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Reati contro l'ambiente:
parte la mappatura
dei siti provinciali

Pneumatici abbandonati in un campo in via San Rocco (foto di repertorio)

Si è tenuta nei giorni scorsi, presso la Prefettura di Cremona, la prima riunione operativa per la costituzione e l’insediamento del Nucleo Ambiente, organismo che nasce per assicurare il raggiungimento di più elevati standard nelle politiche della sicurezza e della tutela dell’ambiente, per meglio coordinare le autorità locali territoriali ad effettuare, attraverso i propri uffici tecnici e relativi comandi di polizia locale, una ricognizione aggiornata dei siti e delle strutture che potrebbero costituire possibili aree di stoccaggio, lavorazione, smaltimento, anche abusivo di rifiuti o di materiale analogo.
Presenti i rappresentanti delle forze dell’ordine, della polizia provinciale, dei vigili del fuoco, dell’Arpa, di Ats, e delle altre autorità locali del territorio.
L’attività dell’organismo verrà avviata con una prima fase di mappatura di tutti i potenziali siti dove è possibile che siano svolte, in modo abusivo, attività di stoccaggio di rifiuti.
A tale scopo, nelle prossime settimane, verranno impiegati sistemi di rilevamento satellitare in grado di fornire una dettagliata fotografia di tutto il territorio, come primo necessario passo per consentire lo svolgimento della successiva azione del Nucleo.
La fase seguente, che vedrà il Nucleo tornare a riunirsi ai primi di dicembre, sarà incentrata sulla valutazione delle misure di intervento da adottare nei riguardi delle eventuali situazioni di abuso.
In maniera  complementare alle azioni di contrasto e di intervento, saranno inoltre programmate e avviate, dallo stesso Nucleo Ambiente, iniziative di prevenzione e di informazione, in grado di concorrere all’innalzamento complessivo dei livelli di guardia a tutela dell’ambiente.

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Commenti
  • Mirko

    Ottima cosa

  • ciclo-pe

    Speriamo nell’efficienza di queste verifiche e soprattutto nell’efficacia delle azioni di contrasto. Spero anche che si intensifichino i controlli su cosa finisce davvero nel Po. Poi abbiamo visto che non sempre le attività a rischio per l’ambiente sono di tipo abusivo, vedere i capannoni pieni di rifiuti che vanno a fuoco.