavoro e non di sotterfugi. Sempre in tema di immigazione, stiamo attuando una razionalizzazione dei centri di accoglienza: nell’ultima settimana ne abbiamo chiusi tre, in quanto avevano numeri esigui che non ne giustificavano l’apertura, spostando gli ospiti presso altre strutture che avevano posti liberi”.

Spesso i cremonesi si dicono preoccupati da episodi di microcriminalità: qual è la situazione?
Credo che Cremona sia un’isola felice in questo senso. C’è stato un momento di preoccupazione per il fenomeno di Cremona Dissing, debellato completamente grazie all’ottimo lavoro dell’Arma. Il messaggio in questo senso è stato chiaro: gli atti criminosi si pagano. Per il resto, in provincia di Cremona c’è una media di due furti al giorno, che su un territorio di 300mila abitanti sono relativamente pochi”.

Tra i compiti della Prefettura, c’è anche quello di mediazione nell’ambito delle vertenze che riguardano il mondo del lavoro. Come si sta muovendo su questo fronte?
A questo proposito abbiamo recentemente risolto la questione dell’Iper, che è stata impegnativa, ma che è finita al meglio. La società si è detta da subito disponibile a risolvere le cose in modo sereno. Ora abbiamo altre due vertenze da gestire, che riguardano in tutto una ventina di posti di lvoro. Ma anche in questo caso, c’è la volontà di risolvere”.

Un importante lavoro che è stato fatto in questi anni riguarda lo stadio e i rapporti con la tifoseria: continuerete a lavorare in questa direzione?
“Il nostro obiettivo è riuscire a rendere lo stadio aperto e sempre fruibile a tutti, ma soprattutto alle famiglie. Tuttavia dobbiamo sempre mantenere i canoni di sicurezza che una serie come la B richiede. Mi è stato detto che la tifoseria grigiorossa non è esasperata né violenta, ma solo calorosa e pittoresca. Tuttavia molto dipende dagli ospiti che arrivano in città di volta in volta. Per questo è necessario restare sempre in allerta. Ora vedremo come va la stagione, ormai imminente”.

Un altro tema caro ai cremonesi ma che soprattutto ha spesso acceso il dibattito politico è quello dei centri sociali.
“I disordini provocati risalgono a diversi anni fa. So che a Cremona ce ne sono due e che in questi ultimi anni hanno manifestato in modo civile. La situazione è sotto controllo e credo che quanto accaduto in passato, con le condanne che ne sono seguite, abbia contribuito a calmare gli animi”.

Laura Bosio

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