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Ultimo saluto a Carla
Bonazzoli: presenti
molti ex grigiorossi

E’ arrivato alla chiesa di San Bernardo poco prima delle 10 il feretro della signora Carla Bonazzoli, dopo essere partito dalla Fondazione ‘La Pace’ ed essere passato anche dallo Stadio Zini. Il funerale è stato officiato dal parroco don Pietro Samarini. Presenti, oltre alla prima squadra della Cremonese, anche la dirigenza grigiorossa, a partire dal presidente Paolo Rossi e dal Dg Paolo Armenia. Molti anche gli ex giocatori della Cremo, da Cesare Prandelli a Mario Montorfano, da Marco Nicoletti a Giancarlo Finardi, ma anche Luigi Gualco, Fulvio Bonomi, Aristide Guarneri e Ivan Rizzardi. In rappresentanza dell’Amministrazione Comunale ha invece presenziato il presidente del Consiglio Comunale Paolo Carletti.

“Avrebbe voluto – ha esordito don Alberto Mangili nell’omelia – morire nella sua casa, allo stadio: per questo ci è sembrato giusto e significativo entrare nello stadio per sostare in religioso silenzio coi famigliari e i massimi dirigenti della Cremonese”. Don Mangili ha definito l’attaccamento della signora Carla un “evento unico nel panorama calcisitico: una vita interamente legata allo stadio e alla Cremonese”. “Nell’ultimo incontro – ha confidato il sacerdote – mi ha espresso il desiderio che la Cremonese tornasse a vincere e che lo facesse per il Cavaliere Arvedi”.

Cesare Prandelli ha voluto ricordare la signora Carla così: “Una vita dedicata alla Cremonese, per me è stata una seconda madre e per quanto mi riguarda la persona più rappresentativa sapeva essere dolce, ma al tempo stesso era molto attaccata alla maglia”. Mariuccia Favalli ha quindi aggiunto: “Carla è stata una mamma per i mie fratelli, Erminio quando tronava da Palermo passava prima da lei allo stadio che da nostra madre. Era una persona eccezionale, sempre pronta per gli altri”.

Mario Montorfano ha raccontato invece il primo incontro: “Ho tantissimi ricordi, forse il primo approccio è stato nel 1976-77 quando mi regalò la borsa da calcio, una borsa bellissima, di Giovanni Talami che era il mio idolo. C’era grande confidenza, era una guardarobiera a tutto campo: le maglie lavate a meno, i calzini rammendati..in quella stanza c’era profumo di bucato e di pulito”. “Aveva sempre – ha aggiunto Montorfano – il sorriso e un’ironia pungente: ha saputo interpretare il senso di appartenenza”. Marco Nicoletti, uno dei suoi giocatori preferiti, ha poi voluto parlare degli ultimi tempi: “Ha accompagnato questi 36 anni della mia vita, ho cercato di essere il più presente possibile: fino al lunedì precedente era ancora lucida, solare e divertente: le facevo sempre ripetere le tabelline proprio per vedere se era ancora lucida”.

mtaino

 

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