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StradivariFestival,
standing ovation per
Bahrami, Mercelli e Rimonda

Fotoservizio Francesco Sessa

“Come bis rifaremo l’Affettuoso, perché noi siamo affettuosi” ha chiosato con la brillante ironia che lo contraddistingue Ramin Bahrami, pianista di fama internazionale che ieri sera si è esibito al Museo del Violino insieme a Massimo Mercelli al flauto e Guido Rimonda nel duplice ruolo di violinista e direttore dell’Orchestra Camerata Ducale. L’evento, inserito nel cartellone di STRADIVARIfestival, ha proposto pregevoli pagine di Bach alternando brani che raramente vengono eseguiti a pezzi rinomati del compositore tedesco, come il ‘Concerto brandeburghese n. 5’ forse il più complesso dell’intera raccolta dei concerti dedicati al margravio Christian Ludwig von Brandenburg.

Il maestro Rimonda, che già in passato si era esibito con buon esito nella città patria della liuteria, ha fatto ascoltare ancora una volta il suadente violino Stradivari ‘ex Leclair’ 1721 detto “le violon noir” per la sua storia intessuta di mistero. Massimo Mercelli, in scena con spontanea eleganza al flauto, ha suonato uno strumento ligneo dunque in sintonia con l’Auditorium cremonese. Non è mancato un momento in cui Bahrami, considerato fra i più interessanti interpreti contemporanei di Bach, si è esibito da solo con l’Orchestra Camerata Ducale tornando in scena poi per un altro bis.

Federica Priori

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