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Elezione presidente Provincia,
il candidato del centrosinistra
nel mirino di destra e ambientalisti

L’esclusione di alcuni comuni dell’area omogenea cremasca dalla richiesta di stato di calamità naturale per le trombe d’aria di inizio agosto crea un nuovo casus belli in vista dell’elezione del presidente della Provincia, che si terrà domenica prossima. Affila le armi il consigliere provinciale Alberto Sisti, di Forza Italia:  “L’iniziativa di escludere dalla richiesta inviata alla Regione Lombardia per lo stato di calamità naturale, i territori di alcuni comuni cremaschi colpiti anch’essi dalle trombe d’aria e non considerare i primi due eventi meteorici eccezionali del 2/8 e del 7/8, ci lascia molto perplessi.

Non si capisce quale sia la logica secondo cui si muove questo organismo pseudo-istituzionale. Di sicuro è una logica non unitaria ma divisiva.”
“Ma la cosa che mi lascia più allibito -continua Sisti- è che anche un membro del coordinamento dell’Area Omogenea Cremasca, Mirko Signoroni, candidato del centro-sinistra alla presidenza della Provincia, invece di unire il territorio sia anch’egli attore decisivo nella sua divisione. E non mi riferisco solo al territorio cremasco che ha già diviso con questa maldestra iniziativa di parte, ma anche ai territori del resto della provincia.”
“I comuni che hanno subito danni dalle trombe d’aria -specifica il consigliere provinciale di Forza Italia- sono anche quelli del soresinese, del cremonese e del casalasco, anche se con danni di entità diverse.
Ci saremmo aspettati che Signoroni invece di interessarsi solo di alcuni e non tutti i comuni cremaschi, visto il ruolo che vuole ricoprire, si fosse fatto promotore del coinvolgimento di tutto il territorio provinciale, al fine di far pervenire alla Regione Lombardia una richiesta unitaria di stato di calamità naturale da parte di tutti i comuni della provincia di Cremona colpiti dalle trombe d’aria.
L’ente provincia, per cui è candidato presidente, dovrebbe avere anche questo ruolo di coordinamento e la richiesta per tutto il territorio provinciale forse doveva essere promossa proprio dalla provincia, oggi a guida PD; invece sotto questo punto di vista, nulla se mosso.
Ma l’impostazione logica di come si muove il PD a livello provinciale è la stessa di come si è mosso il PD a livello di area omogenea cremasca.
Non mi sorprende quindi che il PD cremasco abbia candidato, Signoroni alla presidente della provincia, in questo modo continuerà ad utilizzare le istituzioni ad uso e consumo dei grandi centri, a discapito di tutti gli altri comuni del territorio.
“L’unica mia preoccupazione ora -conclude Sisti con una battuta- è che Signoroni dopo essersi dimenticato della gran parte dei comuni della Provincia di Cremona, non si faccia promotore presso l’Area Omogenea Cremasca di richiedere lo stato di calamità per i comuni del Lodigiano che a detta sua gli sono più cari, rispetto a quelli dell’intera provincia di Cremona”.
ATTACCHI ANCHE DA SINISTRA – Signoroni, sindaco di Dovera e candidato del centrosinistra è sotto attacco anche dalla parte politica opposta. In una lettera inviata ai sindaci dal consigliere di minoranza di Vescovato Maria Grazia Bonfante, fino a maggio sindaco del paese sulla via Mantova, Signoroni viene additato come  “lo stesso Signoroni, al tempo vice sindaco, che ha lasciato proseguire l’iter biogas nonostante i dinieghi dei tecnici comunali per gravi mancanze documentali e abuso edilizio, impianto poi sequestrato”. Bonfante elenca poi una ampia casistica di temi ambientali su cui la Provincia dovrebbe intervenire come non ha fatto in passato: dagli impianti di biogas appunto, con autorizzazioni rilasciate nonostante la moratoria approvata dallo stesso Consiglio provinciale; alla centrale di stoccaggio gas di Bordolano; dai mancati interventi sulla viabilità per ridurre velocità e impatto ambientale, allo scarso coinvolgimento dei piccoli comuni e delle associazioni ambientalisti nel Tavolo per la Competitività.
L’argomento emergenza ambientale era stato sollevato per primo dai Verdi Europei di Crema, attraverso il consigliere comunale Gianemilio Ardigò: “A fronte degli eventi climatici, ormai non piu’ isolati, avvenuti su territorio cremasco – aveva affermato – i Verdi chiedono al coordinatore dell’Area Omogenea il Presidente Aldo Casorati di inserire tutti i comuni cremaschi colpiti inoltrando a Regione Lombardia la richiesta di calamita’ naturale. Tale richiesta nella sua formulazione piu’ semplice chiede: Lo stato di emergenza per la calamità naturale a seguito dei danni abbattutosi nelle date del 7 – 9 e 12 agosto 2019 sui territori dei comuni dell’Area Omogenea Cremasca, una richiesta che da un lato dovrebbe sopperire al danno materiale ma dall’altro scrivere la parola fine sulla gestione del territorio e sull’approccio contro i cambiamenti climatici.. Sergnano, Pianengo, Casale Cremasco Vidolasco, Ricengo, Capralba, Camisano, Vailate. Crema e molti altri sono stati pesantemente colpiti…”

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