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Fisarmonica, una tradizione anche cremonese: convegno a San Giovanni in Croce

Si terrà mercoledì 25 settembre con inizio alle ore 14,30 l’incontro di studio “La Fisarmonica: dalle imprese familiari ai distretti produttivi”, a san Giovanni in Croce presso villa Medici del Vascello. Ad aprire i lavori saranno i sindaci di San Giovanni in Croce Pierguido Asinari, di Castelvetro Piacentino Luca Quintavalla e di Roberto Ascani, tre località legate in vario modo alla fisarmonica, oltre al consigliere regionale Matteo Piloni.

Seguiranno gli interventi di esperti in materia: Carlo Aguzzi, direttore museo della fisarmonica di Stradella, Christian Riganelli, omologo a Castelfidardo, Fabio Perrone, cultore di strumenti musicali del dipartimento di Musicologia dell’Università di Pavia, Carlo Balestreri, fotografo e documentarista, Pier Luigi Fontana, storico, Giorgio Dellarole, docente di fisarmonica al conservatorio Arrigo Boito di Parma; Massimiliano Guido, conservatore strumenti musicali del dipartimento di Muicologia università di Pavia.
Dal primo brevetto di un “accordion” depositato il 6 maggio del 1829 a Vienna dal costruttore di organi e pianoforti Cyrill Demian, la fisarmonica ha trovato anche in Italia estimatori e costruttori.
Due musei della fisarmonica, a Castelfidardo e a Stradella, e due iniziative imprenditoriali, a San Giovanni in Croce e Cremona, raccontano la storia di imprese familiari che hanno dato origine a distretti produttivi ancora attivi.
Il Museo di Stradella è stato inaugurato il 20 maggio 1999 con l’obiettivo di conservare la memoria di un segmento della storia locale dove, a partire dal 1876, sono state censite 44 fabbriche di fisarmoniche.
Una storia simile ha avuto anche il Museo di Castelfidardo, sorto nel 1981, che attualmente raccoglie numerosissimi esemplari di fisarmoniche costruite tra il 1840 e il 1968 a testimonianza di una lunga tradizione costruttiva ancora oggi presente sul territorio marchigiano.
Accanto ai due distretti di Stradella e Castelfidardo ci sono state, tra Ottocento e Novecento, iniziative imprenditoriali che hanno portato la costruzione della fisarmonica anche in altri luoghi: ne sono state un esempio la “Savoia” di San Giovanni in Croce (Cremona) e la “Anelli” di Cremona.
La “Savoia” fu creata da Giorgio Savoia nella seconda metà dell’Ottocento e i suoi discendenti (Luigi, Giovanni e Mario) diedero continuità all’azienda familiare che proseguì l’attività fino a metà del Novecento. Una fisarmonica “Luigi Savoia” fu acquistata nel 1902 dal musicista Giovanni Gagliardi di Castelvetro Piacentino, attivo nella Parigi di inizio secolo. Risulta depositato da Giovanni (Jean) Gagliardi all’ufficio brevetti di Parigi col n. 423798 un modello di fisarmonica cromatica in data 17 dicembre 1910, a testimonianza di quanto fosse vivo il settore e fossero incoraggiate le innovazioni.
Negli anni Trenta del Novecento, a Cremona, fu aperta una sezione produttiva di fisarmoniche all’interno del grande stabilimento “Anelli”, specializzato nella costruzione di pianoforti e autopiano. Da Stradella giunsero all’Anelli le maestranze che furono chiamate per avviare la produzione ed istruire gli artigiani locali.
Dopo la chiusura dell’Anelli il marchio fu rilevato dalla marchigiana Farfisa (FAbbriche Riunite di FISArmoniche).

 

 

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