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Successo per il barocco di
Carmignola e Concerto Koln
per la prima Stradivari Festival

foto Sessa

Fino a qualche decina d’anni fa sarebbe stata una operazione impossibile. Oggi invece se c’è un repertorio che ormai si è guadagnato a pieno titolo la contemporaneità, questo è proprio il repertorio barocco. Non più musica di nicchia ma popolarità, successo ed entusiasmo. Così è successo per la prima serata della settima edizione dello Stradivari Festival dove all’auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino si sono esibiti il violinista Giuliano Carmignola, considerato oggi il più grande interprete di Vivaldi al debutto nel Festival, e il Concerto Koln da trent’anni uno dei gruppi leader nella esecuzione della musica barocca. Concerto Koln è un’orchestra autogovernata, cioè senza direttore d’orchestra ed ha la caratteristica che ogni musicista è corresponsabile allo stesso livello del risultato d’insieme. Insomma esecutori difficilmente superabili in questo momento.
Felicissimo il repertorio con Evaristo Felice Dall’Abaco, forse l’unico a poter rivaleggiare all’epoca con Vivaldi ma oscurato dal prete rosso, poi Antonio Vivaldi, Charles Avison,  inglese innamorato della musica barocca italiana e celebre per l’adattamento di concerti grossi di Domenico Scarlatti e poi tanto Johann Sebastian Bach tra cui il magnifico Concerto in re minore per due violini e archi, in cui il genio del compositore tedesco riprende tutta l’arte e la sonorità di Vivaldi. Dunque tre scuole barocche a confronto (quella italiana, inglese e tedesca) ma tutte segnate dalla forza di Vivaldi. Ne è nata così una serata straordinaria in un auditorium pieno in ogni ordine di posti. Questa sera secondo appuntamento con il grande pianista Uri Caine, il fisarmonicista Ted Reichman e il quartetto d’archi Indaco per una serata dedicata a Wagner.

foto Sessa

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