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Morti sul lavoro, sindacati e
Anmil attaccano: 'Inaccettabili
tre morti in un mese'

Durissime le reazioni dopo l’ennesimo incidente sul lavoro, il secondo in pochi giorni e già il terzo nel solo mese d’agosto. Una situazione che assume contorni sempre più preoccupanti e che impone una riflessione sulla sicurezza. “Esprimiamo cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima nell’attesa che gli istituti preposti, a partire dall’Ats Valpadana e dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, facciano le opportune verifiche per capire la dinamica dell’incidente” evidenziano in una nota le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil Cremona. “Manifestiamo forte preoccupazione per questi luttuosi accadimenti, che in Regione Lombardia da gennaio scorso hanno superato le 80 unità, con un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ricordiamo che il 17 aprile scorso abbiamo organizzato un presidio con i nostri rappresentanti alla salute ed alla sicurezza di varie aziende lombarde presso la sede della Regione Lombardia, per evidenziare la drammaticità della situazione e per chiedere all’assessore Gallera di destinare maggiori risorse alla tutela della sicurezza sul lavoro”.

Quello della sicurezza sul lavoro è “un tema delicato, che troppo spesso viene sottovalutato, ascrivibile alla fatalità” sottolinea ancora la nota. “Cgil Cisl Uil non accettano tale lettura e chiedono con forza maggiore impegno e attenzione, non solo a chi è predisposto a vigilare sulla prevenzione ma soprattutto alle Associazioni dei Datori di Lavoro, perché si consideri la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro come un necessario e ineludibile investimento.

Il nostro obiettivo resta la tutela dei lavoratori e del loro diritto a un lavoro sicuro, nella consapevolezza che non si possa continuare a morire di lavoro e che anche solo un incidente debba considerarsi come una sconfitta per tutta la società”.

Grande preoccupazione anche da parte dell’Anmil, che in una nota sottolinea come sia “ancora una volta la provincia di Cremona a piangere per l’ennesima tragedia sul lavoro: dopo la morte del 45enne Alessandro Rosi, lo scorso 9 agosto, altre due vittime in soli tre giorni” sottolinea il presidente territoriale dell’Anmil di Cremona, Mario Andrini. “Ogni morte sul lavoro è inaccettabile quanto assurda ma piangerne addirittura due in meno di una settimana diventa, per noi vittime del lavoro, un’intollerabile offesa alla dignità umana. Nella nostra regione, secondo gli ultimi dati Inail, nei primi sei mesi del 2019, sebbene si sia verificata rispetto allo stesso periodo del 2018 una lieve diminuzione degli infortuni totali denunciati,  passando da 62.166 a 61.780, quelli mortali sono aumentati da 69 a 72 casi, in linea con l’incremento registrato a livello nazionale del 2,8%”.

“È del tutto evidente – ha proseguito Andrini – che ci troviamo di fronte ad una situazione che è divenuta ormai intollerabile e indegna di un Paese civile. Per questo chiediamo con forza alle istituzioni che si provveda, con la massima urgenza, all’investimento di adeguate risorse per la diffusione della cultura della sicurezza attraverso un percorso organico ed efficace di informazione e di formazione, a cominciare già dai banchi di scuola, rivolgendosi cioè a quegli studenti che saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani. Nel Rapporto presentato recentemente dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro relativo al primo semestre 2019, risulta purtroppo che il numero delle ispezioni effettuate in azienda è diminuito del 9% rispetto allo stesso periodo del 2018. Oggi per noi continua ad essere un momento di lutto e siamo vicini ai familiari delle vittime di cui comprendiamo pienamente il dolore per averlo vissuto sulla nostra pelle, ed è per questo che offriamo il nostro pieno sostegno affinché nessuna delle famiglie si senta lasciata sola”.

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