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Maltratta la convivente e tenta
di strangolarla davanti alla
figlia. Divieto di avvicinamento

Il dirigente della squadra mobile della questura di Cremona, Mattia Falso

Viene alla luce un altro caso di violenze in famiglia, con maltrattamenti ripetuti e continui, anche di fronte alla figlia piccolissima: la Squadra Mobile di Cremona ha notificato a un 22enne comasco domiciliato a Cremona il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex convivente. L’uomo è indagato per maltrattamenti e lesioni.

L’attività d’indagine, condotta dai poliziotti della Sezione Reati contro la persona e coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona, ha consentito di ricostruire la lunga serie di episodi di violenza fisica e psicologica ai quali la donna era sottoposta dagli inizi del 2018.

Numerosi, infatti, sono stati i violenti litigi che hanno caratterizzato la vita coniugale della coppia, con aggressioni fisiche (tentativi di strangolamento, strattoni e calci) e verbali (mediante termini particolarmente mortificanti ed anche con minacce di morte) e litigi originati da una gelosia ossessiva dell’uomo ed aggravatisi nei primi mesi di quest’anno, quando la donna, esasperata e preoccupata per l’incolumità della figlia appena nata, ha deciso di interrompere la relazione. Le numerose violenze fisiche e psicologiche – spiega Mattia Falso, dirigente della Squadra Mobile di Cremona –  hanno rappresentato una costante del rapporto, anche nel corso della gravidanza. In un caso, ad esempio, la donna è stata spinta con forza nella doccia ed afferrata con violenza al collo.

L’ultimo episodio che ha determinato un’accelerazione delle attività investigative, è avvenuto il 4 ottobre scorso. In quell’occasione la donna, dopo aver subito l’ennesima aggressione con un tentativo di strangolamento, si è finalmente decisa a recarsi in ospedale ed a sporgere denuncia, anche in considerazione del fatto che all’aggressione aveva assistito la figlia, disperata ed in lacrime. Il complesso delle attività investigative svolte dai poliziotti della Squadra Mobile, quindi, ha così consentito alla Procura della Repubblica di Cremona di chiedere ed ottenere il divieto di avvicinamento, eseguito nella giornata di ieri.

 

 

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