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Nuoto sincro, Ceraso:
'Purtroppo il Comune non
ha alcun potere sul gestore'

Lettera scritta da Maria Vittoria Ceraso

Egregio direttore,

a seguito della lettera che i genitori delle ragazze della squadra del nuoto sincronizzato hanno inviato a tutti i consiglieri comunali volevo esprimere la mia solidarietà e il mio sostegno ad ogni iniziativa vorranno porre in essere per salvare una realtà sportiva del nostro territorio che non merita di essere esclusa dalla possibilita’ di allenarsi nella piscina comunale.
Trovo davvero imbarazzanti e quanto mai inopportune le dichiarazioni dell’Assessore Zanacchi che durante l’incontro con i genitori ha affermato che Sport Management si starebbe muovendo in modo ‘millimetrico’ all’interno degli spazi che la convenzione gli consente.
In primis se davvero cosi’ fosse vuol dire che la Convenzione e’ scritta male, cosa sempre sottolineata dalle societa’ canottieri che in tutte le sedi avevano ribadito la contrarieta’ alla stessa nella forma e nei contenuti temendo il pericolo di una penalizzazione delle societa’ sportive locali che di fatto si sta realizzando.
In secondo luogo con che coraggio l’Assessore difende S.M. appellandosi al rispetto di una Convenzione violata fin dall’esordio dal gestore stesso, come scritto nell’atto di revoca dal Comune, in tema di opere accessorio mai realizzate, tariffe, problemi igienico sanitari, ecc.?
Proprio alla vigilia dell’udienza davanti al Tar del 9 ottobre, nella quale il Comune dovrebbe dimostrare tutte le malefatte del gestore, un autorevole rappresentante del Comune dichiara invece pubblicamente che S.M. rispetta la Convenzione, che le cose vanno meglio in quanto sono migliorati i rapporti con le societa’ canottiere le condizioni di pulizia della piscina. Una strategia processuale vincente non c’e’ che dire. Ma per una volta non si poteva dire ai genitori la verita’ e cioe’ che il Comune, da quando ha concesso la gestione a S.M, non ha piu’ alcun potere di imporre nulla al gestore che come ha dimostrato in questi 3 anni puo’ fare cio’ che vuole come se fosse il padrone della piscina? A riprova di cio’ sbaglio o lo stesso Assessore aveva intimato a S.M. di sostenere i costi per l’apertura della piscina convertibile e di aprirla dando due date a luglio e il risultato e’ stato che le spese le ha sostenute il Comune e la piscina non e’ stata aperta per tutta l’estate? La verita’ e’ che il Comune, grazie ad una Convenzione scritta male e ad un gestore la cui storia di inaffidabilita’ era nota a tutti, non puo’ far niente per le ragazze del sincro che possono solo sperare in un esito positivo del procedimento davanti al Tar salvo pero’ mettere in conto i tempi lunghi di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato.
Forse l’unica possibilita’ per salvare la squadra del sincro potrebbe essere trovare uno sponsor che possa aiutare le famiglie a sostenere i costi elevati richiesti da S.M. per avere lo spazio acqua.
Ecco quindi il mio appello affinche’ qualche imprenditore locale si prenda a cuore la causa per garantire la sopravvivenza di una realta’ sportiva che coinvolge ragazze cremonesi con tanta voglia di continuare uno sport che praticano da anni con entusiasmo e dedizione. Non lasciamo che l’inadeguatezza dell’Amministrazione e la prepotenza del gestore l’abbiano vinta sulla passione delle nostre ragazze.

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