Crescono le aziende manifatturiere. Sul territorio sono 61 con 737 milioni di ricavi
Nomisma - Osservatorio Controvento: performance superiori alla media, maggiore resilienza, forte propensione al cambiamento e un orientamento competitivo più marcato
La settima edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, curato da Nomisma in collaborazione con CRIF e CRIBIS, evidenzia come il gruppo di aziende del settore manifatturiero capaci di ottenere risultati superiori alla media anche in contesti economici complessi si sia progressivamente rafforzato nel corso degli ultimi anni.
Nello specifico, i risultati dello studio evidenziano come non si tratti di un fenomeno congiunturale, ma dell’emergere di una divergenza strutturale tra modelli produttivi in grado di generare valore e modelli che faticano a trasformare la crescita in marginalità.
Dall’analisi aggregata degli ultimi bilanci disponibili emerge come il 7,4% delle aziende manifatturiere italiane presenti livelli di competitività tali da rientrare nel gruppo delle imprese Controvento. Si tratta di aziende con performance significativamente superiori alla media, che si distinguono per indicatori chiave come la crescita dei ricavi, la marginalità e la capacità di generare valore aggiunto. Nel complesso, queste imprese concentrano il 10% dei ricavi complessivi (102,6 miliardi di euro), il 24,9% dell’EBITDA e il 16% del valore aggiunto dell’intera manifattura italiana.
In un contesto regionale caratterizzato dalla presenza di quasi 23.000 imprese eleggibili, che occupano oltre 754.000 addetti e producono complessivamente 309 miliardi di euro di ricavi e 79 miliardi di valore aggiunto, l’approfondimento dell’Osservatorio Controvento dedicato alla Lombardia restituisce l’immagine di un sistema manifatturiero articolato e strutturalmente avanzato, in cui la capacità di emergere e mantenere elevate performance non rappresenta un’eccezione ma una componente fisiologica del modello regionale.
Da un lato si osserva un tessuto produttivo ad altissima densità e specializzazione, dall’altro emerge un nucleo ampio di imprese capaci di distinguersi anche all’interno di un contesto fortemente competitivo, mantenendo livelli di performance comparabili e, in diversi casi, superiori alla media nazionale.
Il primo elemento di rilievo riguarda la dimensione del fenomeno: le imprese “Controvento” in Lombardia sono 1.633, pari al 7,1% dell’universo manifatturiero regionale, con circa 73.400 occupati.
La provincia maggiormente rappresentata è quella di Milano, con 437 imprese Controvento, che precede sul podio Bergamo e Brescia, rispettivamente con 288 e 287 aziende altamente performanti.
Seguono, nell’ordine, Monza (125), Varese (105), Lecco (85), Como (81), Cremona (61), Mantova (53), Pavia (41), Sondrio (36) e Lodi 34).
Complessivamente, i ricavi prodotti dalle imprese Controvento lombarde sono pari a 33,3 miliardi di euro, che corrispondono al 10,8% del totale della manifattura regionale (contro il 10,0% della media nazionale).
Dal punto di vista territoriale, emerge con chiarezza il ruolo centrale di Milano, che si configura come il principale polo di imprese altamente performanti: con quasi 16,5 miliardi di euro, la provincia di Milano genera circa la metà dei ricavi complessivi delle imprese Controvento lombarde, evidenziando una forte concentrazione geografica del valore. Questo riflette condizioni locali particolarmente favorevoli, in termini di infrastrutture, capitale umano qualificato e connessioni ai mercati nazionali e internazionali, ma segnala anche una crescente polarizzazione interna al territorio regionale. Seguono Bergamo (4,8 mld), Brescia (circa 3 mld) e Monza e Brianza (oltre 2,5 mld).
Pur rappresentando una minoranza numerica, le imprese lombarde Controvento contribuiscono in modo particolarmente significativo alla creazione di valore, con un’EBITDA complessivo pari a 8,8 miliardi di euro e un’incidenza del 26,5% sull’EBITDA del manifatturiero regionale.
Il valore aggiunto prodotto, invece, risulta pari a 13,6 miliardi di euro, corrispondente al 17,4% della manifattura regionale.
Questi dati evidenziano come la manifattura lombarda più dinamica non cresca soltanto in termini dimensionali, ma riesca a tradurre complessità produttiva e intensità competitiva in elevata redditività, confermando la solidità strutturale del modello industriale regionale.
La struttura dimensionale rafforza ulteriormente questa lettura. All’interno del cluster Controvento, in Lombardia le grandi imprese svolgono un ruolo trainante, senza che la dimensione si traduca in rigidità organizzativa o perdita di capacità adattiva. Al contrario, la scala sembra ampliare lo spazio di manovra strategico, consentendo investimenti continui, presidio delle filiere complesse e maggiore capacità di assorbire shock di mercato, in un contesto in cui flessibilità e struttura convivono.
Un ulteriore aspetto rilevante che emerge dall’Osservatorio riguarda il gap di redditività tra le imprese Controvento e le Non Controvento, che non solo persiste ma tende ad ampliarsi nel tempo: negli ultimi 5 anni di osservazione, i ricavi medi delle imprese Controvento lombarde passano da 11,5 milioni a 20,4, un incremento in percentuale del 77%, superiore alla media delle imprese controvento del Nord Italia.
Questo andamento segnala un processo di selezione competitiva ormai strutturale, in cui le imprese più performanti riescono a rafforzare progressivamente il proprio vantaggio. Nonostante l’elevato livello medio del sistema manifatturiero regionale, il differenziale indica che la capacità di estrarre valore rimane fortemente concentrata nelle imprese più organizzate e strategicamente posizionate.
L’analisi settoriale prodotta da Nomisma, infine, mette in luce il peso rilevante del comparto delle apparecchiature elettroniche, che con oltre 5,8 miliardi di euro rappresenta il 18% dei ricavi totali delle imprese Controvento lombarde. Seguono il settore farmaceutico, con 3,7 miliardi di euro (pari all’11% del totale), quello del metallo (3,2 mld) e della chimica (3,0 mld).
Queste evidenze assumono particolare rilievo se confrontato con la distribuzione numerica delle imprese, dove prevale la manifattura metallifera (con 441 imprese Controvento) davanti a quelle attive nei settori del machinery (216) e della gomma e plastica (129). La divergenza tra numerosità e capacità di generazione del valore evidenzia come, nel modello lombardo, il vantaggio competitivo sia sempre più legato al contenuto tecnologico e alla posizione lungo la catena del valore, più che alla semplice diffusione produttiva.