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Tromba d'aria, sindaci
del territorio e Regione
chiedono stato di emergenza

La richiesta arriva dall’Area omogenea Cremasca, ma anche dalla Regione Lombardia: vengano dichiarati lo ‘stato di emergenza’ e lo ‘stato di calamità naturale’ per la tromba d’aria che ieri, lunedì 12 agosto, ha flagellato le il territorio cremonese, oltre a quelli di Lodi, Pavia, Brescia e Varese.

Sono 28 i comuni del territorio che nel pomeriggio di martedì hanno preso parte alla riunione organizzata tempestivamente da Aldo Casorati, presidente dell’Area Omogenea e sindaco di Casaletto Ceredano, presso il Comune di Crema. “I danni sono stati ingentissimi, per una prima stima di diversi milioni di euro” commenta Casorati. “Come previsto, entro il 19 agosto presenteremo la richiesta all’assessorato regionale alla Protezione Civile, con una prima stima dei danni. Ci sarà poi un secondo step, in cui avremo il tempo di fare un conteggio più preciso”.

L’assessore regionale al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni, dal canto suo, si è portato avanti, comunicando già nella serata di lunedì la situazione calamitosa “al Dipartimento nazionale della Protezione civile in vista della richiesta di un nuovo stato d’emergenza per la Lombardia” evidenzia. “La lettera con la richiesta ufficiale, presupposto per accedere ai fondi statali per il rimborso delle spese effettuate, potrà essere firmata solo al termine previsto di sette giorni per la segnalazione dei danni da parte dei Comuni”.

A questo proposito lancia un appello alle Amministrazioni comunali, affinché “divulghino alla cittadinanza la procedura per accedere alla conta dei danni, e ai sindaci stessi perché rispettino il termine del 19 agosto per segnalare i danni al patrimonio pubblico e privato, effettuando tale comunicazione esclusivamente attraverso le apposite schede nella cosiddetta ‘piattaforma Rasda’ al sito: www.rasda.regione.lombardia.it/rasda/”.

Dal canto suo la Regione Lombardia, spiega Foroni, “offre la propria disponibilità a sostenere economicamente tutte le opere di pronto intervento che i Comuni dovranno effettuare per garantire la pubblica incolumità”.

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