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La politica vuole uscire
da palazzo, Galimberti ha
lanciato Cremona si può lab

Gianluca Galimberti ha lanciato oggi il nuovo laboratorio politico Cremona si può, nato in continuità con lo slogan della campagna elettorale e che intende consolidare quell’esperienza di partecipazione attiva della cittadinanza ai processi decisionali. Il sindaco ha illustrato il programma e il metodo di lavoro  in mattinata nella taverna del ristorante Dordoni  davanti a tanti simpatizzanti, molti dei quali aderenti alle quattro liste civiche che lo hanno sostenuto, oltre ad alcuni esponenti di partito: gli assessori Pd Maura Ruggeri e Luca Burgazzi, l’assessore di Leu Rosita Viola e il consigliere Lapo Pasquetti; Claudio Rebessi, esponente di spicco del Pd cremonese. C’erano anche consiglieri di questa e della passata legislatura e gli assessori Maurizio Manzi e Luca Zanacchi.

“L’idea di laboratorio porta con sè l’idea di sperimentare, la partecipazione è aperta, non occorre iscriversi, mi auguro anzi che agli incontri venga anche chi non mi ha votato”, ha detto Galimberti, vestendo per un’ora circa i panni che aveva indossato in campagna elettorale. Il suo discorso è partito dai temi più generali legati ai rischi insiti nella perdita di coscienza civile e al menefreghismo dilagante: “Se una pista ciclabile corre davanti a casa mia è giusto che vada a chiedere al sindaco il perchè, ma poi devo chiedermi anche cosa succede a 200 metri di distanza. Il futuro di Cremona di Cremona dipende da tutti noi, è una questione di corresponsabilità”.

Senza negare il ruolo dei partiti, “‘nati però in un’epoca storica che veniva dopo 20 anni di devastazioni'”), ma andando oltre, Galimberti ha illustrato come si declinerà il lab: con momenti di confronto; di partecipazione; e con nuove forme di comunicazione. Su questo fronte, tanto per cominciare, il sito gianlucagalimberti.it resta solo come archivio, sostituito da www.cremonasipuo.it, e sarà arricchito dalle firme di Gilberto Bazoli e Giorgio Barbieri.

I confronti con la cittadinanza saranno di vario tipo: su fatti ‘contingenti ‘ e ‘impattanti’, a cominciare dal primo, già fissato per il 21 novembre con tema la pista ciclabile di via Bergamo; e poi su temi specifici, come la piscina, programmato per il 3 dicembre alle 21 in sala Zanoni (“l’augurio è di riuscire a ragionare, nella consapevolezza che questo è un tema caldo”). Ci sarà poi un appuntamento settimanale,  il ‘caffè col sindaco’, ogni settimana a cominciare da martedì 12 novembre dalle 8 alle 9, nei vari quartieri della città; e gli sportelli con gli assessori, nei quali, su appuntamento, si potrà interloquire direttamente. Il primo a cominciare sarà Luca Zanacchi, delegato allo Sport. Verranno poi fatti incontri periodici con i giovani, categoria a cui Galimberti ha sempre guardato con particolare attenzione e di cui si è avvalso per la comunicazione, con le conferme della giornalista Greta Filippini, già sua portavoce nello scorso mandato; e di Gilberto Girardi per la parte web. Primo incontro fissato per il 29 novembre, in luogo da definire avente per tema lo sviluppo della città universitaria.

Un progetto dal respiro ampio, “guardiamo ai prossimi 5 anni e anche oltre”, su cui c’è la condivisione – ha spiegato il sindaco – di tutta la coalizione di maggioranza. Gli argomenti di ogni incontro coi cittadini infatti saranno prima discussi e preparati tra le forze di maggioranza. Quanto al finanziamento del lab, intorno ai 10mila euro l’anno, si conta sul crowfunding e sulla vendita di gadget e libri, il primo dei quali, in preparazione adesso, sarà disponibile da gennaio e racconterà l’ultima campagna elettorale.

Una politica, quella proposta dal sindaco Galimberti, che nasce dalla necessità di uscire dai vecchi schemi e che da un certo punto di vista dichiara una volta per tutte il superamento delle tradizionali forme di partecipazione democratica, quali potevano essere i partiti e istituzioni come il consiglio comunale, sempre più luogo di ratifica di decisioni già prese o, peggio, vetrina personale. g.b.

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Commenti
  • Gianluca

    Sono il primo a chiedere: cosa succede a 200 metri di distanza dalla ciclabile? Forse nulla o forse qualcosa, ma non riesco a vedere bene perché sono al buio.

  • Gino Testi

    Una sorta di ‘excusatio non petita’, direi, dal momento che questo sindaco in realtà non ascolta i cittadini, non li ha mai ascoltati (benché cittadini siano anche quelli che aderiscono alla sua lista e ai partiti che lo sostengono), e oggi, al secondo mandato, viene a proporre confronti a 360° con la città… Mah, c’è di che rimanere allibiti: non è questa amministrazione ad aver ‘riformato’ l’esperienza dei comitati di quartiere e delle rappresentanze decentrate? A che sono servite dal momento che solo raramente le ha prese in considerazione?
    Prima che modificare le prassi del confronto democratico, bisognerebbe cambiare la cultura democratica dei politici e far funzionare le istituzioni e gli organismi che esistono già: questo sindaco è un narcisista che monologa, refrattario a critiche e punti di vista alternativi al suo. Come sentivo dire da piccolo delle persone piene di sé, presuntuose, insomma: “E’ intelligente solo lui”…
    Quindi, se tanto mi da tanto, anche questo tentativo di confrontarsi con la città finirà nel solito monologo spocchioso e presuntuoso, tipico di certa (solo presunta) ‘intellighenzia’ di (quel che resta della) sinistra. Un’iniziativa gattopardesca, da fumo negli occhi, per non cambiare niente nel concreto e continuare a parlare con quelli d’accordo con lui, a decisioni ormai prese (“tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri” ha scritto Orwell).