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Truffa dei diamanti, udienza
a Mi. Tra gli investitori, anche
un'imprenditrice cremonese

L’avvocato Azzali

Ha preso il via ieri a Milano l’affollatissima udienza che vede come parti offese anche numerosi cremonesi coinvolti nella cosiddetta ‘truffa dei diamanti’ acquistati da Intermaket Diamond Business, società fallita lo scorso 15 gennaio. Sono 19.000 i nomi di chi ha investito nei diamanti  della Idb e che chiedono la restituzione dei preziosi venduti agli sportelli bancari come investimento, ma a prezzi notevolmente superiori al loro valore. Tra le ‘vittime’ c’è una pensionata cremonese di 76 anni assistita dall’avvocato Marco Azzali. Il 16 giugno del 2015 la donna, imprenditrice in pensione, aveva acquistato le pietre per un valore di 32.500 euro all’agenzia 4 di via Giuseppina del Banco Popolare già Banca Popolare di Cremona. Ora pretende la restituzione dei suoi diamanti che si trovano ancora nel caveau della Idb. La curatrice del fallimento Intermarket Diamond Business Spa, avvocato Maria Grazia Giampieretti, ha inserito negli elenchi coloro che ancora mancavano. Gli altri clienti verranno inseriti successivamente per la restituzione dei diamanti. Ci sarà, poi, una perizia e si intenteranno cause di risarcimento danni nei confronti delle banche. Sul fronte penale, invece, sono 87 le persone fisiche indagate per truffa aggravata e autoriciclaggio, oltre a 5 banche: Banco Bpm, Unicredit, Mps, Intesa Sanpaolo e Banca Aletti, più due società di intermediazione che vendono diamanti. Per l’accusa, si sarebbe ottenuto un ingiusto profitto derivante dalla conclusione dei contratti di acquisto di diamanti per un prezzo notevolmente superiore, mediamente tra il 30% e 50% ma a volte anche l’80%, rispetto al loro valore reale. Complessivamente è emerso che le persone truffate sono state circa 300 e i profitti illeciti ammontano a quasi mezzo miliardo di euro.

Sara Pizzorni

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