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L'anniversario dimenticato: 40
anni fa moriva mons. Boccazzi,
per ½ sec. parroco in Duomo

Nell'immagine d'epoca, mons. Boccazzi mentre fa l'elemosina

E’ passato sotto silenzio un anniversario importante per Cremona. Il 26 agosto 1979, quarant’anni fa, moriva, dopo aver retto per 47 anni la parrocchia della Cattedrale, monsignor Carlo Boccazzi, una delle più note e popolari figure di prete che la città abbia mai avuto. Lo conoscevano tutti, lo amavano e lo rispettavano, ma anche lo temevano. Venne nominato parroco della Cattedrale da Pio XI l’8 agosto 1932. Al di là della nomina, monsignor Boccazzi era noto per le lezioni di catechesi che, instancabilmente, per decine di anni ha tenuto nel pomeriggio in Duomo. La sua figura divenne familiare a diverse generazioni di cremonesi mentre parlava dal pulpito. Una vasta cultura teologica e la lunga esperienza come docente di filosofia, teologia dogmatica ed esegesi biblica, un eloquio brillante e una dialettica non comune avevano reso la sua parola appassionata, sostanziosa, robusta, fustigatrice all’occorrenza ma anche profondamente umana. Alla domenica, dopo la catechesi, in piazza si formavano capannelli per commentare la sua catechesi. Don Boccazzi è stato soprattutto un prete solerte. Quello era il Boccazzi pubblico, polemista e battagliero, autoritario, amico di Farinacci e poco amante della democrazia – come scrisse l’onorevole Vincenzo Vernaschi su Vita Cattolica in occasione della sua morte. Ma esisteva anche un Boccazzi segreto che scherzava con i suoi preti, che riceveva i poveri in casa due volte la settimana, che lasciò tutti i suoi beni e il suo archivio al Seminario.

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Commenti
  • antonio1956

    E’ memorabile, per chi ha la mia età o qualche anno in più, il ricchissimo rinfresco che fece nella casa prepositurale di via Ceresole in occasione dell’ordinazione di don Antonio Trabucchi negli anni sessanta.

  • Pierluigi Pinotti

    Sì è vero oggi sono 40 anni dalla sua dipartita posso dire che per me , suo chirichetto, o come lui diceva essendo molto formale piccoli ministranti è stato un grande uomo. In cattedrale molto severo e formale ma chi ha potuto conoscerlo al di fuori del suo ruolo di preposto parroco della cattedrale era un uomo molto affabile ed era una gioia a sentirlo parlare di qualsiasi argomento e per me era e sarà sempre il mio monsignore