2 Commenti

La proposta dei detenuti di
Cà del Ferro: attivare servizio
di posta veloce 'Zeromail'

I detenuti del carcere di Cremona chiedono che sia attivato il servizio di posta veloce “Zeromail”. Nella lettera ricevuta da Sergio Ravelli, presidente dei Radicali di Cremona e membro del consiglio generale del partito radicale, si sottolinea che Zeromail è già attivo in Lombardia nelle carceri di San Vittore e di Bollate. “Un analogo servizio”, fa sapere Ravelli, “opera anche in altre regioni, per esempio a Torino, Frosinone e nel carcere romano di Rebibbia”. “Nel carcere di Cremona – fanno presente i detenuti – il 70% dei prigionieri è straniero che aspetta 3-4 settimane per le lettere dei propri parenti, a volte di più. Anche i cittadini italiani devono aspettare 1-2 settimane, a volte di più. Zeromail consente di ricevere lettere in 1-2 giorni”. Secondo i detenuti di Cremona, “l’installazione di Zeromail svolge una funzione di riabilitazione, aiuterà a evitare scioperi della fame e rivolte in prigione, poiché i prigionieri stabiliranno un contatto con la loro famiglia”.
Come noto, i detenuti italiani non hanno accesso alla Rete e quindi devono affidarsi ancora a carta e penna. Con un problema però: tra la trafila in carcere e le poste, la missiva arriva a destinazione dopo 10-15 giorni. E la risposta, di un parente, della moglie, dei figli o di un amico arriva almeno dopo altrettanti. E’ per questo che sta riscuotendo un grande successo “Zeromail”, il servizio di invio e ricezione delle mail per i detenuti. Per fare un esempio, nel carcere di Bollate, il servizio è gestito dalla cooperativa sociale Zerografica. Il meccanismo è semplice: il detenuto scrive il suo messaggio su un foglio, ogni giorno uno dei detenuti della cooperativa passa nelle celle a ritirare le lettere, che vengono scansionate e inviate entro il giorno dopo. La risposta del destinatario segue il processo inverso: viene stampata, chiusa in busta e consegnata al detenuto. Per gli stranieri è veramente la soluzione di un problema che sembrava insormontabile: se per un italiano i tempi per far arrivare una lettera è in media di dieci giorni, per loro potevano passare anche mesi. Il servizio è in abbonamento: quello base costa 12 euro per 30 mail. Il risparmio è notevole per il detenuto, visto che la lettera classica costa da 1,10 a 2,60 euro.
L’attivazione del servizio di posta veloce nel carcere di Cremona sarebbe oltremodo importante considerato il numero considerevole di detenuti stranieri. Nel corso della recente visita alla struttura carceraria di via Cà del Ferro, effettuata dal segretario di Radicali Cremona Gino Ruggeri e dall’avvocato della locale Camera Penale Laura Negri, è stata infatti riscontrata la presenza di ben 307 non italiani su un totale di 463 detenuti.

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Simone

    Chi commette un reato e si trova in carcere non credo abbia diritto a tante agevolazioni. Cominciamo a trattarli da detenuti (togliendo magari anche la tv) e vedrete che ci penseranno 2 volte prima di rifarlo. Altrimenti mi faccio ingabbiare pure io: vitto, alloggio e tutto esentasse! 3 pasti al giorno, TV e quant’altro… Bella vita!

    • Mirko

      Confermo e concordo