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Omicidio della piccola Gloria:
in via Massarotti sopralluogo
degli uomini del Ris di Parma

Foto Sessa

A distanza di poco più di due mesi dall’omicidio della piccola Gloria, la bimba ivoriana di due anni, uccisa, per l’accusa, dal padre 37enne Jacob Kouao Danho, questa mattina sul luogo del delitto, l’abitazione al civico 4 di via Massarotti, si sono presentati gli uomini del Ris di Parma per effettuare un sopralluogo e per cercare ulteriori tracce biologiche, a conclusione dell’attività investigativa. I carabinieri del Ris, insieme ai militari del nucleo investigativo dei carabinieri di Cremona al comando del capitano Piermario Borretaz, sono arrivati poco prima delle 10 e saranno impegnati per tutta la giornata. Al sopralluogo ha preso parte anche il luogotenente carica speciale Nicola Caroppi e l’avvocato Elena Pisati, che assiste la madre di Gloria.

Il delitto si è consumato il 22 giugno scorso, giorno in cui Danho, separato dalla moglie, avrebbe dovuto occuparsi della figlia fino alle 17 del pomeriggio. La piccola, infatti, viveva insieme alla madre in una comunità protetta in città. Invece, una volta arrivati nella casa in cui l’uomo si era trasferito dal primo giugno, lui avrebbe accoltellato Gloria due volte, una al fegato e una ai polmoni, lasciandola morire dissanguata. A sua volta si sarebbe conficcato il coltello nel ventre. Solo verso le 18, quindi diverse ore dopo, aveva chiamato i soccorsi, escludendo ogni possibilità, per la bambina, di essere salvata. Nei due interrogatori davanti al pm e al gip, l’ivoriano aveva scaricato le responsabilità su un rapinatore armato, ma il giudice non gli ha creduto, considerando la sua versione “inverosimile” e del tutto priva di riscontri. Secondo il gip, Jacob, difeso dagli avvocati Alessia Vismarra e Santo Maugeri, avrebbe ucciso la figlia per vendetta nei confronti della moglie, che, dopo l’ultimo, violento litigio, aveva sempre rifiutato le sue ripetute richieste di tornare insieme. Lo scorso luglio il gip aveva respinto la richiesta di perizia psichiatrica per Danho, trasferito dal carcere di San Vittore in quello di Pavia, accusato di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione e di aver ucciso la propria figlia.

Sara Pizzorni

Fotoservizio Francesco Sessa

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