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Storie di immigrazione:
da Egitto e Senegal al lavoro
nei campi di Persichello

Si chiama Tawfik ed è arrivato dall’Egitto, uno dei ragazzi che lavorano nei campi di Rigenera, l’impresa di agricoltura sociale di via Porcellasco, tra Maristella e Persichello, che don Pier Codazzi – da poco anche direttore della Casa dell’Accoglienza –  ha attivato attraverso la cooperativa Nazareth. Un’attività nata nel 2014 in cui si pratica l’agricoltura biologica e l’insegnamento di un mestiere a persone svantaggiate quali minori stranieri non accompagnati, ospiti di comunità e centri diurni di neuropsichiatria infantile.

Tawfik, da poco maggiorenne, è stato uno di quei minori stranieri non accompagnati. Conosceva Cremona dal racconto di alcuni amici che c’erano già stati. E’ partito da solo dalla sua terra dove, racconta “ci sono persone che fanno questo lavoro: ti mandano in Italia. Il mio viaggio è durato circa 10-12 giorni; i primi 4 giorni c’era tutto: da mangiare e bere, anche l’acqua! Gli ultimi giorni siamo stati senza mangiare e senza acqua, se eri fortunato riuscivi a bere un bicchiere d’acqua al giorno. Ma comunque in quei momenti non pensi proprio al cibo, pensi e preghi solo di arrivare e di vedere la terra. La barca era molto vecchia e quindi non ce la faceva ad arrivare fino a qua, c’era una nave grande, molto grande, americana, e ci è venuta in soccorso. Quando siamo sbarcati, ci hanno messo tutti a Lampedusa per 15-20 giorni; poi ci hanno mandato a Catania. Da lì sono scappato con altri ragazzi, per proseguire il mio viaggio verso il nord”.

Qui, ha ottenuto prima un tirocinio presso la coop. Il Cerchio (“mi alzavo alle 4”), poi è stato chiamato a Rigenera attraverso l’agenzia di ricerca lavoro Mestieri Lombardia. “Anche grazie ai ragazzi della comunità Giona sono riuscito ad ottenere la certificazione di italiano A2 e a superare l’esame di terza media, dove sono uscito con 8”, racconta con soddisfazione. “L’italiano l’ho voluto imparare in fretta perchè mi piace molto comunicare con la gente”.  Il futuro è tutto da inventare: ora è assunto con il contratto di avventizio agricolo, con l’incarico della raccolta delle verdure. Abita in una casa con alcuni ragazzi minorenni, come è stato lui fino a poco tempo fa e si prende cura dei più piccoli. Nel tempo libero dal lavoro, sta studiando per la patente.

Viene invece dal Senegal Saer, neomaggiorenne, arrivato a Rigenera il 2 maggio come tirocinante. Il suo italiano è più stentato: “sono arrivato in Italia da un anno circa e sono stato accolto a Giona come minore straniero non accompagnato; i miei genitori mi hanno aiutato a partire dandomi i soldi necessari per affrontare il lungo viaggio che dal mio Paese mi ha portato fino a qui, passando per la Libia. Un viaggio difficile, nel quale ho visto morire molte persone”. E aggiunge: “Ho conosciuto Rigenera grazie ai miei educatori che mi accompagnavano in azienda per svolgere qualche attività di servizio. Adesso sono cresciuto e mi è stata data l’opportunità di iniziare il mio percorso di inserimento lavorativo: spero che il mio futuro lavorativo sia qui!”. g.biagi

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Commenti
  • Mirko

    Mosche bianche

    • nessuno

      Persone !!! Non mosche. Sto pensando a quale insetto assimilarti.

      • Mirko

        È un modo di dire, prima di scrivere informati

    • Telafó Giovanni

      Belle parole…

  • Gemelli

    Mosche bianche è un modo di dire ,possibile che vedete solo il marcio? Se si dicesse uno su mille vi andrebbe bene? Certe persone le assimilerei a sanguisughe e non parlo dei ragazzi dell’articolo.

    • Telafó Giovanni

      Certo che è un modo di dire, ma a me sembra usato per ribadire il concetto migrante=delinquente fannullone. Però no, non c’è il razzismo in Italia…

      • Gemelli

        Perché ci vede il marcio.

  • Seba

    Siamo alle solite appena si parla di immigrazione i globalcattocomunistiradicalchic vanno in sollucchero e si agitano tutti … che pena mi fate !

  • Marco

    Analfabeti funzionali.

  • maria

    Mosche bianche o non c’è da dire che queste persone che si danno da fare per inserire con buoni risultati questi ragazzi sono da ammirare…..se questi ragazzi trovano chi li aiuta,….. cambiano a loro la vita ed a noi la convivenza (purtroppo è una minoranza)troppi problemi l’immigrazione clandestina senza controlli infatti ne paghiamo le conseguenze tutti i giorni