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La tragedia di Macbeth sulle
note di Verdi: in scena
al Ponchielli venerdi 22/11

Il quarto titolo in cartellone per la Stagione d’Opera 2019 è Macbeth, in scena al Teatro Ponchielli il 22 novembre (ore 20.30 e con replica pomeridiana il 24 novembre ore 15.30). La decima opera composta da Giuseppe Verdi e ispirata dal dramma di William Shakespeare sarà presentata a Cremona riproponendo l’allestimento internazionale del Teatro Nacional de Sao Carlos di Lisbona. La regia è firmata da Elena Barbalich, regista di origine veneziana che ha raccolto ampi apprezzamenti per i suoi lavori, mentre la direzione è affidata a Gianluigi Gelmetti fra i più affermati direttori d’orchestra italiani. Scene e costumi sono di Tommaso Lagattolla, la coreografia è di Danilo Rubeca. Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano.

“Macbeth – scrive Gelmetti nelle note di regia –  è per me l’opera più inquietante di Verdi, quasi uno spartiacque nella produzione del Teatro con Musica. La strumentazione, la ricerca di innovative forme di vocalità, inedite concezioni formali e strutturali, e un nuovo rapporto tra tutte queste componenti, spesso anche in antitesi tra loro. Tutto nel Macbeth è nuovo, diverso, spesso sperimentale ma con la determinazione e la coscienza di chi sa cosa sta sperimentando”. E circa l’asprezza del canto: “(…) tutto questo, oltre che difficile da capire e realizzare, sembra per quei tempi quasi provocatorio, soprattutto pensando a quanto Verdi si lasciava alle spalle, a partire dal non troppo lontano mondo sublime del belcanto rossiniano. Verdi va nella direzione opposta: la sua. Cerca vocalità reali, vere, non importa se brutte; anzi, spesso volutamente brutte. Vuole effetti nuovi non per stupire, ma per coerenza con le nuove idee che ispirano il suo Macbeth. Scrive il soprano Barbieri Nini: ‘Il duo col baritono fu provato più di centocinquanta volte: per ottenere, diceva il Maestro, che fosse più discorso che cantato […]’. La ripetuta insistenza del compositore sulla sostanza drammatica è fondamentale per approfondire questo nuovo e particolare Verdi: ‘[…] farne un tessuto nuovo, e della musica attaccata alla parola e alla posizione […]; che questa mia idea la comprendano bene gli artisti […]; che servano meglio il poeta che il “maestro” […]’; il che significa rispettare le indicazioni drammaturgiche con lo stesso rigore di quelle musicali”.

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