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Quando Jackie acquistò
un violino Stradivari
per il Kennedy Center

di Marco Bragazzi

Il 22 novembre 1963, a Dallas, una parte del mondo allora conosciuto cambiò radicalmente. Una serie di proiettili colpirono mortalmente l’allora presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, lasciando gli equilibri mondiali senza uno dei pilastri che aveva contribuito a stabilizzare e ridurre il pericolo di un olocausto nucleare il quale, con la crisi dei missili di Cuba, sembra ormai certo. Mentre John Fitzgerald Kennedy cadeva dal sedile colpito a morte sulla stessa macchina la moglie del presidente, Jacqueline Lee Bouvier Kennedy, tentava di mettersi in salvo spostandosi verso la parte posteriore della limousine presidenziale con l’abito macchiato di sangue e gli agenti della scorta che intervenivano per proteggerla.

Jacqueline Kennedy, spesso conosciuta come Jackie, rappresentava una sorta di icona nel mondo femminile, dotata carisma, di un enorme fascino e di un sorriso magnetico era la “metà ideale” di un presidente che aveva catalizzato l’attenzione su come gestire gli anni più bui della “guerra fredda”. Jackie aveva sempre avuto una passione enorme per le arti come forma di espressione e di linguaggio internazionale, con la morte del presidente il suo lavoro, anche dopo il matrimonio con l’armatore greco Onassis, si era sempre focalizzato sulla espressività e sulla formazione di artisti nelle più svariate discipline. Per fare questo Jackie decise di fondare, nel 1964, il John F. Kennedy Center for the Performing Arts, un memoriale che doveva mantenere vivo il sentimento e il ricordo verso un presidente tra i più amati del suo popolo.

Nel 1971 il memoriale viene inaugurato con mostre, collezioni e sale da concerto ma per Jackie l’opera non era completa se non con la presenza di un violino “made in Cremona”. Amante della musica fin da bambina Jackie letteralmente “aprì” la Casa Bianca a concerti e alla musica nel senso più ampio del termine, restando sempre legata al concetto che i violini migliori al mondo fossero quelli prodotti all’ombra del Torrazzo. Nella sua corrispondenza personale compare la necessità di arricchire il Kennedy Center con uno strumento cremonese e, per ovviare alla ferma necessità della ex ma ancora amatissima first lady, arriverà la risposta di Louis Krasner, violinista statunitense di origine ucraina e docente di violino presso la scuola di musica della prestigiosa Syracuse University. Krasner ai tempi risultava come l’unico proprietario di una chitarra Stradivari, per cui propone a Nancy Tuckerman, la fidatissima segretaria personale di Jackie, di trovare un violino Stradivari per completare il percorso artistico del Kennedy Center voluto dalla first lady.

Krasner si mette alla ricerca grazie alla ampia documentazione presente già allora sugli strumenti creati dal maestro cremonese e, una volta trovato e donato lo strumento “made in Cremona”, Krasner riceverà l’elogio da parte di Jackie, elogio che chiudeva la sua precisa volontà di rendere completo il tributo musicale a John Fitzgerald Kennedy. Dopo l’omaggio artistico del cremonese Giuseppe Marelli, un ritratto fatto con macchina da scrivere gelosamente custodito alla Casa Bianca durante la presenza della famiglia Kennedy, un altro pezzo di Cremona era andato ad arricchire la memoria di un presidente che aveva saputo dare una speranza al mondo.

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